Calde luci soffuse ed eleganti sale dagli alti soffitti con volte a stella in pietra leccese arredate con estrema cura, dove vintage e moderno diventano armoniosamente un tutt’uno, fanno da cornice a uno di quei locali che negli anni è diventato un punto di riferimento per la movida leccese. Stiamo parlando del mitico Viveur Experience, frequentatissimo street bar nel centro storico della città, a due passi dalle meraviglie di Santa Croce, che compie a dicembre 5 anni.

Un locale intimo e raccolto, che sa coniugare momenti di cultura artistica, musicale e letteraria al buon cibo, ma soprattutto a un beverage di altissima qualità. “L’identità di questo locale – racconta Stefano dell’Anna, titolare del Viveur - come può far intuire il nome stesso, ci fa pensare a un uomo al contempo raffinato e gaudente, amante della vita mondana e dei piaceri che offre. Gli stessi piaceri che cerchiamo di offrire alla nostra affezionata e attenta clientela”.

Chi viene al Viver, infatti, ha delle aspettative: non si tratta di un semplice bar come tanti altri, bensì di un luogo in cui vivere esperienze sensoriali complete rilassandosi e al contempo bevendo qualcosa di eccezionale. Sia che si tratti di vino, di birra, di cocktail, di un distillato e via dicendo.

Ma andiamo con ordine. Stasera sei da birra? Molto bene; da Viveur puoi scegliere tra ben 22 birre artigianali in bottiglia e due IPA alla spina. Hai voglia di vino? Ok, la lista è altrettanto lunga e presenta svariate etichette locali e non, di un certo livello, disponibili sia in bottiglia che al calice, manco fosse una enoteca.

E non parliamo di cocktail… perché qui si apre un altro mondo. Gettonatissimi in questo periodo sono i gin tonic, che ognuno può personalizzare scegliendo tra gli oltre 60 gin disponibili e le varie toniche, così come i drink fruttati, cosiddetti tiki fatti con purea di frutta, o i negroni. Se vogliamo entrare nello specifico mi è rimasto nel cuore il “The Boston Tea Party”, un signature inventato da Stefano e composto da vermouth bianco Bordiga, Pekoe Supreme Ceylon, limone fresco, passion fruit fresco, zucchero e Bob’s bitter alla vaniglia.

Le parole chiave, dunque, per quanto riguarda il beverage sono selezione e diversificazione; mentre la sezione food, al contrario, pur mantenendo la qualità alle stelle, è caratterizzata da una modesta forbice di scelta. Mi spiego meglio. Sono pochi i piatti in menù, perlopiù di stampo rustico, ma hanno veramente una marcia in più.

Un esempio? Il tagliere di salumi e formaggi nazionali, con chicche di alta norcineria (come la porchetta di Ariccia, il carré di suino all’arancia, il capocollo di Martina Franca cotto al miele o scottato al Negroamaro, il crudo di Parma o San Daniele, la pagnottella da tagliare al coltello e via dicendo), ma anche il ricco piatto degustazione Viveur, che a sua volta oltre a includere una selezione del tagliere, è rinforzato da sei assaggi caldi che cambiano in base alla stagionalità e alla reperibilità delle materie prime, sempre freschissime e preparate artigianalmente. Il momento aperitivo si presta a diventare anche apericena, e per chi desidera continuare su questa direzione non manca una piccola selezione di piatti dalla cucina.

Tornando alla location merita una descrizione approfondita la destinazione degli ambienti: oltre al plateatico all’aperto, infatti, ci si può accomodare anche all’interno in una delle tre salette caratteristiche. C’è la sala principale, che ricorda un’enoteca dal momento che sono in esposizione bottiglie di vino scaffalate, poi c’è una saletta lounge, arredata con divani e luci più soffuse… e infine una zona che chiamo “privè”, molto intima, che si raggiunge salendo qualche gradino e che regala una privacy totale. Richiestissima dalle coppiette che qui possono brindare a lume di candela.

Viveur, inoltre, si presta bene a diventare spazio espositivo per artisti emergenti del territorio che propongono una linea artistica underground, fuori dagli schemi classici. Perché qui – lo ricorda il nome spesso - si viene, oltre che per la qualità della bevuta, anche per ammirare un quadro, per leggere un libro, per discorrere di viaggi, di letteratura. Semplicemente per godersi i piaceri della vita…


 

  • RECENSIONE
IN QUESTO ARTICOLO
POTREBBE INTERESSARTI:

Il relax a portata di mano, legale e light

Sempre più persone ne fanno largo uso per rilassare corpo e mente. Ma cos'è veramente la pianta che in America sta facendo parlare di una vera e propria “green rush”, la corsa all'oro verde? Un esperto del settore fa il punto della situazione in Italia e ce ne spiega i benefici.

LEGGI.
×