Grande ripartenza al Castelli in Aria: parlano Denj e Massimo

Pubblicato il: 7 agosto 2020

Grande ripartenza al Castelli in Aria: parlano Denj e Massimo

Dopo aver lanciato gli anni scorso un concetto innovato di locale, qualcosa che nella piazza di Castelfranco Veneto non s’era mai visto come il “Castelli in Aria”, quest’anno Denj e Massimo hanno portato ancor più in alto la loro filosofia. Hanno preso gli eccellenti ingredienti di cui disponevano, li hanno amalgamati ancora meglio, li hanno cucinato in modo creativo e alla fine ecco il loro piatto 2020. Il loro capolavoro: un ristorante, wine bar e cocktail bar dove, tra ottima cucina, aperitivi creativi e dopocena musicali, ha superato di slancio il lockdown quasi come se non fosse mai accaduto nulla.
Sono tornato da loro e gli ho chiesto i segreti di tanto inesorabile successo.
 
Allora Denj, si riparte da dove si era lasciato… In tutti i sensi.
Beh, mai come in questo caso frase è più azzeccata. Siamo ripartiti col locale sotto tanti aspetti, lì dove avevamo già buttato ottime basi all’inizio dell’anno, con un amalgama tra zona drink e zona food molto più fluido. Sì, direi che la parola giusta è proprio questa, il locale si è “amalgamato. Il locale si è amalgamato. Una volta la sala ristorante era divisa da quella ba;, oggi, ferma restando una chiara divisione tra le varie aree tematiche in termini di design, non esiste più soluzione di continuità tra le varie esperienze.
La stessa gente che fa aperitivo al bar poi si ferma per cena, oppure si sposta nella sala dinner; chi prenota al ristorante poi viene nel bar per un cocktail dopocena.
 


Il nuovo menù è un notevole passo avanti, per completezza e ricerca.

Sì, ne andiamo piuttosto orgogliosi. Dimostra subito che puntiamo con più decisione che mai sulla ristorazione. Gli starters “gourmet”, con chicche che vanno dalle frittelle di baccalà alla spalla cotta di San Secondo; gli hamburger artigianali, ognuno una ricetta a sé stante studiata per valorizzarne il pregio degli ingredienti come la ricerca degli accostamenti; il fish&chips, altro fiore all’occhiello della cucina; e poi le specialità di carne, un po’ nostrane e un po’ oltremanica. Ce n’è per tutti i gusti e per tutti gli “stomaci”: da chi vuol semplicemente rinforzare un aperitivo a chi viene a sedersi per pasteggiare alla grande tutta la sera.
 
Che fame! Però, se io entro in un locale così la prima cosa che faccio è ordinar da bere.

Quello non si discute. La proposta vini, birre artigianali, cocktail, liquori e distillati era già ideale lo scorso anno, quando stavamo ancora finendo di mettere a punto la parte di ristorazione come la volevamo. Quindi squadra che vince non si cambia, e ti basta dare uno sguardo alla carta per capire che c’è di che divertirsi per tutti i palati e tutte le tasche, veramente.


Noto un certo accento sui vini naturali.

Sì, assolutamente. Ci teniamo molto ad offrire questo prodotto, genuino, vinificato a partire da uve biologiche, mediante fermentazione spontanea del mosto e quasi privo di sostanze extra aggiunte. Abbiamo una bella scelta di vini naturali che ben si sposa alla cicchetteria, alla cucina, alla carne soprattutto.
 
Tornando al cibo, leggo la lista dei “panini gourmet” e mi fan tutti voglia!

Beh, il segreto è che sono tutti molto, molto distinti tra loro. Non sono tantissimi, ma sono letteralmente 6 snack gourmet completamente diversi l’uno dall’altro. Un solo denominatore comune: la profonda ricerca in tutte le materie prime, a partire dal pane che utilizziamo… Che sia il bun degli hamburger, il bagel, o il classico pane del toast, è tutto artigianale. Pane del fornaio.


Specialità della casa…?
Te ne dico due. Il burger classico, dove al pane homemade si accompagnano una svizzera di manzo nostra ricetta, cheddar, bacon croccante, lattuga, pomodoro, cetrioli, cipolla caramellata, salsa “MIP” e insalata coleslaw servita a parte. E poi la picanha alla piastra, con manzo black angus canadese.
Entrambe specialità che ti accompagno ad un bel vino rosso naturale, oppure ad una birra ambrata.
 
Bella fresca, visto il periodo.
Ovvio. W l’estate!

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

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