Dietro a Capitolo uno c'è un oste esperto in miscelazione: Mattia (e ci racconta dove vuole arrivare)

Pubblicato il: 3 luglio 2020

Dietro a Capitolo uno c'è un oste esperto in miscelazione: Mattia (e ci racconta dove vuole arrivare)

Quando gli domando, per chiarezza giornalistica, come preferisce essere definito, Mattia, giovane imprenditore alla gestione di Capitolo uno, mi risponde:"Oste". Perché per far funzionare un gioiello di locale come il suo non basta una grande esperienza in fatto di miscelazione, bisogna saper fare gruppo, giocarsela bene e invogliare le compagnie di Spinea ad accomodarsi in quello che Mattia sta trasformando nel "salotto” del paese. Con quali armi? Il motore di tutto è la volontà genuina di animare la zona con una proposta da grande città, unita alla consapevolezza che "bisogna sempre proporre qualcosa di nuovo".

Ciao Mattia, come mai a Spinea?

Perché ho lavorato qui quando il locale si chiamava La Barchessa e voglio che questo posto torni a essere un punto di ritrovo per Spinea. Sono stato anche a Londra, tra Mirano e Dolo, in Friuli ma è qui che ho pensato di mettere radici con il mio locale. Per ora sono contento: la nostra clientela va dai diciottenni ai sessantenni, riprova del fatto che Capitolo uno è "uno stato mentale", un modo di essere può davvero coinvolgere tutti. 



A ventenni e sessantenni piacciono le stesse cosa, al bancone?

Ai clienti più adulti propongo le novità in fatto di vino, con i clienti più giovani invece gioco con i cocktail, l'importante è che ci sia sempre qualcosa di inedito da presentare. Cambiamo spesso, andiamo per cantine, distillerie, facciamo ricerche ... 
A proposito di cocktail, da dove prendi l'ispirazione creativa?

Giro spesso per cocktail bar a caccia di idee e  per capire che aria tira. Seguo i più quotati, anche esteri, sui social per non perdere gli aggiornamenti, soprattutto da Londra dove ho lavorato come back e poi al bancone. 

Possiamo definirti un bartender, quindi? 

Sì e no, preferisco "oste". Ho studiato all'alberghiero e fatto tanta gavetta nell'ambito della ristorazione: cuoco, pizzaiolo, al bar in caffetteria, come gestore ... questo lavoro richiede una serie di abilità, non solo in fatto di miscelazione. Bisogna tenersi aggiornati con masterclass  e degustazioni, andare per cantine vinicole e per birrifici, e incuriosirsi delle nuove realtà artigianali del territorio dalle quali spesso acquistiamo i prodotti più convincenti, siano birre o bitter. 



Come scegli i prodotti da proporre? 

Semplicemente secondo il nostro gusto, il nostro piacere (di Mattia e dello staff, ndr) ricercando sempre la novità, meglio se locale ma non è detto. Spaziamo dal bitter al radicchio di Treviso per i cocktail ai prodotti caseari campani per la snackeria, basta che abbiano quel qualcosa in più.

Non solo cocktail quindi ma ... vanno forte, no? 

Sì, Capitolo uno sta diventando il punto di riferimento di Spine e dintorni. Ci mettiamo molto impegno, nell'ideazione ma anche nella realizzazione. Abbiamo una linea di sciroppi fatti da noi, di bitter aromatizzati in casa e infusioni di gin. Americano e Negroni sono tailored made, in base ai gusti del cliente, poi funzionano benone i "fizz" e i "sour" ...

E il gin tonic, è ancora sulla cresta dell'onda? 

Direi di sì! Cambio sempre le nostre referenze di gin, che in totale sono 25 -27, scovate in Toscana, sul Lago di Como, in Salento ... poi le toniche 5 o 6 altamente selezionate.



Forse è presto per chiedertelo ma c'è qualche progetto per il futuro? 

Sicuramente mettere radici a Spinea e consolidarsi come punto di riferimento e di ritrovo. Vorrei che le persone venissero qui non solo per la qualità delle proposte ma anche perché conoscono me e il mio staff, e si fidano di noi. Poi mi piacerebbe migliorare il plateatico con una super struttura in vetro e acciaio ... vedremo!

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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