Serena D'Amato, ci sarà una nuova rinascita della pizzica dopo questo periodo?

Pubblicato il 21 aprile 2021

Serena D'Amato, ci sarà una nuova rinascita della pizzica dopo questo periodo?

Serena D'Amato, regina della pizzica salentina, ha vissuto questo periodo di fermo in modo interessante: è infatti da poco diventata mamma di Federico, e ha scoperto di essere incinta proprio durante il primo lockdown. In questo periodo di fermo ha anche completato gli studi al DAMS di Lecce ovviamente con una tesi sul ballo della pizzica. La sua attività, in questo periodo, è proseguita con la partecipazione ad alcuni programmi televisivi. Quando si dice trasformare la necessità in virtù!

Una pasionaria vera, che ha cominciato a ballare quando aveva 16 anni, e che balla quindi da 20 anni (anche se delle signore non si dice l'età), ma lei ne va giustamente fiera e avrebbe anche voluto festeggiare questo compleanno, ma, viste le contingenze, bisogna rimandare. Sulla pizzica ha le idee chiare e risolute.

L'abbiamo raggiunta per farci raccontare come ha vissuto questo periodo e che progetti ha per il futuro.

Raccontaci la prima volta che hai ballato in pubblico.
Correva l'anno 2000, durante la magica notte di San Rocco a Torrepaduli. Quella sera conobbi la pizzica e i tamburellisti.


In quegli anni  stava già esplodendo il fenomeno pizzica?
Il fenomeno pizzica era al suo esordio ed io ne sono stata testimone. Ricordo che le mie coetanee mi prendevano in giro per questa mia passione che a loro sembrava "antica". Oggi credo di aver contribuito ad aprire la strada alle nuove generazioni.

E l'ultima volta che hai ballato prima del lockdown?
È stato a Febbraio dello scorso anno al Palazzo Gallone di Tricase con lo spettacolo "Così è la Pizzica se vi pare" con la regia di Guido Scopece. Uno spettacolo realizzato con tutti i miei allievi in cui si cerca ironicamente di definire, in modo pirandelliano, la pizzica nelle sue varie sfaccettature.
E secondo te, cos'è oggi la pizzica?
La pizzica è gioia, allegria e spensieratezza condivisa con la comunità. Rappresenta la nostra cultura e la nostra tradizione. Credo che nonostante la sua esplosione mediatica merita di essere protetta da ogni banalizzazione.

E come si potrebbe fare per trovare un connubio tra le due esigenze?
Questa rinascita ci ha indubbiamente permesso di lavorare tanto e anche di girare il mondo. Nel mio piccolo cerco di farla conoscere alle persone che si avvicinano a questo mondo raccontando cosa era la pizzica un tempo e cosa è oggi.


E in questo periodo di fermo?
La chiusura dei teatri, delle palestre, il divieto di poter fare eventi pubblici hanno sicuramente limitato l'intero settore dello spettacolo. Ci sono colleghi che stanno lavorando anche con lezioni online. Personalmente non riesco a propormi in questo modo perché per me insegnare la pizzica necessita di un approccio fisico ed emozionale difficilmente raggiungibile attraverso uno schermo. La mia attività tra gravidanza e lockdown si è limitata alle partecipazioni per alcuni programmi televisivi.

E quindi nella pratica come ti immagini il prossimo futuro? Come sarà questa estate?
Sinceramente spero, come tutti, di lasciarci presto alle spalle questo triste periodo e riprendere progressivamente tutte le attività già avviate e nel contempo mettere in atto nuovi progetti, interrotti dalla pandemia.

Ti manca il palco?
Non solo il palco ma tutto il contesto: gli allievi, gli amici, i colleghi artisti, le danzatrici e i danzatori ma soprattutto mi manca l'energia della pizzica.


Mi racconti un aneddoto di questi anni di carriera?
Ne ricordo diversi ma vi racconto l'ultimo che mi è accaduto qualche giorno fa, in occasione delle riprese di un programma Sky di cui non posso parlare. Durante una delle prove ho raccomandato alle ballerine di fare attenzione e alla fine a cadere a terra sono stata io!

Sono 20 anni che balli, come ti immagini tra altri 20?
Ovviamente mi immagino che continuerò a ballare finché il mio corpo me lo permetterà.

Ma tu, come hai cominciato?
Per puro caso. Quando ci penso sorrido perché non era mai stato nei miei programmi, non avevo questa ambizione. Una mia amica, Federica, mi accompagnò alla festa di San Rocco a Torrepaduli.  Quella sera tutto ebbe inizio.

E secondo te qual è il brano che rappresenta meglio la pizzica?
Il mio cavallo di battaglia con i tamburellisti è sempre stato il ballo della rinascita, tuttavia il mio ballo è un'interpretazione personale, che si ispira alla danza tradizionale ma crea un nuovo modo di espressione che mira ad enfatizzare le emozioni che la musica mi suscita.

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