Il museo chiude: le opere si scoprono al telefono con 'Opere al telefono'

Pubblicato il: 9 novembre 2020

Il museo chiude: le opere si scoprono al telefono con 'Opere al telefono'

Si chiama "Opere al telefono" l'iniziativa della Fondazione Palazzo Magnani che rivoluziona il modo di vivere la mostra

Fondazione Palazzo Magnani, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, hanno messo a punto un'idea rivoluzionaria che risponde alla difficile situazione nella quale versano i musei a causa dell'epidemia e delle chiusure imposte dal dpcm del 4 novembre. 

L'iniziativa si chiama "Opere al telefono" e permetterà di vivere un'esperienza del tutto innovativa: immaginare le opere esposte nelle mostre chiuse fino al 3 dicembre, attraverso l'ascolto al telefono.
 “True Fictions, Fotografia visionaria dagli anni ‘70 ad oggi” e “Atlanti, ritratti e altre storie” saranno infatti raccontate da esperti del settore proprio al telefono ogni mercoledì.

Un modo innovativo per rispondere alla chiusura e non fermare l'arte. 
Opere al Telefono è un progetto che, sulla scia delle fiabe raccontate al telefono del celebre Gianni Rodari, darà la possibilità ai visitatori di entrare nell'opera tramite l'ascolto, chiacchierando con uno degli esperti della Fondazione, a cui si potranno porre domande sulle tecniche utilizzate, sulla vita degli artisti e sui loro progetti, parlando degli aneddoti legati alle immagini, delle idee che sottendono ogni lavoro, e di tutte le verità e le finzioni che queste fotografie nascondono.

Spiegano gli organizzatori: "Opere al Telefono vuole essere una chiacchierata per restare in contatto, nell’attesa che l’emergenza si concluda, per restare attivi, per restare in quella comfort zone che in questo momento solo la fantasia ci può dare."

Come fare

L'appuntamento è per ogni mercoledì dalle 17.00 alle 19.00, dall'11 novembre al 23 dicembre. Basterà sfogliare il catalogo presente sul sito, scegliere l'immagine che più incuriosisce e chiamare il numero 0522/444446. Dall'altra parte un esperto saprà guidare tutti gli interessati in una realtà altra: quella dell'opera scelta.

Photo Credits: dal sito della mostra True Fictions. Opera di Sandy Skoglun, "Fox Games", 1989 

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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