Chef La Mantia: dopo la chiusura la co-cucina con Chef Morelli

Pubblicato il 20 febbraio 2021 alle 12:12

Chef La Mantia: dopo la chiusura la co-cucina con Chef Morelli

Dopo la chiusura del suo ristorante in piazza Risorgimento a Milano lo chef chiede aiuto all'amico chef Giancarlo Morelli. Nasce la co-cucina

Come abbiamo già accennato in questo articolo del 10 febbraio, lo chef Filippo La Mantia il 14 gennaio ha chiuso le porte del suo ristorante di piazza Risorgimento a Milano. Dopo un anno disastroso come il 2020, infatti, ha dovuto farlo. I motivi? Tra i principali le spese ingenti da sostenere (come un affitto molto alto vista la zona) ma anche un mancanza di entrate dovute, principalmente ai catering ed eventi sospesi per tutto l'anno. 

Che fare allora? Lo chef non si è d certo dato per vinto e, in attesa di aprire un nuovo locale, ha annunciato di essere ancora a disposizione per i tanti affezionati. 

Lo chef La Mantia al Bulk da Giancarlo Morelli 

Cosa fa, dunque, uno chef affermato che si ritrova senza un ristorante in cui accogliere i suoi ospiti? Passa al delivery! Sono in tanti infatti, ad averlo chiamato questi mesi chiedendogli di cucinare lo stesso per loro ed inviare le pietanze a domicilio. Come non accettare? 
Per questo ha momentaneamente spostato la sua postazione di cucina al Bulk Mixology Bar, in via Fioravanti, 4 dell'amico chef pluripremiato Giancarlo Morelli. 

Il nuovo progetto di co-cucina tra i due grandi chef è innovativo e potrebbe fare da apripista a tanti altri chef in difficoltà. Come racconta lo stesso chef in un articolo di Cook Corriere del 9 febbraio, l'amico Morelli l'ha "salvato" e afferma: "Giancarlo mi ha permesso di richiamare al lavoro quattro dei miei 20 ragazzi (gli altri 16 sono ancora in cassa integrazione perché la mia società non è fallita eh, è viva) e di mantenere quel filo con i miei clienti che mi dà un po’ di buonumore."

Photo Credits: pagina Facebook "Cuoco Filippo La Mantia"

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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