Si scrive Kenzia, si legge successo.

Pubblicato il: 4 settembre 2018

Si scrive Kenzia, si legge successo.

Da sei anni nelle mani di due nuovi soci, Salvatore ci racconta com'è andata.

Ci si chiede sempre tanto spesso quale sia il segreto del successo. Formatori, imprenditori e motivatori non fanno che chiederselo. Il punto è che probabimente non c'è davvero una formula da adottare, quanto invece degli atteggiamenti e delle attitudini che alla lunga, senz'altro ripagano. È quanto ci siamo detti con Salvatore, che insieme a Daniele, suo socio, ha preso le redini di Kenzia, un locale che da 35 anni è un punto di riferimento per la cittadina di Maglie.

Salvatore, premesso che i tuoi aperitivi erano un must ai tempi del liceo: da quanto tempo siete tu e Daniele?

Sei anni, compiuti ad aprile, ma Kenzia esiste da 35 anni. Si tratta di un locale storico qui a Maglie, un po' per la vicinanza alle strutture scolastiche un po' perché, nonostante sia cambiato molto, è rimasto quello che era nella sostanza, e questo ha aiutato a non destabilizzare gli aficionados che hanno continuato a viverlo come uno snodo imprescindibile della movida magliese.



Cosa si mangia qui?

Siamo aperti quasi h24, dall'alba alle 4 del mattino per cui ci occupiamo di ogni momento della giornata. Prepariamo le colazioni, le pause pranzo e gli aperitivi, fiore all'occhiello di Kenzia. Nei nostri aperitivi puoi trovare davvero tanti stuzzichini che accontentano anche i palati più esigenti. Il nostro aperitivo si divide in due sezioni: la rosticceria mignon, per esempio crocchette, polpette, arancini...e la parte fredda, stuzzichini freddi con creme particolari a base di mascarpone e philadelphia, paninetti, focaccine e chi più ne ha più ne metta!

E da bere?

Bibite e cocktail analcolici e poi la tanto amata birra: serviamo la classica bottiglieria e poi abbiamo la sezione spina con Tennent's Super, Lupulus, una bionda belga artiginale e la Warsteiner. E ovviamente cocktail ben fatti.



Quali sono le caratteristiche che cerchi nelle persone che lavorano con te?

Sincerità, fiducia e senz'altro, la professionalità: credo che queste siano le tre cose che fanno di un collaboratore, un collaboratore valido.

Qual è la formula per resistere alla concorrenza e continuare a essere un punto di riferimento dopo tanti anni?

Sicuramente ci ha molto aiutato la posizione strategica del locale, così vicino ai licei e alle scuole superiori che è stato impossibile non entrare nel cuore di tutti gli studenti. Nonostante non credo che esista una formula adatta per tutti i locali e che le cose cambino da situazione a situazione, penso che mettere l'anima in quello che si fa ripaghi sempre, in un modo o nell'altro.



Qual è stata la tua più grande soddisfazione in questi sei anni di attività?

(Risponde senza pensarci su) Sicuramente avere una società che ancora funziona. Non è facile al mondo d'oggi creare dei rapporti lavorativi così duraturi che ti garantiscano tranquillità e fiducia. Ma con Daniele siamo riusciti a metter su un equilibrio, dei turni che ci agevolano e un rapporto che ci aiuta a guidare l'attività.

Quale consiglio di senti di dare a chi vuole aprire un locale?

È molto difficile oggi aprire un'attività, soprattutto nel nostro Paese. Ci sono spese importanti da sostenere, è inutile negarlo, e oltretutto il successo non è garantito, anzi. La fortuna e la casualità giocano un ruolo fondamentale, così che nessuno può avere la certezza che le energie investite nella sua idea abbiano poi riscontro. Per cui quello che mi sento di dire è che ci vuole un grande coraggio e una grande perseveranza...



Cocktail preferito? 

Long Island: vodka, tequila, rum bianco, Triple Sec e per finire gin. Il tutto viene poi condito con sciroppo di zucchero, succo di limone fresco e cola.

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scritto da:

Federica Miggiano

Ho iniziato prima a scrivere poi a parlare e camminare. Mi piace l’inchiostro, ma non ho tatuaggi. Da bambina volevo fare la ballerina, poi sono finita a studiare Filosofia. Nel tempo libero mi chiedo cosa voglio fare da grande. Amo il cinema, la fotografia, la musica live e i carboidrati.

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