I leccesi lo sanno, i turisti lo hanno imparato: il tempio del bere bene a Lecce si chiama Prohibition e porta la firma del giovane Antonio Lecciso, barman e ormai imprenditore salentino con in tasca anni di esperienza nei cocktail bar di tutta Europa.


Quella della mixology, infatti, è un’arte precisa, dove il barman diventa un chirurgo e il bancone la sua “sala operatoria”. E lì, con sapienza e abilità, ogni sera, ordinazione dopo ordinazione, danno vita a riuscitissimi interventi di miscelazione, calibrati in base al gusto personale di ogni cliente. Vedere la gente che li sorseggia estasiata… beh è di una soddisfazione unica.

Nel cuore della città barocca


Ambientato nella cantina di un antico palazzo, il Prohibition – per chi ancora non lo conoscesse – è un locale unico del suo genere, vuoi per la suggestiva cornice che lo circonda, vuoi per l’atmosfera che qui si respira e soprattutto per il nettare divino che si beve. E se il suo ingresso passa quasi inosservato mentre passeggi per strada (la struttura e il nome ci fanno pensare ai cocktail bar frequentati ai tempi del proibizionismo americano), quando superi quella soglia scopri un mondo. Un mondo che Antonio e il suo staff sono pronti a raccontare, perché “dietro a ogni drink e a ogni distillato – raccontano - si nasconde un’affascinante storia…ci sono rum che hanno navigato e girato il mondo prima di arrivare nei nostri bicchieri…”.

A proposito di bicchiere…


Argomento importantissimo: ogni cocktail e ogni distillato vogliono il bicchiere giusto. Non esagero a dire che un drink cambia addirittura sapore in base al contenitore scelto, vuoi per la forma dello stesso, per la grandezza, per la svasatura e anche per il materiale. Altra cosa bella di Prohibition è che i bicchieri – un po’ come le etichette – non scarseggiano mai.

In compagnia ma anche al primo appuntamento


Luci soffuse, musica accogliente e mai invadente, staff discreto e disponibile ad accogliere ogni esigenza della clientela – insieme alla certezza del bere bene – rendono “completo” questo locale, che si rivela la scelta ideale sia per una serata tra amici, sia come meta da proporre per il primo appuntamento romantico.

La cultura del bere bene tra cocktail e distillati


Difficilmente un locale vanta un’accurata e ampia selezione di distillati e liquori come quella del Prohibition; basti pensare che supera le 600 etichette tra gin, rum, liquori, whisky, vodka vermut, mezcal, tequila, bitter, grappe e molto altro. E visto che la clientela negli anni è diventata sempre più esigente, Antonio ha voluto alzare ancora di più il livello della sua proposta, arrivando a toccare standard di eccellenza come pochi altri locali. Ne sono una prova i prestigiosi riconoscimenti da parte di importanti guide di settore. Naturalmente non manca un’interessante selezione di birre in bottiglia e di vini di ogni tipologia: bianchi, rossi, rosati e bollicine.

I cocktail “signature”


Anche la drink list merita una menzione; l’originale menu illustrato racchiude in sé tutto l’estro e la creatività dello staff, che ogni sei mesi studia l’equilibrio e gli abbinamenti perfetti anche in base alla stagionalità. Cocktail come si suole dire “signature”, ma nulla vieta al cliente di chiederne anche altri, magari semplicemente raccontando ai barman cosa è abituato a bere o i suoi gusti per avere un drink personalizzato e inventato al momento. Inutile dire che tanti cocktail restano nel cuore e anche se non più presenti in carta continuano a essere richiestissimi. Tra i miei preferiti “The Botanist”, un sour delicato a base di gin Bombay Sapphire, con note speziate date dalla menta e dal tè verde matcha, e “L’Haitiano”, con base di rhum agricolo accompagnato da ingredienti freschi e fruttati.   

Precisione ed equilibrio


Il cocktail è il risultato dell'aggiunta di più aromi, ora dal gusto amaro, ora più dolce, ora più secco, ora più morbido, floreale, fruttato e via dicendo. Un equilibrio di sapori da miscelare con sapienza e abilità; una sola goccia può cambiare completamente un cocktail. Ecco perché la precisione è fondamentale. Un’arte che solo all’apparenza è facile, ma che necessita di accorgimenti e soprattutto conoscenze per nulla banali, che in questo locale vengono garantite dalla professionalità di ogni bar tender. Dal primo giorno di apertura, infatti, Antonio e il suo staff, portano avanti un’unica missione: coccolare i loro clienti con abbinamenti unici e diversi dal solito.

Il progetto di cocktail catering


A grande richiesta da un anno a questa parte Prohibition porta avanti anche un nuovo e interessantissimo progetto di bar catering, per soddisfare la voglia di bere bene della sua clientela anche lontano dal locale. Matrimoni, feste di compleanno, eventi privati e via dicendo: ogni occasione è giusta per un cocktail firmato Prohibition.

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