Inaugurata a settembre 2016 presso l’H-Campus tra Ca’ Tron e Bagaggiolo, l'osteria Le Cementine è un ristorante d'alto livello immerso in un parco che costeggia il fiume Sile, circondato da grandi spazi verdi, lussureggianti e bucolici. E’ un locale metropolitano ed esotico al tempo stesso, tant’è che nel giro di pochissimo tempo è riuscito a diventare un posto cult: parte ristorante di H-Farm - oggi potenziato dalla cucina creativa di chef Alberto Toè e dai vini naturali del sommelier Matteo Morando -, parte super cocktail bar di campagna, alle spalle di Roncade, lungo la Greenway del Sile tanto amata da ciclisti e cicloturisti che pedalano tra Treviso, Jesolo e la Laguna di Venezia.

#Nowastephilosophy

Azzerare gli sprechi, massimizzare l'impiego di prodotti naturali e di packaging fatti con la carta riciclata, ridurre ai minimi termini l'uso della plastica: #Nowastephilosophy, l'hashtag con cui Alberto Toè (non a caso formatosi presso prestigiose cucine stellate e internazionali) titola il nuovo menù 2020, significa anzitutto questo. Quando varchi la lussureggiante e bucolica soglia di quest'incredibile osteria roncadese, capisci subito che sei in un luogo dove nulla viene lasciato al caso... Anzi, dove nulla viene "lasciato", punto.

Agreste, hi-tech e molto, molto suggestivo

Le "cementine" sono le mattonelle artistiche artigianali usate tipicamente per pavimentazioni e rivestimenti, composte da cemento Portland miscelato a polveri di marmo e ossidi di ferro (per la colorazione). Assieme ai tavoli e alle sedie, che abbracciano l'odierna filosofia del riciclo, le cementine componenti il pavé del ristorante ne costituiscono - ça va sans dire - il tratto più distintivo e, al tempo stesso, l'elemento di congiunzione ideale tra il design innovativo della struttura e la cornice profondamente agreste in cui è inserita.
Perimetrali all'ampio - ma non troppo - salone interno, poi, le vetrate qui fungono da pareti, restituendo la rassicurante sensazione di mangiare in mezzo al prato. Si sta da Dio, in tutte le stagioni.

Da Fracasso a Ronco Severo: solo produttori al top

L'innalzamento qualitativo della proposta del locale parte, come vuole il manuale di ogni bravo chef, dalla certosina selezione dei fornitori e delle materie prime. I primi piatti, ad esempio, poggiano le fondamenta sulla Pasta Fracasso, un prodotto artigianale, in regime di agricoltura responsabile. E' una pasta dal profumo fragrante, dal sapore intenso, unica per apporto proteico e digeribilità; fatta con cereali a km zero, ricca di fibre, senza ogm, maicinata a pietra, a lenta essicazione, trafilata - naturalmente - al bronzo.
La carta dei vini, compilata e ricompilata dall'ancor giovane ma assai esperto sommelier Matteo, abbraccia convintamente il mondo delle produzioni naturali: ossia di quei vini che si modificano durante la loro permanenza nel calice. Il merlot dei colli friulani orientali Ronco Severo ne è unesempio: un vino rosso spettacolare e semplice al tempo stesso, in perfetta armonia con l’anima e il corpo de Le Cementine.

Creatività e semplicità home-made

Nella carta del ristorante i protagonisti sono giocoforza i sapori delle eccellenze locali. Come l'uovo fritto con formaggio ubriaco del Grappa e tartufo di Conegliano, oppure l'anguilla (che poi è la "bisata" trevigiana) con la rapa, capolavori di Alberto e irrinunciabili delizie da ordinare, per chiunque entri a Le Cementine la prima volta. E’ un menu basato sulla stagionalità e sul territorio, che abbina ingredienti di alta qualità a km zero, in cui la parte del leone la fanno le verdure e le piante officinali raccolte nell'orto adiacente il locale.
Come in ogni ristorante di livello che si rispetti, puoi anche scegliere un menù-degustazione, da declinare - se vuoi - in wine pairing. 
Non è affatto semplice trovare il punto di fusione tra i tratti tipici della cucina rurale con invenzioni e sperimentazioni che connotano l’enogastronomia metropolitana. Molti ci provano, ma pochissimi ci riescono davvero. Alle Cementine si ha un bell'esempio di come si fa a far funzionare la cosa. 

Orto, idee e wine-pairing naturale

L'orto, capace di sfruttare al 100% l’eccezionale microclima fluviale di Ca’ Tron, e l’attenzione ai dettagli rendono magica ogni pietanza che esce dalla cucina. Un esempio? Le tre varianti di radicchio servite con chips di pane raffermo e pressing al kombucha fermentato in casa. Ma la cucina di terra la fa da padrone; dopo l'uovo fritto e l'anguilla di cui sopra, due esempi magnifici ne sono i due modi in cui viene declinata la tartare: con maionese al porro e semi di senape oppure con lievito, cipolla e porro fresco. La prima più corposa, saporita e gratificante, ideale come secondo piatto da accompagnare ad un vino rosso; la seconda più leggera, perfetta come antipasto o addirittura aperitivo, assieme a un un calice di vino rifermentato naturalmente consigliato da Matteo.

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