​7mila enoteche chiuse mentre negozi alimentari e supermercati continuano la vendita di vini

Pubblicato il 20 gennaio 2021 alle 18:59

​7mila enoteche chiuse mentre negozi alimentari e supermercati continuano la vendita di vini

Il Covid non colpisce tutti allo stesso modo, la chiusura anticipata alle 18 discrimina ingiustamente le enoteche italiane.

Sintetizzando, è tutta una faccenda di codici. Ateco. L’entrata in vigore del Dpcm del 14 gennaio che vieta dopo le ore 18 la vendita con asporto ai bar senza cucina ed a coloro che esercitano prevalentemente il commercio al dettaglio di bevande rischia di tradursi in una ingiustificata disparità di trattamento per la vendita di bevande alcoliche a discapito delle enoteche.

Infatti, fino al prossimo 5 marzo, l’acquisto di vini, ad esempio – spiega la Coldiretti – potrà essere effettuato anche dopo le 18 presso la grande distribuzione e altri esercizi di vicinato che non abbiano come codici Ateco prevalenti quelli ricadenti espressamente nel suddetto divieto.

Un settore colpito ingiustamente e che ha avuto negli ultimi anni una forte espansione offrendo opportunità di lavoro a molti giovani, sotto la spinta di nuovi modelli di consumo che valorizzano la ricerca della qualità e del legame con il territorio. Aspetti che andrebbero premiati e incoraggiati come sottolinea anche la lettera aperta di VINARIUS - Associazione Enoteche Italiane – al Presidente del Consiglio.

Foto di Gabriella Clare Marino da Unsplash (Wine shop in Radicofani province of Siena)
 

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