Pasqua blindata: gite fuori porta a rischio

Pubblicato il 26 febbraio 2021 alle 06:12

Pasqua blindata: gite fuori porta a rischio

Gli italiani non partono e il settore turistico (sorpattutto gli agriturismi) patiscono

Quellla che ci apprestiamo a vivere anche quest'anno è la seconda Pasqua e Pasquetta passata tra le mura domestiche. È quanto emerge dalle anticipazioni del nuovo Dpcm (raccontate qui) che verrà approvato in questi giorni e che entrerà in vigore dal 6 marzo. 

La linea di rigore confermata dal neo-Governo Draghi, esclude un allentamento delle misure in vista della Pasqua e conferma il Dpcm fino a dopo Pasqua, il 6 aprile. 

Immediata la risposta di Coldiretti che, in un comunicato stampa diffuso oggi, giovedì 25 febbraio ricorda come la Pasqua blindata fermerà a casa un italiano su 3. E questo porterà ingenti perdite, soprattutto per uno dei settori che più duramente ha risentito della crisi del 2020: gli agriturismi. 

Agriturismi in crisi

Secondo quanto afferma Coldiretti nel suo comunicato, la decisione di mantenere in vigore il dpcm fino a dopo Pasqua è "una decisione pesante per la mobilità che riguarda anche il primo lungo weekend primaverile di festa che rappresenta anche l’occasione per le consuete gite fuori porta di Pasqua e Pasquetta. Un appuntamento importante che segna tradizionalmente l’inizio della stagione per molti degli 24mila agriturismi italiani che sono stati duramente colpiti dall’emergenza Covid con perdite che hanno raggiunto 1,2 miliardi di euro."

Infatti risulta a rischio un sistema di servizi ospitalità e agri ristorazione che, secondo le stime Coldiretti, può contare su 493319 posti a tavola e 285027 posti letto e che prima della pandemia poteva contare su un fatturato di 1,5 miliardi di euro grazie a poco più di 14 milioni di presenze, delle quali ben 8,2 milioni provenienti dall’estero.

Gli agriturismi, spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi più sicuri perché è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.

Il presidente di Terranostra, Diego Scaramuzza, racconta: “Le nostre aziende sono situate in aperta campagna nella massima sicurezza, rispettano tutte le prescrizioni sanitarie e, come ulteriore impegno a garanzia di tutti, abbiamo anche creato un vademecum interno per rafforzare le misure anti contagio. L’agriturismo è casa nostra e la sicurezza è quella che vogliamo per le nostre famiglie. Chi viene da noi si deve sentire sicuro come a casa propria”.

Photo Credits: ​Foto di cmarinalbert da Pixabay 

  • NOTIZIE

scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

×