Diego e Cristina: una storia d'amore dietro Al Porti.co

Pubblicato il 23 marzo 2021

Diego e Cristina: una storia d'amore dietro Al Porti.co

Amore per la cucina, per il lavoro, per i clienti.

Diego in cucina, Cristina in sala. Lui adora il pesce freschissimo e venera il lievito madre, lei mette al primo posto ogni singola persona che si presenta all'uscio della loro creazione gatronomica: Al Porti.Co

Un mix di personalità, attitudini ed esperienza che sublima in un gioiellino di ristorante da poco rimesso a nuovo e rodato con successo, anche se per poco, nei mesi di apertura prima del semaforo arancio e poi rosso. Adesso Diego Volpin e Cristina Tornese, coppia nel lavoro come nella vita, puntano sull'asporto e curano ogni dettaglio della loro creazione, con in testa tanti progetti e una forte filosofia ristorativa. 

Diego, Cristina, come mai qui ad Este? 

Diego: Cristina ed io veniamo da un’esperienza comune in un ristorante ad Anguillara Veneta. Abbiamo sempre avuto un buon riscontro ma cercavamo un'occasione per spostarci in una città che fosse più ricettiva alla nostra idea di ristorazione: classica ma anche moderna e attentissima alla materia prima. Abbiamo saputo di questa opportunità ad Este e ci siamo spostati per realizzare il nostro progetto. Qui c'era una storica trattoria e abbiamo fatto un gran lavoro di restyling. Stiamo cercando di farci conoscere al meglio e abbiamo già avuto dei riscontri positivi dei quali siamo molto grati! 

Come avete immaginato Al Porti.Co? 

Diego: lo abbiamo immaginato come un ristorante semplice e rilassante dove la cucina è protagonista. Vorremmo che le persone venissero Al Porti.Co con l'idea di prendersi del tempo, senza fretta. Per questo stiamo allestendo una zona salotto del dehors dove degustare dei distillati, fumare il sigaro e rilassarsi.

Una ricerca del prodotto che va ben oltre quella del pesce, protagonista del menù...

Diego: assolutamente. La mia filosofia in cucina è quella di usare ingredienti di assoluta qualità puntando sulle eccellenze territoriali, per il pesce in primis, ma non solo: abbiamo, ad esempio, i gamberi rossi di Mazara del Vallo, il tonno rosso siciliano e stiamo pensando a una carta delle ostriche. L’attenzione però è rivolta a tutto ciò che entra in cucina: olio, formaggi, farine… e quando la pasta non è fatta in casa da me proviene da un pastificio artigianale veronese. Poche cose scelte bene.

Cristina: ci piace anche conoscere le storie delle piccole realtà artigiane che ci forniscono dei prodotti. Io sono astemia ma faccio una ricerca approfondita su cantine e distilleria appassionandomi delle persone che stanno dietro alla produzione e si dedicano anima e corpo alla loro attività, come facciamo anche noi.

Quanto sono importanti le persone Al Porti.Co? 

Cristina: tantissimo. La nostra filosofia è quella di non imporci mai ai clienti, soprattutto all'inizio, vogliamo lasciarli liberi di "testarci" in tutto e per tutto. Quello che cerchiamo di fare è di accompagnarli verso la scelta di piatti e prodotti "di nicchia" che forse non conoscono ma che potrebbero apprezzare. Vorrei che tutti qui si sentissero a casa perché per noi questa è "casa".

Niente formalità? 

Cristina: vogliamo garantire la qualità dei piatti e del servizio accogliendo le persone in una sala semplice ed elegante ma senza "rigidità". Non siamo persone formali ma amichevoli, di cuore. Nelle mie esperienza ristorative è sempre stato così: magari non ricordo subito il tuo nome mai tuoi gusti e le preferenze sì, e cerco di andarvi incontro sempre e comunque.

Diego, come sei in cucina? 

Diego: La cucina è il mio ambiente vitale, quello dove mi sento a mio agio e dedico tutto. Diciamo che questa è "casa" perché qui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo ma anche perché è qui che mettiamo la maggior parte delle nostre energie. La cura del prodotto è la mia priorità, amo sperimentare e faccio praticamente tutto in casa: dal pane alla pasta, passando per le confetture da abbinare ai formaggi.

Cristina: dico sempre che il lievito madre è il suo "figlio illegittimo", io praticamente non mi ci posso avvicinare perché è delicato, va maneggiato con estrema cura e Diego vuole sempre farlo in prima persona!

Fino a dove arriva la voglia di conoscere la clientela e accompagnarla verso la vostra concezione ristorativa e di approccio al cibo? 

Diego: abbiamo in cantiere l'idea di proporre dei corsi di cucina tematici. Dedicati alla panificazione, alla pulizia del pesce fresco, al riutilizzo degli scarti... abbiamo tante idee, non vediamo l'ora di metterle in pratica.

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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