La regola del Kilburn è una sola: #berebene

Pubblicato il: 22 febbraio

La regola del Kilburn è una sola: #berebene

Tutto comincia con un’emozione. Ennio Lettera spiega come il locale è diventato un suo riflesso

La zona è piena di locali. Porta Venezia negli ultimi anni si crede un quartiere cosmopolita di Londra. Da quasi tre anni, in via Panfilo Castaldi c’è il Kilburn, sì esatto, proprio il quartiere londinese, e per me è sempre un piacere tornarci. Appena entro Ennio Lettera, 26 anni, il proprietario oltre che del locale anche della cocktail list - napoletano, una laurea in design e fotografia - è impegnato a finire uno shooting. Ma il protagonista non è mica lui, al centro ci sono i cocktail. Splendide creazioni mixologist che regalano un’esperienza sensoriale piuttosto che una bevuta. Qui la regola è #berebene. E adesso vi spiego perché.

Ennio, svelami come nasce un cocktail al Kilburn?
“Parto da una suggestione, da un’emozione che mi suscita un ricordo e cerco di trasferirlo in un bicchiere”.

Per creare drink indimenticabili ma anche sorprendenti (nella foto lo Spice Route, novità della nuova lista), non bisogna avere fretta.
“Continuo a provare e sperimentare finché non sono convinto al 100 per cento. Possono passare anche mesi prima che un drink finisca in lista: deve essere perfetto”.

Il merito è anche di Elena e Umberto che servono ai tavoli. Quanto è importante un buon team?
“Sono il mio braccio destro, tutti e due, non ho braccia sinistre. Siamo un’ottima squadra, mi danno una mano, assaggiano i drink. Sono anche le mie cavie: ci confrontiamo fino a quando non sono completamente soddisfatto della miscelazione”.

Io amo il whisky, Ennio lo sa bene. Mi serve un cocktail che non è in lista miscelato solo per me: scotch con una nota di torba, tabasco che pizzica leggermente la lingua, tonica, vermouth e liquore cubano al caffè. È perfetto. Lo appoggio sul tavolino illuminato da una luce discreta e mi metto comodo sul divanetto. Al Kilburn la differenza la fa anche l’atmosfera e me la voglio godere. Una bottiglia di Nikka from the Barrel vuota è diventata un vaso per i fiori.

Qual è la cosa di cui vai più orgoglioso, dopo quasi tre anni dall’apertura?
“Prima la gente veniva qui per ubriacarsi e voleva solo bere. Sono stato capace di trasmettere la mia passione per il bere bene. E la soddisfazione più grande è rendermi conto che lo hanno capito. Chi torna qui è perché vuole qualcosa di più di un rum e coca”.

Abbiamo parlato già di atmosfera. Ma non si può liquidare in due parole. Il Kilburn ha un tocco vintage e c’è un po’ di Londra, quella dove Ennio ha vissuto per qualche anno, prima di decidere, un po’ per caso, di tornare in Italia e aprire il suo locale a Milano. Londra è sulle pareti, impreziosite dalle sue foto che ha scattato nel suo quartiere inglese, ogni particolare racconta un po’ della sua vita. Dal bar dove faceva colazione, alla stazione, passando per il negozio di tattoo.

“Il Kilburn è un mio riflesso”. Mi dice mentre mi mostra il simbolo del locale tatuato sul braccio. Con una precisazione: “Me lo sono fatto ancora prima di decidere di aprirlo a Milano”. Il Kilburn nasce da un sogno che, per fortuna, è diventato realtà.

E quali sono i progetti per il prossimo anno?
“Vorrei rendere il Kilburn perfetto. (E io suoi occhi brillano, ndr). Vorrei aumentare lo spazio al bancone, in modo da poter accogliere più clienti e poi mi piacerebbe aprire un locale anche a Londra”. Sarebbe un po’ come tornare dove tutto è iniziato. Ennio ride: “From London to Milan. Kilburn is back”. E non serve avere un perfetto accento britannico per capire che il Kilburn è un locale unico. Come il cocktail che ho appena finito, miscelato solo per me.

Nella foto di copertina Ennio Lettera dietro il bancone del Kilburn

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scritto da:

Fabrizio Arnhold

Il trucco per un buon aperitivo o una cena perfetta? Scegliere il posto giusto. Vi racconterò i miei locali preferiti, ma sempre con spirito critico, senza mai dimenticare che a Milano c’è tutto quello di cui si ha bisogno. Basta saper scegliere.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Kilburn

    Via Panfilo Castaldi 25, Milano (MI)

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