Core do’ Sud non è solo un progetto di rinascita di una famiglia e di un team – che sarebbe meglio definire un gruppo di amici – ma è anche uno specchio limpido capace di mostrare come il legame familiare, la tradizione e il filo rosso che lega gli esseri umani ad un luogo caro, è un motore capace di scardinare regole, ostacoli e paure. Un nuovo locale questo, che racchiude in ogni sua forma, l’amore per terre lontane – quelle del Sud, ma lo dice chiaramente il nome stesso – dove Giovanni, il proprietario, ma anche gran parte della cucina, hanno lasciato il “core”.

“Il Sud nel piatto, a due passi dal Brenta” 

Un legame che poggia radici su tradizioni ed ingredienti certo spesso lontani dalla cultura culinaria veneta che qui però è presentata con rispetto del luogo in cui viene ospitata; tanto da riuscire quasi a fondere il Veneto e il Sud Italia in un piatto unico, tripudio di sapori, colori, esperienze e perché no, pura fantasia dello Chef.

Il risultato? 

Tartare di tonno rosso, burrata di Gioia del Colle e polvere di olive lecine o impepata di cozze alla Tarantina; per proseguire poi con gnocchi di patate viola al granciporro o alla sorrentina, fusillone partenopeo cacio e pepe con tartare di gambero rosso o una grigliata di pesce che qui, varia al variare del mercato; proprio come dovrebbe essere ovunque. Nulla infatti da Core do’ Sud viene congelato, in particolar modo il pesce. Ecco perché capita spesso che qui vi siano non pochi fuori menù, o alcune variazioni negli impiattamenti “soliti” perché in fin dei conti non puoi sapere cosa mangerai, finché qualcuno non lo pesca.

Insomma, Core do’ Sud è un’ode al Sud, ma soprattutto al pesce

Qui il pesce è il piatto principale, l’ingrediente cardine, il fulcro di questo locale che tenta di offrire al cliente i piatti della tradizione Campana (e non solo), in chiave moderna e innovativa, puntando ad un piatto buono – perché sulla qualità non si scherza e non si risparmia, anzi, la qualità è l’unico investimento che frutta sempre – ma anche bello, perché solo un pazzo non vedrebbe come anche il mondo della ristorazione stia cambiando; dopo il Covid ma non solo.
I piatti qui, girano e vengono rinnovati spesso ma vi è un grande protagonista immancabile che è anche un po’ il marchio di fabbrica di questo nuovo localino: il crudo di pesce.

Non solo pesce però…

Core do’ Sud vuole essere un punto di incontro per ogni tipologia di cliente: la famiglia con i bambini, la coppia che cerca un localino romantico e ben servito e il gruppo di giovani amici che non vogliono uscire a cena con l’ansia di non poterselo permettere. Ecco perché oltre ad una attenzione quasi maniacale per offrire tutto al giusto prezzo, il menù è pensato per essere ampio – anzi ampissimo. Presenti qui antipasti, primi piatti e secondi di carne; come il Crudo di Parma “due corone” un DOP 20 mesi, servito con burrata di Gioia del Colle e schiacciata di pane alle erbette o la tagliata di Patanegra rucola, grana e aceto balsamico con patate. 

 
Non è Sud però, senza lei: sua maestà, la pizza 

Qui la pizza è quella tipica napoletana: lunga lievitazione, altissima idratazione, molta alveolatura ed un cornicione che sfida la gravità per altezza, ma che promette ampia digeribilità. I gusti poi, sono quelli tipici del Sud, ma non mancano varianti in chiave moderna o strizzatine d’occhio ad un Veneto che qui non è mai trascurato, anzi, innalzato con una “Trevigiana” o una “Deliziosa” con radicchio nostrano e salsiccia. 
Immancabili ovviamente, come impone il disciplinare: pomodoro San Marzano e Mozzarella di Bufala campana.

Il design industriale in un ambiente informale

Core do’ Sud è anche un ambiente piacevole e curato, di nuova fattura e di una scelta pensata per inserirsi perfettamente nel contesto della Riviera del Brenta che qui non è un contorno, ma vero alleato di lavoro. Ecco perché l’obiettivo di Core do’ Sud è certo quello di distinguersi con una cucina diversa da quella del territorio e innovativa nei metodi di preparazione nonché nella presentazione, ma è anche un modo di premiare una zona incredibile del nostro territorio che ha fatto dell’artigianalità il suo punto di forza conosciuto in tutto il mondo. Uno stile “industrial chic” quindi, quello che si apre nel locale e lo caratterizza, perché tenta di fondere l’industria e la moda, due colonne portanti della zona.

Non solo cibo… 

…ma anche una cantina fornita di vini che spaziano tutta l’Italia e non solo, con alcuni dei nomi più conosciuti del Sud (Falanghina, Etna bianco, Grillo) e alcune etichette nostrane del territorio veneto. Ampia la scelta di distillati, tutti a prezzi onesti, capaci però di far assaggiare al cliente nuove chicche che solitamente non si trovano; come i gin giapponesi o la meno consueta Grappa Castagner. Moltissime di queste opzioni, si sposano perfettamente per accompagnare un pasto ma perché no, anche il momento dell’aperitivo.
Con una settantina di coperti interni, e quasi una cinquantina di esterni durante la bella stagione; Core do’ Sud non si fa mancare nulla; nemmeno l’amicizia tra colleghi che qui è forse l’ingrediente principale.

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