Il movimento delle cucine sostenibili proposto da Carlo Petrini di Slow Food

Pubblicato il: 9 novembre 2020

Il movimento delle cucine sostenibili proposto da Carlo Petrini di Slow Food

Il fondatore di Slow Food lancia il progetto dell'Alleanza Slow Food: "In tempi straordinari servono cucine rivoluzionarie"

Slow Food è da sempre simbolo di una ristorazione sostenibile che si fa slow: attenta al dettaglio, alla biodiversità, alla provenienza dei prodotti e alla tutela dei territori.

Come risponde la fondazione a questo periodo diffcile? Lo spiega lo stesso fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, in una lettera recente. 

L'Alleanza Slow Food

Come ricorda lo stesso Petrini, alla fine della Rivoluzione francese nacque la ristorazione moderna perché i cuochi delle famiglie nobiliari, senza occupazione, iniziarono a creare nuove attività. Allora a cosa ci porterà questa grave crisi? 
Lo stesso Petrini si chiede, rivoltando il problema verso la filosofia della fondazione: "Se rifiutiamo, come rifiutiamo fermamente, l’ipotesi di andare verso la sopravvivenza dei più forti, come immaginiamo la riorganizzazione di questo comparto?". 

La risposta? Puntare sulla diversità dei territori, sulla biodiversità e su cucine sostenibili e farlo tutti insieme attraverso la creazione di una Alleanza Slow Food degli chef impegnati a perseguire tali scopi e dar vita, così, alle cucine ecosostenibili. 
E continua: "La sostenibilità di un ristorante è complessa e articolata e va progettata con cura e costanza. Il futuro è questo: la fine della cucina borghese e l’avvento dell’ecocucina. Nell’anno più difficile, l’Alleanza Slow Food dei cuochi non fa passi indietro né compromessi, ma alza l’asticella, si dà obiettivi ancora più alti e regole ancora più impegnative." E continua: "In tempi straordinari servono cucine rivoluzionarie."

Cosa fa l'Alleanza Slow Food

Sono oltre 300 i cuochi che hanno già aderito alla proposta di Slow Food e che fanno già parte dell'Alleanza e che si dichiarano "veri e propri militanti del cibo buono, pulito e giusto". 

Tutti coloro che hanno aderito si impegnano a: 
- Lavorare direttamente con i produttori del loro territorio (a partire dai Presìdi Slow Food)
- Proporre carne proveniente esclusivamente da allevamenti locali e sostenibili e pesce locale catturato da piccole imbarcazioni
- Ridurre gli sprechi alimentari
- Ridurre l'utilizzo di plastica
- Essere un punto di riferimento costante per alcune piccole comunità 

Molti degli chef coinvolti, poi, negli ultimi mesi si sono prodigati all'interno dei territori di cui fanno parte: donando cibo alle comunità, dando una mano alle mense degli ospedali e a chi era in difficoltà.

La richiesta degli chef dell'Alleanza Slow Food

L'appello degli chef dell'Alleanza, ora, è il riconoscimento da parte della politica e della società dei valori su cui si basa la loro unione: "la ristorazione di qualità, quella che ha un legame vero con il territorio, non è solo svago, diletto, edonismo. È cultura, trasmissione di saperi, coesione sociale, costruzione di comunità, sopravvivenza per l’agricoltura di piccola scala, per gli artigiani del cibo, per i vignaioli. È uno dei biglietti da visita del Paese, forse il più importante."

Petrini invita, poi, a cercare e a sostenere gli chef dell'Alleanza Slow Food nei territori di ognuno. È possibile visionare l'elenco completo  e differenziato per Comune a questo link

Photo Credits: Carlo Petrini da Pagina Fb Slow Food Italia

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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