S.I.B. ci racconta 35 anni di importazione birre a Lecce, Brindisi e Taranto

I pionieri, si sa, sono paladini del coraggio. Perché per primi, quando sul piatto della bilancia pesa soprattutto la difficoltà di far entrare in contatto tra loro realtà fino ad allora sconosciute, decidono di provarci, di sfidare le resistenze, di farsi portatori di novità.
Pensa, ad esempio, a quando negli anni ’80 qualcuno ha deciso di importare direttamente in quel “profondo Sud” chiamato Salento le birre delle più importanti aziende produttrici estere, che di province come Lecce, Brindisi e Taranto nemmeno conoscevano l’esistenza.
 


È un po’ quello che è successo a Claudio Franco e ai suoi soci, che nel 1984 hanno dato vita a S.I.B., la prima società di import e distribuzione birre con sede a Copertino.
35 anni che risuonano come un traguardo niente male per un’impresa che ha fatto storia, ampliandosi sempre di più negli spazi come nella scelta dei servizi riservati a pub e locali del territorio.   

35 anni sono una fetta di storia importante per un'azienda. Signor Claudio, come nasce S.I.B?
È nata dalla volontà di cominciare a lavorare e, quasi per caso, mi sono ritrovato a fare il contabile in un deposito di prodotti alimentari all'ingrosso. Dopo aver visitato una fiera del settore e dopo aver preso contatti con le ditte Beck's e Tennent's, abbiamo costituito la S.I.B., cominciando da subito ad importare nel Salento queste tipologie birre.
 


Qual è il primo aneddoto o curiosità legata agli esordi aziendali che le viene in mente?
I primi tempi erano una bella sfida, ma uno dei ricordi che conservo con il sorriso sul volto è il fatto che all'arrivo dei camion carichi di birra, dovendo scaricare il tutto senza l'aiuto delle attrezzature che invece abbiamo a disposizione al giorno d’oggi, chiamavo un gruppo di amici che ci davano una mano. A fine lavoro, come potete immaginare, birra per tutti!
 
Ecco un altro dettaglio piuttosto curioso: all'inizio, quando andavo in giro per le fiere e chiesi allo stand del gruppo Becks, Tennent’s e Stella Artois un po’ di confezioni dei loro prodotti, il referente piuttosto anziano cercò sulla cartina geografica le coordinate di Lecce perché era un posto che non aveva mai sentito. Nei primi tempi non era affatto disposto ad esportare le sue birre più a sud di Roma, quindi anche questa è stata una missione, per fortuna riuscita.
 


Passiamo dalle soddisfazioni degli esordi a quelle più recenti…
L’ultima in ordine di tempo è stata a febbraio durante la fiera di Rimini, dove due dei nostri locali clienti hanno ricevuto premi prestigiosi dall'Accademia della birra per il loro importante lavoro nella diffusione della cultura della birra. Siamo stati gli unici premiati in Puglia e, come S.I.B., siamo stati nominati Ambasciatori della birra per l'eccellenza nella distribuzione.
 
Da piccola attività ad impresa di grandi dimensioni sempre più nota. Quanto è stata e quanto è tuttora importante la vostra coesione in casi come questo?
La nostra non è mai stata un'attività a conduzione familiare, in quanto da subito ci siamo avvalsi dell'aiuto dei dipendenti che hanno sempre effettuato con passione costanza il loro lavoro, ma di fatto tutto lo staff ha sempre vissuto quella coesione tipica di una grande famiglia unita dagli stessi valori e dagli stessi obiettivi.
Al primo posto sempre la passione, che ci ha fatto andare avanti in quello che facciamo giorno dopo giorno.

 
Non solo import e distribuzione di birre ma anche tante altre attività, servizi offerti alle attività ristorative e progetti di vario tipo. Ce li vuole raccontare?
Oltre alla distribuzione dei prodotti che vendiamo, i servizi offerti alla nostra clientela diventano sempre più importanti. Ci occupiamo anche di progettazione e realizzazione di locali, formazione del personale e dei gestori, di eventi che vedono la partecipazione di mastri birrai, di organizzare viaggi formativi e ideare carte delle birre personalizzate e legate ai percorsi degustativi del progetto Cultobirra. Abbiamo anche un servizio di assistenza tecnica h24 per i locali che sono nostri clienti. Tra i nostri ultimi progetti, un’importante novità è la distribuzione di food di altissima qualità con prodotti gourmet.
 


Tre aggettivi con cui definirebbe S.I.B e perché.
Affidabile, in quanto i rapporti con la nostra clientela sono pluriennali.
Innovativa, perché cerchiamo di migliorare sempre le tecnologie e le tecniche di distribuzione
Propositiva, perché lavoriamo con la costante ricerca di prodotti nuovi, soprattutto birre (ma non solo).
 
Sul territorio siete stati pionieri di questa attività. Come è cambiata in 35 anni la richiesta della clientela e la cultura delle persone sulle birre? In che direzione andrà il settore del beverage nel prossimo futuro? 
Crescerà sempre di più la domanda di prodotti salutistici, bio, gluten free e naturali, ma l'attenzione e la curiosità per le birre, soprattutto quelle artigianali, continuerà nel tempo. Prima si faceva più attenzione al marchio, ora alla qualità e alle materie prime.


Un anno fa la vostra prima birra, "La Nabotta", quest'anno l'amaro Fra Luppolo. Pur trattandosi di prodotti molto diversi tra loro, che cosa li accomuna, oltre al fatto di essere esclusiva della vostra azienda?
Il fatto che siano pensati per pub e birrerie e poi il luppolo, il vero protagonista di entrambe le ricette.
 
Cosa bolle in pentola per festeggiare questo importante traguardo?
Sicuramente il lancio di una nuova birra esclusiva e una festa nel periodo estivo, per festeggiare tutti insieme questo importante traguardo. Ma per ora non possiamo dirvi altro!
 

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