Quando si varca la porta a vetri dell'osteria Pratellino sembra di entrare in una macchina del tempo: in questa trattoria di quartiere, a metà strada tra Campo di Marte e Le Cure, è possibile ritrovare in tavola i sapori genuini di una volta e riscoprire i piatti della tradizione fiorentina e toscana. Gli ingredienti del territorio, selezionati da produttori locali e provenienti anche da presidi Slow Food, esaltano le ricette classiche e si prestano a rivisitazioni contemporanee. 

La cucina si ispira alle pagine dei libri del gastronomo Paolo Petroni e del viaggiatore buongustaio Giulio Piccini (Jarro) e segue alla lettera la lezione di Pellegrino Artusi, puntando al recupero di piatti e ricette tramandate nel tempo. Proposte di carne e anche di pesce, soprattutto d'acqua dolce. A pranzo il menu del locale è snello, rivolto soprattutto a impiegati e professionisti dei tanti uffici in zona. Tre antipasti, tre primi, due secondi più un dolce che cambiano di settimana in settimana. Non mancano mai piatti vegetariani, pasta fresca e torta fatta in casa.

A cena l’offerta è più ampia e si presta a una serata rilassante nel segno della buona cucina. E’ qui che l’esperienza gourmet ha inizio. Ecco i grandi classici come la lingua di manzo con salsa verde, maionese e giardiniera fatte in casa, i tortelli di patate mugellani con ragù di anatra, il capretto nostrale al forno con purè di carote allo zenzero e le zucchine fiorentine ripiene di verdure e ricotta su salsa fredda al pomodoro e basilico. Per chi ama sperimentare nuovi sapori la tartare di persico spigola e pesca fresca, il risotto sulla tinca alla maniera del Serchio e uova di trota e la frittura di pesce d'acqua dolce e verdure con maionese all'aglione della Valdichiana Dop e tzatziki alla Toscana. Da una parte la tradizione e il recupero di sapori e profumi di una volta e dall’altra la ricerca e la creatività per contribuire alla riscoperta dei piatti a base di pesce d'acqua dolce.

Il pasto si chiude in dolcezza tra il gelato Buontalenti di Badiani, la zuppa inglese e la torta della nonna. Tra le specialità a cui è impossibile dire di no i cantucci tradizionali e la nozza di Calcinaia, una cialda tipica servita con mousse di ricotta e salsa di fragole.

La carta dei vini, selezionati uno ad uno da cantine locali, punta senza esitazioni sul territorio. Circa cinquanta le referenze, tutte toscane, tra cui scegliere: spumanti, vini bianchi, rosè e rossi con un occhio attento al mondo dei vini biologici. Nella scelta prevale sempre la logica del migliore abbinamento possibile con i piatti in carta.

Se è per provare la cucina del locale che si viene la prima volta, è di sicuro per l'atmosfera che si respira da Pratellino che si torna. Due caratteristiche sale arredate con gusto e disposte su più livelli assicurano tranquillità alla clientela. Alle pareti quadri e stampe che rimandano a una Firenze da cartolina. La musica di sottofondo invita a rilassarsi e ci si può accomodare a uno dei tavoli coperti da morbide tovaglie.

Per chi ha voglia di mangiare all'aperto l'osteria Pratellino dispone di alcuni tavoli all'esterno, proprio di fronte al locale. Organizza periodicamente cene a tema, soprattutto dedicate al mondo del vino. Da ricordare la recente iniziativa con la cooperativa sociale "I ragazzi di Sipario" all’insegna dell’inclusione sociale e della Toscana nei piatti.

In sala, a fare gli onori di casa, Francesco Carzoli, che dopo esperienze professionali di alto livello tra Londra e Firenze, ha scelto di aprire una propria attività nella ristorazione. Nel locale di via del Pratellino si dedica al recupero di sapori e ricette di una volta, mettendo al centro dell’offerta ingredienti genuini e di qualità.

In cucina troviamo Matteo Caccavo, un giovane chef nato e cresciuto a Borgo San Lorenzo: dalla nonna ha ereditato la passione per la cucina e per certe materie prime che sono una costante nel suo lavoro. Al bagaglio personale di ricordi e ricette, si sono aggiunte, dopo il diploma all’Alberghiero, esperienze lavorative a Firenze e in Spagna dove si è avvicinato al mondo veg e alla cucina etnica.

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