​Barch‑in torna all’Arsenale e rimette il cinema in darsena

Pubblicato il 7 luglio 2026

​Barch‑in torna all’Arsenale e rimette il cinema in darsena

Dal 10 al 13 luglio il bacino dell’Arsenale diventa di nuovo una sala cinematografica galleggiante. Barch‑in, il drive‑in in barca ideato da Nicola Scopelliti, Caterina Groli e Silvia Rasia, torna con una sesta edizione che insiste su un punto in particolare: rendere il cinema accessibile anche a chi solitamente ne resta ai margini. Il programma è costruito pensando al pubblico sordo segnante e a quello cieco e ipovedente, con sottotitoli dedicati, traduzione in LIS e audiodescrizioni tramite app.

La Marina Militare, come sempre, mette a disposizione la darsena Novissima dell’Arsenale, uno spazio che di solito non è aperto alla città. Qui lo schermo si riflette sull’acqua e il pubblico arriva in barca, con la possibilità di partecipare anche senza un mezzo proprio grazie al Nuovo Trionfo, trabaccolo del 1926 restaurato e messo a disposizione dagli Amici del Nuovo Trionfo, o tramite le imbarcazioni tipiche restaurate dall’associazione CAMOMA.

Il programma alterna anteprime, cult e cinema veneto contemporaneo. Si parte con La canzone del mare di Tomm Moore, proposto con sottotitoli per non udenti. Il giorno dopo arriva Titanic in versione restaurata 4K, proiezione che sfrutta la cornice dell’Arsenale in modo quasi inevitabile. Domenica è dedicata a Le città di pianura di Francesco Sossai, accompagnato da audiodescrizione tramite MovieReading. La chiusura è affidata a Pomi d’ottone e manici di scopa, tradotto in LIS sul palco.

L’offerta gastronomica è parte integrante dell’esperienza. Il cibo arriva direttamente alle barche grazie a Cocai Express, mentre lungo la riva ci sono tre punti fissi: Terrazza Aperol con cocktail Campari e Prosecco DOC, Atled Meat Lab con panini di carne e opzioni vegetariane, e Gelato Fantasy. Prima delle proiezioni, l’Aperiporto propone musica, dj set, karaoke e cortometraggi legati alla laguna.

Barch‑in resta un evento particolare perché non chiede al pubblico di adattarsi al cinema: è il cinema ad adattarsi alla laguna, alle barche, ai tempi dell’acqua.

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