​Lotta allo spreco alimentare, nasce l’app per recuperare cibo nei mercati rionali

Pubblicato il 3 giugno 2021 alle 10:07

​Lotta allo spreco alimentare, nasce l’app per recuperare cibo nei mercati rionali

Ciò che perde valore economico, può ritrovare valore sociale. È questa la filosofia seguita dall’Associazione Recup che recupera il cibo dai mercati stradali di Milano e lo ridistribuisce alla comunità.

Se lo spreco alimentare fosse un Paese sarebbe responsabile tra l’8 e il 10% delle emissioni a livello globale, al terzo posto dopo Stati Uniti e Cina e occuperebbe un’area pari alla superficie di quest’ultima. È questo il triste quadro emerso dalle ultime indagini dell’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Il Belpaese, come il resto del mondo, continua ad essere complice dello spreco: il Food Sustainability Index realizzato da Fondazione Barilla ha infatti dimostrato che ogni italiano spreca 65 kg di cibo all’anno, 7 kg sopra la media europea di 58 kg. Nonostante il dato sia ancora troppo alto, il lockdown ha favorito il diffondersi di buone pratiche nella gestione del cibo fra le mura domestiche. Secondo la Fondazione, questo fenomeno è destinato a perdurare nel tempo, il che indicherebbe un beneficio in termini ambientali ed economici, visto che lo spreco in Italia vale circa 10 miliardi di euro, ovvero quasi 5 euro a famiglia alla settimana.

Una problematica che ha portato startup e giovani ideatori allo sviluppo di numerose iniziative che cercano di limitare i danni. Una di queste è l’associazione no profit Recup, un progetto che agisce nei mercati scoperti sparsi nel territorio milanese per contrastare lo spreco alimentare e l’esclusione sociale. Il cibo viene recuperato e diviso tra commestibile e non, infine viene ridistribuito. Lo scorso anno grazie a questo sistema, l’associazione ha salvato 25 tonnellate di cibo edibile che hanno permesso di aiutare quasi 5000 famiglie beneficiarie nel contesto del progetto coordinato dalla Food Policy del Comune “Milano aiuta”.

Ad oggi Recup conta più di 230 volontari e per continuare ad essere efficiente si è affidata a WWG, software house presente in Italia da oltre 20 anni: “Per molte persone il cibo che viene scartato è una fonte di sostentamento, ma Recup nasce con l'intento di condividere il cibo con tutti, a prescindere da status sociale, età, etnia. Il cibo non deve essere sprecato, se ancora commestibile. Sostenere Recup, portatrice dei nostri stessi valori, è una fonte di grande orgoglio – afferma Mohamed Deramchi, CEO di WWG – a livello mondiale i dati sullo spreco alimentare sono ancora drammatici e sapere che c’è un’intera comunità che collabora per recuperare il cibo dai mercati rionali, ridistribuendo alla comunità stessa, ci fa sentire parte del cambiamento”.

Secondo la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, in Europa più del 20% di tutto il cibo prodotto viene gettato via, l’equivalente di 88 milioni di tonnellate l’anno. Uno spreco che solo nei Paesi dell’UE costa 143 miliardi di euro, di cui i due terzi, circa 98 miliardi, sono attribuibili allo spreco domestico.

Foto di copertina di Filiz Elaertz da Unsplash

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scritto da:

Maggie Ferrari

I miei ricci parlano per me. Scatenata e bizzarra la notte, frenetica e in carriera di giorno. Toglietemi tutto ma non i miei apericena in centro e la malinconia del weekend, quando mi manca Milano.

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