​Com'è la situazione di bar e ristoranti in Europa? L’indagine Fipe

Pubblicato il 20 gennaio 2021 alle 09:12

​Com'è la situazione di bar e ristoranti in Europa? L’indagine Fipe

Restrizioni e chiusure più o meno drastiche e prolungate per tutti i Paesi Europei.

Il documento appena stilato da Fipe/Confcommercio – federazione pubblici esercizi italiani – analizza lo scenario europeo nel periodo compreso tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, confrontando misure restrittive e azioni di sostegno economico predisposte dai diversi Pesi. Una situazione preoccupante che vede il 90% degli esercizi pubblici d’Europa obbligato alla chiusura. Il restante 10% è comunque costretto a operare con limitazioni orarie. La differenza sta principalmente nel modo di affrontare l’emergenza sul fronte di aiuti economici, sgravi e rinvii fiscali, misure a supporto dei lavoratori.


Nel dettaglio, la situazione italiana è confrontata principalmente con quella di Francia e Germania, perché – spiega la Fipe – “si tratta di Paesi con regime simile a quello italiano e i cui governi sono intervenuti in maniera omogenea a differenza di altri Paesi, come ad esempio la Spagna, che è intervenuta tramite le singole autonomie”.


Partendo dagli affitti dei locali, è l’Italia la più decisa: mentre la Germania non ha approntato correttivi, la Francia è intervenuta con credito d’imposta pari al 50% dell’ammontare del canone, ma solo per il mese di novembre 2020. Da sottolineare la riduzione dell’Iva per i ristoranti della Germania già la scorsa estate, e ancora in vigore per il primo semestre del 2021, con un taglio dal 19% al 7%; l’Italia, invece, si distingue per il cosiddetto “bonus centri storici”, contributo a fondo perduto per le attività economiche e commerciali dislocate nei centri storici.


Infine il capitolo ristori – termine ormai noto anche a chi del mondo della ristorazione non è avvezzo - è il più ostico. In Italia si dibatte da tempo sull’inefficacia di aiuti economici calcolati esclusivamente sul fatturato di aprile 2019, poco significativo per compensare le perdite. In Germania i contributi sono calcolati sulla perdita di fatturato rispetto all’anno precedente dei mesi corrispondenti alle chiusure.

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Foto di LEEROY Agency da Pixabay 
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