Gelatificio, perché non è solo un punto vendita ma un vero e proprio laboratorio del gelato. Contadino, perché nei coni, nelle coppette e nelle brioche finiscono quasi esclusivamente materie prime provenienti da aziende agricole, in primis italiane. Come il latte, che fa la differenza nelle creme di Sbrino Gelatificio Contadino e arriva appena munto e pastorizzato dall'azienda Castrogiovanni Maria a Volterra. E come la mandorla di Toritto, il pistacchio di Stigliano, la nocciola dei Nebrodi, le uova, le amarene e la frutta in genere. Fra le eccezioni, i biscotti belgi Speculoos, il cui gusto dedicato ha riscosso talmente successo da tornare stabilmente nella "carta" dei gelati.


I "moschettieri" del gelatificio contadino sono quattro: Ario Meli, che ha curato l'arredamento e si dedica anche alla produzione di frutti rossi; Giuseppina Laganga Senzio, figlia dei titolari dell'azienda agricola Castrogiovanni Maria; Simone Spaggiari, mastro gelataio che studia e realizza le ricette; Fabiana Nicodemo, che si è occupata del personale e dell'organizzazione. A dar loro man forte sono Gabriele, Martina (in produzione), Thiago (banconista più esperto) e Natalya.

Cono Fior di campo e Pistacchio 100% italiano


Potessimo scegliere un manifesto di Sbrino Gelatificio Contadino, eccolo. Il Fior di campo sarebbe quello che altrove chiamano Fior di latte. Il motivo dell'originale denominazione? Qui il latte arriva appena munto dall'azienda Castrogiovanni Maria e il suo sapore cambia da stagione a stagione, in base all'alimentazione - 100 per 100 naturale - delle mucche. Un latte corposo, che consente di evitare l'aggiunta di panna e di ottenere un gelato rinfrescante e leggero che non lascia patine in bocca. Mancando la panna, è necessario un piccolo accorgimento al momento del servizio: il gelato viene rimantecato con un movimento della mano, per renderlo di nuovo cremoso. Stesso discorso per il latte di pecora e di capra, base per i rispettivi gusti.


Il pistacchio è la "fine del mondo". Si tratta del Pistacchio di Stigliano, prodotto di nicchia che arriva dalla Basilicata dall'omonima azienda di Vincenzo Ricciuti e Tiziana Auletta. All'inizio, racconta Fabiana, era un po' discriminato perché tutti chiedevano il pistacchio di Bronte. Si sono ricreduti presto, tutti. I coni, prodotti da Cono Firenze, sono senza uova e con base latte e le cialde sono gluten free.

La coppetta Arancia Campari e Ciliegia


Cono o coppetta, la filosofia non cambia, come nel caso di questa proposta con ciliegie appena arrivate al gelatificio e il gusto nato dall'abbinamento fra arancia e Campari. La frutta che dà vita a gelati e granite arriva ogni giorno dal fruttivendolo e viene utilizzata fresca, salvo in alcuni casi un naturale processo di maturazione nel quale si cerca il più possibile di evitare aggiunte chimiche, come gli stabilizzanti.


In base alla stagione, da Sbrino Gelatificio Contadino troviamo più o meno quantità di gelato a disposizione. In inverno, infatti, la produzione viene diminuita per mantenere la qualità, anche se spesso non viene percepito il motivo e talvolta Simone & Co. devono spiegare perché apparentemente ci sia meno scelta. Altro dettaglio importante riguarda l'attenzione all'ambiente: coppette e palette sono biocompostabili, mentre le vaschette da asporto sono riciclabili.

La brioche Mandorla di Toritto e Tristacchio


Altra grande tentazione da Sbrino Gelatificio Contadino è la brioche con gelato, che abbiamo provato con la Mandorla di Toritto in versione sorbetto (con latte di mandorla della casa) e il Tristacchio, che nulla a che fare con la tristezza ma in effetti è un'esplosione di pura gioia in tre lavorazioni, soprattutto per chi adora il pistacchio: salato, croccante e sotto forma di stracciatella (cioccolato bianco con pistacchio). Le brioche arrivano da Catania, sono prodotte con uova, zucchero e farina e confezionate in atmosfera controllata così da poter durare senza la necessità di aggiungere conservanti.

Le granite: fragola, limone e... ubriache!


Acqua e frutta, that's all. Gusto in purezza per le granite di questo gelatificio, per le quali vale lo stesso discorso fatto per le coppette: i fornitori sanno quando un frutto ha l'aspetto e la consistenza giusti per diventare un lavorato di Sbrino. Il mix fragola / limone, in foto, racconta a stampatello l'attenzione alla qualità e alla stagionaità delle materie prime. Non solo: Sbrino propone anche le cosiddette "granite ubriache" ai gusti Negroni, Capirinha, Capiroska, Mojito e via discendo. Non ghiaccio tritato con aggiunta di alcol e frutta, ma il cocktail senza ghiacchio, buttato nel mantecatore: guadagna sapore man mano che si scioglie, al contrario dei cocktail classici in bicchiere. Se chiedete a Simone come ha trovato le giusto dosi per le ricette - leggermente più 'cariche' delle originali per motivi di natura fisica - vi risponderà: "Provando e riprovando. E, vi assicuro, è stato piuttosto impegnativo".


Sbrino
Via Dei Serragli, 32/R
Telefono: 0550122286

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