Camuzzi Bistrot: il sogno di una cucina gourmet diventa realtà

Pubblicato il: 13 settembre 2019

Camuzzi Bistrot: il sogno di una cucina gourmet diventa realtà

Luca, Gabriele, Rosanna e Alberta, amici, fratelli, sognatori: sono loro che 5 anni fa hanno creato il Camuzzi Bistrot, punto di ritrovo della movida pescarese. Sono ancora loro, oggi, a raccontarci l'evoluzione di questo posto, dove “ogni momento è un piacere”, ma lo è soprattutto durante i pasti perché, da ottobre, a dirigere la cucina c'è Antonio, chef pugliese fantasioso, ma amante della tradizione. Al fianco di Alberta, anima e cuore del Bistrot, si è poi aggiunto Vincenzo che si occupa della gestione del locale di sera. Vincenzo, di questo posto, ha ben chiari premesse, obiettivi e, soprattutto, promesse. Vincenzo e Alberta lavorano entrambi nel settore da diversi anni e sanno perfettamente come rendere un posto accogliente e in sintonia con i clienti del Bistrot. D'altronde, per la famiglia Fuschini le cose o si fanno per bene o non si fanno per niente.


Come nasce il Camuzzi Bistrot?
Il Camuzzi Bistrot nasce 5 anni fa come un progetto di famiglia, la famiglia Fuschini. È nato perché volevamo creare un posto dove stare bene, mangiare del buon cibo, bere bene; un posto di ritrovo accogliente. Il Bistrot nasce come un luogo dove ogni attimo è un piacere; è aperto dalla mattina alla sera, il che vuol dire che qui puoi fare dalla colazione al pranzo, dall'aperitivo alla cena. In questi anni ci siamo fatti conoscere soprattutto per le serate e possiamo dire che, per quattro anni, il venerdì sera è stato sinonimo di Camuzzi Bistrot, oggi però ci sentiamo pronti per fare conoscere un'anima del Bistrot che fino ad ora era rimasta un po' in ombra: questo è un posto dove si mangia bene e sano e la qualità è una cosa a cui teniamo tantissimo.


Come mai il nome Bistrot?
Perché il bistrot di solito è un posto dove puoi fare dalla colazione alla cena e poi puoi trovare anche piatti un po' più particolari. È un posto più easy rispetto al tradizionale ristorante, con la solita tovaglia a quadretti. Lo abbiamo scelto anche per trasmettere il clima rilassato che vogliamo offrire ai nostri clienti, seppure abbinato ad una cucina gourmet.


Quali novità ci sono in “casa” Camuzzi?
Stiamo curando molto la parte della ristorazione, grazie anche alla presenza di Antonio, uno chef pugliese bravissimo, molto fantasioso, ma nello stesso tempo attentissimo a utilizzare solo prodotti di qualità: dalla selezione dei formaggi a quella dei salumi, dalle marmellate preparate dallo chef al pane e alla pasta fatti in casa. Il Camuzzi Bistrot è decisamente un posto dove mangiare bene, rilassarsi e ascoltare buona musica. Fino ad ora siamo stati aperti per cena solo il giovedì e il sabato, ma adesso prepariamo il pasto serale anche il venerdì, grazie a Vincenzo che si occupa di fare gli onori di casa dal pomeriggio in poi. Uso la parola "casa" perché è questo il Camuzzi Bistrot: un posto dove vieni e ti senti a casa. E Vincenzo in questo è sicuramente il migliore, con la sua epserienza ha compreso subito l'anima del Bistrot e ne ha migliorato e messo in luce i punti forti.


E allora come descrivereste il Camuzzi Bistrot in poche parole?
Venire al Camuzzi Bistrot è come tornare a casa per pranzo o per cena e trovare la spesa sempre fatta. Al Camuzzi Bistrot il cibo è amore, qui trovi sempre un sorriso e il desiderio di farti sentire bene e a tuo agio... come a casa, appunto.


Il ricordo più bello che avete al Camuzzi Bistrot?
Qui ogni giorno si costruisce un ricordo da custodire, perché senti l'affetto della clientela e noti tanti piccoli segnali che ti fanno capire che stanno bene: si rilassano, si sentono a casa a tutti gli effetti. L'altro giorno, per esempio, è entrato un canarino nel locale e tutti si sono messi ad indicarlo e a chiamarlo in un clima di vera gioia.


Parliamo di cibo. Cosa si può mangiare al Camuzzi Bistrot?
Durante la settimana il menu del pranzo cambia ogni giorno, in base ai prodotti freschi disponibili e può variare dalla carne al pesce. Il sabato, invece, c'è un menu alla carta ideato in base alla stagionalità dei prodotti. Abbiamo il ragù bianco di maiale, lo gnocco al sugo di scamone di agnello o lo gnocco di patate viola, insieme alle verdure disponibili. Stesso discorso per gli antipasti con le verdure, come fave e cicoria, verza e patate, crema di spinaci o carote, bieta a coste fritta o fava fresca. Un piatto speciale del Camuzzi Bistrot è il filetto cotto a bassa temperatura in sottovuoto con un filo d'olio e gli odori, condito poi con una crema al pecorino e i frutti di bosco. Anche la tagliata di tonno è speciale e la purea di fave e cicoria con il gambero argentino scottato. E poi c'è la tartare di fassona, carne cruda lavorata così bene da non accorgerti, mentre la mangi, che è cruda. Antonio unisce la cultura pugliese, regione da cui proviene, alle esperienze maturate all'estero e il risultato sono esperimenti veramente ben riusciti. Antonio e Vincenzo sono decisamente la nostra marcia in più: cibo ricercato in un rinnovato e fresco clima familiare del Camuzzi Bistrot.
E poi, la cosa che piace ai nostri clienti è che, pur mangiando di gusto, non si sentono mai appesantiti. In molti ristoranti usano conservanti, dadi, burro... se apri il frigorifero della nostra cucina non trovi niente di tutto questo, perché quando è buona la qualità delle materie prime non hai proprio bisogno di aggiungere molto altro. Finanche il pane è fatto in casa e solo con farine biologiche a lunga lievitazione.


Progetti per il futuro?
Stiamo pensando di realizzare una linea insieme a una nutrizionista, perché crediamo fortemente nel cibo buono e sano. Poi, c'è il progetto di ingrandire la cucina, quindi pensiamo di aggiungere la pizza e il servizio di take away con panini gourmet. Più in là, infine, immaginiamo di aggiungere un angolo alimentari con l'affettatrice e quindi il prosciutto, la pasta, la conserva buona, l'olio. Un piccolo alimentari per i clienti e gli abitanti delle Torri.

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scritto da:

Maria Orlandi

Laureata in Scienze della comunicazione e iscritta all'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo. Dal 2006 lavora come giornalista e ufficio stampa libero professionista, collaborando con diverse testate giornalistiche regionali.

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