​Gastronomia Intergenerazionale: il fenomeno nonne in cucina con la Gen Z

Pubblicato il 28 agosto 2026

​Gastronomia Intergenerazionale: il fenomeno nonne in cucina con la Gen Z

Dimenticare per un momento lo smartphone, impastare il pane, preparare il pranzo per gli altri. Per una generazione cresciuta tra notifiche, performance e connessione continua, sembrano attività quasi controcorrente. E invece sono gli ingredienti di una nuova tendenza che sui social ha trovato un nome preciso: Nonna Maxxing.

Il termine unisce “nonna” al suffisso inglese “-maxxing”, usato per indicare il tentativo di portare al massimo una determinata abitudine o caratteristica. In questo caso, il modello da imitare è quello di nonna.

Il cibo è il punto di partenza


Prima ancora che il termine diventasse popolare, però, la cucina aveva già riportato le nonne al centro dell'immaginario contemporaneo. Pasta fatta a mano, ricette tramandate, sughi preparati per ore, pane, conserve e pranzi della domenica sono da tempo protagonisti di contenuti online.

In Italia un esempio noto è quello di Casa Surace, collettivo di creator nato nel 2015, che ha trasformato Nonna Rosetta in uno dei personaggi più riconoscibili della propria produzione. Ma negli anni il fenomeno si è esteso a TikTok e Instagram, dove sono comparsi numerosi video dedicati alle ricette di famiglia e alle nonne alle prese con la cucina.

Il successo di questi contenuti racconta qualcosa che va oltre la nostalgia. La cucina della nonna è, per molti aspetti, l'opposto di quella rappresentata dalla cultura digitale: non richiede velocità, non punta alla perfezione estetica e nasce per mangiare e, soprattutto, per far mangiare gli altri.

Dalla cucina al lifestyle

Il Nonna Maxxing porta questa logica fuori dalla cucina. Coltivare un orto, scegliere prodotti freschi e di stagione, fare una passeggiata, cucinare da zero o semplicemente trascorrere più tempo con le persone diventano pratiche attraverso cui recuperare un rapporto meno frenetico con la quotidianità.

A rendere interessante il fenomeno è però una contraddizione. Quello che per le generazioni precedenti era semplicemente vita quotidiana oggi può richiedere tempo, spazio e denaro. Fare il pane in casa significa avere ore da dedicargli; coltivare un orto richiede un luogo adatto; acquistare regolarmente prodotti freschi può incidere sul budget.

La semplicità, insomma, non è sempre semplice da praticare.

La nonna come antidoto alla vita digitale


Alla base del trend c'è anche un'immagine idealizzata della nonna: una figura capace di prendersi cura degli altri, di conoscere i ritmi della casa e di vivere senza la necessità di essere costantemente connessa.

È un'immagine che non coincide necessariamente con la realtà. Le nonne non sono tutte uguali e il modello della “nonna mediterranea” appartiene in buona parte alla cultura pop e alla memoria collettiva. Il Nonna Maxxing, quindi, non sembra voler recuperare una figura storica precisa, quanto costruirne una versione ideale. 

Quando la semplicità diventa un'estetica

Il Nonna Maxxing vive però anche della sua rappresentazione online. La vita lenta finisce sui social attraverso video di ricette, tavole apparecchiate, preparazione e coltivazione degli orti, prodotti freschi e gesti quotidiani trasformati in contenuti.

La stessa dinamica si ritrova nella ristorazione: bistrot e locali propongono sempre più spesso pane fatto in casa, ricette della tradizione, ingredienti stagionali, piatti da condividere e prodotti presentati come poco elaborati. 

Sociologia spiccia alla mano, e parte più interessante, quello che si evince non è tanto il desiderio della Gen Z di tornare davvero a vivere come le nonne, quanto la ricerca di qualcosa che la vita contemporanea sembra aver reso difficile da trovare.


Foto di copertina di Vilius Kukanauskas da Pixabay
Foto nel testo di Franco La Pioggia e Anna Guerrero da pexels.com

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scritto da:

Mariagiovanna Bonesso

Una mamma tacco 12? Anche un paio di ballerine Prada vanno bene, ideali per (rin)correre (il pargolo). Non ho smesso di "fare cose e vedere gente", coltivare la mia passione per arte, design, fotografia e moda, of course. A sdoppiarmi ancora non riesco, ma un Hugo cocktail e un cigarillo Cohiba mi ridanno i superpoteri istantaneamente.

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