Un Natale con le piste chiuse darà il colpo di grazia all’intera economia della montagna?

Pubblicato il 24 novembre 2020

Un Natale con le piste chiuse darà il colpo di grazia all’intera economia della montagna?

Pare di si secondo la Presidente di Federturismo Confindustria.

L’aria che tira è quella di chiusura, proprio alla vigilia dell’inaugurazione della stagione invernale e nonostante i rigidi protocolli di sicurezza adottati da tutti gli operatori. Sarà veramente così? La linea del Governo, ad ora, pare essere questa, ma i tanti dubbi si dipaneranno solo il 3 dicembre con l'uscita del “DPCM Natalizio”.

Nel frattempo la Presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli e la Presidente di Anef Associazione Nazionale Esercenti Impianti a Fune, Valeria Ghezzi spiegano: “Il fatturato del turismo invernale - dichiara Lalli - sfiora i dieci miliardi di euro, di cui un terzo delle entrate si realizza proprio nel periodo compreso tra l’Immacolata e l’Epifania. La filiera che vive dell’industria della neve è lunghissima e comprende hotel, ristoranti, trasporti, scuole di sci che con la chiusura delle piste proprio nel momento di loro massima attività rischiano di vedere bruciati fino a tre miliardi di euro”.

E ancora “… Non identifichiamo lo sci quale attività sportiva con la movida perché è un gravissimo errore. Lo sci, come ogni altra attività che il governo intende riaprire si atterrà con scrupolo ai protocolli e alle regole di sicurezza. Come avvenuto Oltralpe, chiediamo al governo di confrontarsi con noi per capire la vera natura della nostra attività. Le recenti dichiarazioni del Governo arrivate a noi solo via stampa (sic!) rischiano di far crollare l’intero comparto”.

Insomma, tanto per cambiare, c’è grandissima preoccupazione e i numeri parlano chiaro; le aziende funiviarie presenti in Italia sono oltre 400, con 1500 impianti di risalita. Gli impianti sono serviti da circa 3.200 km di piste, che per il 72% sono dotate di innevamento programmato che richiede oltre 100 milioni di euro: all’inizio della stagione invernale le società impianti hanno sostenuto ormai il 70% dei propri costi per aprire in sicurezza. Il comparto montagna, nel solo arco alpino, offre lavoro a oltre 120mila persone.

Photo by Toa Heftiba on Unsplash

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