Basta con la solita cucina di mare, a Monopoli apre Porta De Mä

Pubblicato il 2 febbraio 2022 alle 12:32

Basta con la solita cucina di mare, a Monopoli apre Porta De Mä

Quando frequento un ristorante di mare vorrei sempre che mi stupisse. La solita frittura o il solito plateau di frutti di mare non basta più per “l'effetto wow” a tavola. Pretendere qualcosa di nuovo quando si parla di cucina marinara non è un peccato e forse è arrivato il momento di cambiare approccio.

A stravolgere la classica visione di un locale in cui il pesce è il protagonista è la famiglia di Mario Gioioso, Sebastiano e suo figlio Mario. I leader nel settore dell’ittica barese hanno voluto dare proprio quel valore in più che tutti i fish lovers, come me, esigono a tavola. Su queste basi nasce Porta De Mä a Monopoli, un ideale affaccio non solo sul mare o sulla Puglia, ma verso nuovi orizzonti.

Gli ingredienti ci sono tutti e a mettere insieme il meglio di ognuno di loro è chef Angelo Sabatelli, il king maker della cucina Pugliese con la sua stella Michelin. A questo punto apriamola questa Porta de Mä e vi racconterò del cibo che tocca il cuore.

Il design a un passo dal mare



Siamo a Monopoli, in pieno centro storico e nella piccola Piazza Garibaldi che alle spalle nasconde il mare. Insomma, lo scenario è da classica cartolina ma basta entrare a Porta De Mä per lasciarsi sorprendere. Il locale, studiato da Mario Gioioso che ha voluto dare la sua personale impronta su tutto, dal design ad alcune delle idee culinarie che animano il menu, è frutto delle sue esperienze in Italia e all’estero. Nuances legnose e calde, pochi angoli nascosti e disposizioni dei tavoli diverse da ciò che siamo abituati a vedere in un classico ristorante di pesce.

Ad accoglierci e ad accompagnarci in sala c’è il maitre Roberto Colombo che si rende cura di noi e ci accompagna a tavola. Ogni postazione è unica a suo modo e risponde a esigenze più o meno social. Se ci si si vuole lasciare ipnotizzare dal lavoro della brigata di cucina e dal tradizionale bancone del pesce, allora lo chef table è perfetto. Da qui la vista è piacevolmente varia e si assiste a un vero e proprio spettacolo che va in scena solo per noi. Qualora volessimo catturare momenti da big like il tavolo dalle linee sinuose che abbraccia un acquario di meduse è l’Instagram place per eccellenza.

Per chi al mare non ci rinuncia assolutamente e deve vederlo mentre gusta un’ostrica pregiata, c’è un piccolo angolo in cui godersi una vista suggestiva e rinfrancante, quella del porticciolo di Monopoli, è possibile. Insomma, da Porta De Mä ogni esigenza, anche di visuale, viene assecondata. Ma qual è l’elemento predominante? Per me è la vita, dall’acquario al porto tutto parla di un mondo in continuo movimento ed evoluzione, proprio come la cucina di questo posto.

Che si mangia a Porta De Mä



Ok al taglio internazionale di Porta De Mä, ma c'è pure una grandissima attenzione alla  tradizione. Non basta solo la qualità ma anche la quantità fa la sua parte, quindi niente più micro porzioni e piatti incomprensibili, benvenuti piatti veri, sazianti e piacevolissimi.
Il menu a cura di Angelo Sabatelli ed eseguito assieme all’executive chef Davide Carrieri e alla sua brigata, è stato studiato per esaltare la materia prima locale, quindi il pesce ma reinterpretato e arricchito di ingredienti della tradizione asiatica ma non solo. Tra i risultati vincenti di questa trade union c’è il merluzzo carbonaro caramellato al miso, all’apparenza semplice ma godurioso.

Non mancano i must have della cucina Pugliese come il classico plateau di frutti di mare, ma il pezzo forte è uno delle proposte di primi piatti, il sugo di scorfano che accompagna i classici tubettini, protagonisti delle zuppe di Puglia assieme ai fagioli cannellini. Ciliegina sulla torta è un pezzo di scorfano puro e bianchissimo, il trionfo di un piatto che grida “mangiami” solo alla vista.

A parte la canonica carta di Porta De Mä, da provare ci sono i percorsi a zero stress da 5 o 8 portate. A questo punto non resta che sederci e vedere che succede.

Attenzione a una variabile che può trasformare il menu e che renderà unica l’esperienza: la disponibilità giornaliera del pesce. Ecco perché ci sono delle proposte variabili in base alla materia prima impiegata. Questa è la dimostrazione di un lavoro di ricerca meticoloso e di una grande attenzione alla qualità tipica della famiglia Gioioso.

Ma che bere?



A definire un piatto c’è sempre un’ottima spalla ed è un calice di vino. Ad occuparsi della scelta e del racconto di realtà viticiole non solo italiane, c’è la sommelier Alie Dijkstra. La sua selezione inaspettata, fuori dai soliti cliché, ci farà uscire dalla solita comfort zone. Ovviamente non mancano le grandi star del panorama enologico nazionale e internazionale.

Tra champagne francesi di piccole maison, vini macerati, affinamenti in anfora, storie enologiche di tutto il mondo da far girare la testa, la nostra esperienza da Porta De Mä trascorrerà proprio come deve andare, leggera e profumata, con un occhio anche alle nuove tendenze tutte da bere. E per chi fa delle scelte un po’ più “convenzionali”? Nessun problema, la carta dei vini è stilata proprio per accontentare anche i palati che preferiscono etichette blasonate, proprio come gli amanti del Dom Perignon in tutte le sue declinazioni, anche in quelle più rare.

Un consiglio? Lasciamo che dall’aperitivo al digestivo cu pensi Alie, con lei ne berremo delle belle.

Perché vale la pena mangiare da Porta De Mä?

Una risposta univoca a questa domanda non ce l’ho, allora l’ho chiesto proprio a chef Sabatelli che ha risposto centrando l’obiettivo: perché “il progetto della famiglia Gioioso e di Porta De Mä è concreto e lungimirante. Per questo motivo ho accettato di collaborare con loro mettendo a disposizione la mia esperienza.” ed è esattamente così, quindi zero fuffa e spazio a un lavoro solo di alto profilo.

Sotto la bandiera di Porta de Mä si unisce il pragmatismo della famiglia Gioioso che lavora per portare sempre pesce fresco di qualità in tavola e al ristorante, prestando attenzione alla filiera. Dall’altra parte c’è la voglia di migliorarsi in cucina con piatti di qualità e mai più scontati. Il minimo comune denominatore è Porta De Mä, il racconto della Puglia che cresce non dimenticandosi chi è, ma si libera dei classici e polverosi cliché che, ormai, hanno un po’ stancato.



Piazza Giuseppe Garibaldi, 21 Monopoli 
Le foto sono di Serena Leo

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scritto da:

Serena Leo

Amo raccontare il vino e il cibo, mia croce e delizia. Sono costantemente alla ricerca di proposte gourmet “sartoriali” esaltanti. A tavola, come nella vita, desidero che il mio calice sia sempre pieno e che i commensali siano allegri e appassionanti.

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