Il mio pranzo allo Zushi: delizie giapponesi e cucina fusion

Pubblicato il 30 novembre 2020

Il mio pranzo allo Zushi: delizie giapponesi e cucina fusion

Di tanti ristoranti sushi aperti a Treviso nel XXI secolo, non c’è dubbio che lo Zushi sia quello più di grido in assoluto. Anche, e forse soprattutto, in questo assurdo 2020. Viviamo un momento strampalato, lo stiamo vivendo tutti quanti, chi più chi meno. Il lockdown serale dei ristoranti costituisce un problema enorme per molti locali; “soltanto” grande, invece, per altri. Questi ultimi sono quelli che mai come nel 2020 han saputo far di necessità virtù, creando un ottimo servizio d’asporto e di consegna a domicilio, oppure potenziando a dismisura quello già esistente. E’ il caso, per esempio, dello Zushi, che mai come quest’anno riesce ad essere, a Treviso, il punto di riferimento assoluto per mangiare giapponese fusion, sia in loco che a casa propria.

Io sono tornato dai fratelli Perinon a pranzo, assaggiando un po’ di prelibate peculiarità del menù loro firmato da José Luis Rojas, tutte comodamente ordinabili anche per il take away e per il delivery at home.

 
Vista l’apprezzata, premiata deriva fusion che ha preso lo Zushi da ormai diversi anni, incrociando il filone giapponese con le moderne idee latino-caraibiche del grande sushi chef internazionale José Luis Rojas, decido di partire subito coi tacos. Il menù 2020 ne propone di tre tipologie: tacos ai gamberi fritti, tacos a tonno e salmone, tacos al pollo. Scarto per ora il fritto, per quanto qui sappiano lavorarlo in modo asciutto e leggero come pochi (con una croccantezza che levati), e opto per il secondo e il terzo.

Il tacos tonno e salmone è vero pesce crudo a bocconcino legato da spicy mayo, una sorta di maionese leggermente piccante che conferisce sapidità e friccicore alla freschezza di mare di questo antipasto. Quello al pollo, invece, prevede che la carne venga saltata con salsa teriaki, anacardi, insalatina, letto di guacamole e mango fresco.

Ti lascio solo immaginare la combinazione terra&mare di queste meraviglie, perfettamente sposate al palato dalla freschissima bottiglia di Ferrari Perlé, un dei migliori brut che la denominazione del Trentodoc abbia regalato al mondo.

 
Dopo questo già ricchissimo antipasto, mi addentro fra le via della golosità estremo-orientale con lo Shiso Roll: lo shiso è una sorta di “basilico mentolato” giapponese , che conferisce una nota estremamente fresca al topping del roll stesso. All’interno un cuore di asparago e cetriolo; sopra tartare di tonno e olio di sesamo su letto di maionese al wasabi. Mamma mia, che roba.


 A questo punto sono discretamente sazio: ho già attraversato infatti il punto di non ritorno in cui è la gola – e non più la fame – a prendere in mano le redini del mio appetito. Sicché mi lascio consigliare da Francesco, onde stuzzicare il palato con un sapore a sorpresa; ed ecco che il più giovane dei i tre fratelli Perinon, ma già espertissimo gestore e grande anfitrione allo Zushi Treviso, ordina per me un “Takeshita”.

Come l’omonima strada di Tokyo, il Takeshita è un oshi-zushi, una variante cioè del nigiri-zushi (la classica polpettina di riso fatta a mano dal sushiman)… l’oshi-zushi viene realizzato a forma di parallelepipedo con l’ausilio di uno stampo artigianale. Il Takeshita, è preparato con salmone flambato, stracciatella di burrata, granella di cipolla fritta e salsa teriaki. Scopro così anche stavolta qualcosa di nuovo, un privilegio pressoché irrinunciabile quando ti rechi a mangiare in questo sempre sorprendente locale.

 
Gran finale fa rima con grande classico: gli Ibiza Rolls. Cuore di asparago, alga Nori sbriciolata, ito-togarashi (germoglio del peperoncino giapponese), tartare di salmone flambata e bagnata in salsa Ponzu per questo vero e proprio piatto-bandiera dello Zushi e di José Luis Rojas. C’è poco da dire: giungo al termine di questa carrellata-bendiddìo satollo, contento e voglioso soltanto di farmi pennichella, vista anche la bottiglia di Perlé che mi son scolato di gusto.


Per il dessert ripasso a breve un’altra volta: fra la luminosa bellezza del locale anche a pranzo, e le spettacolari suggestioni del menù, l’occasione – qui o a casa mia – non mancherà di certo.

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scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Zushi

    Viale Fratelli Cairoli 29, Treviso (TV)

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