Un nuovo modo di (ri)vivere il quartiere. Il team racconta Radice

Pubblicato il: 13 novembre 2019

Un nuovo modo di (ri)vivere il quartiere. Il team racconta Radice

Cosa significa davvero "fare squadra"? Franco, Fabio, Alberto, Andrea e Jhan Thomas pensano che fare quadra significhi creare un team di persone con diverse competenze legate da fiducia reciproca e voglia di rischiare. Perché il progetto di Radice è ambizioso, a partire dalla metratura - il locale è su due piani con veranda e giardino estivo - ma soprattutto nel concept. Un "food & drink" nato per essere il riferimento del quartiere di Carpenedo dalla tarda mattinata alla sera inoltrata, cercando di sfondare il confine mentale che separa il centro storico di Mestre dall' "altra piazza", Piazza Carpenedo. A collegarle c'è un bel viale alberato con pista ciclabile. Perché non percorrerlo? 


A svelarmi alcuni dei retroscena di Radice sono proprio i "magici cinque" e Franco ci tiene a parlarmi subito della genesi di Radice.

Franco: Siamo 5 soci, io e Fabio veniamo dall'ambiente delle ristrutturazioni, Alberto è un commercialista, Jhan Thomas e Andrea invece sono cresciuti nella ristorazione. I primi tre hanno conosciuto i secondi due nel locale dove lavoravano all'epoca ed entrando in contatto sempre di più abbiamo maturato l'idea di aprire qualcosa di nostro. Ricordavamo che questo locale sfitto aveva avuto fortuna per molti anni, prima delle ultime gestioni incerte, ma sapevano che prenderlo in mano sarebbe stata una bella sfida. Ad un certo punto ci siamo guardi dicendo:"Facciamolo!" e abbiamo creato questa squadra. 

Jhan Thomas: In questo locale venivo a mangiare le pizze di classe tanti anni fa. Alcuni, sapendo delle nostre intenzioni, ci hanno detto:"Là è impossibile!" Invece no, noi abbiamo deciso di andare oltre e di prendere in mano questo locale da cima a fondo.

Cosa intendete con “da cima a fondo”? 

Fabio: abbiamo rifatto praticamente tutto, ribaltato completamente il locale. Grazie alla ristrutturazione totale ora abbiamo un piano superiore completamente dedicato al ristorante e il piano terra all'aperitivo. Siamo molto soddisfatti della veranda e del giardino estivo che creano un continuum senza barriere dalla strada al bancone del locale. 

Siete mestrini? Conoscete il quartiere di Carpenedo? 

Franco: io sono di Marghera, tutti gli altri sono mestrini e ovviamente conosciamo e frequentiamo il quartiere...

Jhan Thomas: io sono di Mestre, ma fiero di venire da Marghera! 

Pensate che mancasse qui un locale come il vostro? 

Alberto: direi proprio di sì! Questa è una zona sicuramente strategica e per noi è importantissimo che Radice abbia la sua identità precisa e riconoscibile. Ci piacerebbe diventasse "il locale della piazza", quello dove stare bene a qualsiasi ora del giorno, la proposta infatti è fluida e abbiamo fatto in modo che gli spazi lo rappresentassero.

Fabio: devo dirti che siamo rimasti davvero piacevolmente stupiti della risposta della clientela a pochi giorni dall'apertura. Nonostante la nostra partenza "poco social" abbiamo avuto un ottimo ritorno e di questo sono davvero felice!

A chi è affidata la cucina? 

Andrea: principalmente a me e sono felice che tutti lascino che io mi esprima al meglio! Ma il concetto lo abbiamo studiato insieme ed è quello di una cucina che prende molto dal territorio, in termini di ingredienti e ricette, ma che rivisita tutto in maniera personale e contemporanea. Ad occuparsi di sala e bar è invece Jhan Thomas.


Visto che ti occupi di sala e bar... come funziona l'aperitivo da Radice? 

Jhan Thomas: Non possono mancare i classici "cicheti" e i taglieri di salumi e formaggi con prodotti del Nordest. Poi la libertà è massima: partiamo dai vini alla mescita e dalle birre alla spina (c'è sempre un'artigianale a rotazione) finendo con lo spritz, l'Americano, il Negroni... Lo spazio di manovra è ampio in tutti i sensi, perché si può fare aperitivo in piedi o seduti, all'interno o all'esterno.

Aprite alle 11, si inizia subito con il pranzo? 

Andrea: in realtà si parte con l'aperitivo, come da tradizione mestrina! Poi certo, inizia il pranzo secondo una formula pensata per chi non ha fretta e vuole godersi una pausa in tranquillità. A disposizione c'è una selezione di piatti del menù alla carta serale, sempre tenendo ferma la volontà di recuperare alcuni piatti poveri della tradizione rendendoli attuali e di usare le radici.

Ah, per questo avete scelto in nome Radice? 

Alberto: per più di un motivo. Il primo è abbiamo tutta l'intenzione "radicarci" in questo locale e di essere un punto di riferimento per la zona, poi vogliamo esplorare le radici della cucina del nostro territorio facendole nostre e perché no, anche riscoprire e reinventare l'uso delle radici in cucina.

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Radice

    Via Trezzo Di Carpenedo 36, Venezia (VE)

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