Gabriele e Giovanna: con Al Calice DiVino segniamo il nostro calcio di rigore

Pubblicato il 14 giugno 2021

Gabriele e Giovanna: con Al Calice DiVino segniamo il nostro calcio di rigore

Gabriele Piccoli è vero veneziano, schietto e generoso. Da trent'anni lavora nel mondo della ristorazione e da ventidue ha lasciato l'isola facendo di Spinea la sua casa. Negli ultimi quattro Gabriele ha vissuto da pendolare tra la terraferma e Venezia dove ha salutato la sua ultima esperienza lavorativa prima del grande salto: dal 2 giugno 2021 casa e bottega sono ad appena un chilometro di distanza. 

L'inaugurazione della prima avventura in proprio, con la moglie Giovanna, è stata un successo. Il nuovissimo Al Calice DiVino è un locale accogliente, estroverso e garbato che rispecchia a pieno i suoi titolari. "Vogliamo creare un ambiente particolare ma dal mood rilassato, dove stare tranquilli sempre e comunque". Praticamente una seconda casa, a due passi da casa.

Ciao Gabriele, cosa ti ha portato fino Al Calice DiVino?

Spinea mi è sempre piaciuta e ormai da un po' cercavo un'occasione. Quando si è presentata questa, mia moglie ed io l'abbiamo colta al volo! La location non è una delle tante: è una parte di barchessa, in pieno centro, con un plateatico davvero grande e confortevole, il parcheggio proprio qui... ha tantissime delle caratteristiche che cercavo. E poi è bello lavorare così vicini a casa, non solo per comodità ma anche per creare dei legami. Già a Venezia lavoravo soprattutto con i residenti e meno con i turisti... qui i rapporti saranno ancora più veri.

È la prima volta che tu e Giovanna lavorate insieme? 

Entrambi lavoriamo da sempre in questo mondo e ci è già capitato di collaborare sotto lo stesso tetto. Questa però è la nostra prima volta che creiamo qualcosa da zero, come piace a noi dall'inizio alla fine. Abbiamo voluto ricreare un ambiente d'effetto ma allo stesso tempo dal mood decisamente rilassato. Apriamo al mattino presto con le colazioni e chiudiamo a tarda sera con la speranza che Al Calice DiVino sia accogliente allo stesso modo alle otto come alle ventitrè.

C'è qualcosa di Venezia che porterai anche qui?

Sicuramente i cicchetti tipici veneziani. Sono rari da incontrare qui nei dintorni e noi li commissioniamo ad un laboratorio artigianale. Sono autenticamente veneziani, pensa che oltre ai classici come il baccalà mantecato, le sarde in saor e le seppioline abbiamo anche la la spienza, difficile da trovare persino a Venezia centro storico. E poi lo spritz ma senza limitarmi troppo: ho pensato ad altre cinque versioni originali che sto "battezzando" in questi giorni.

Quindi cicchetti e... ?

Oltre ai piatti freddi del giorno e le insalatone per il pranzo c'è tutta la snackeria, alla quale teniamo molto. Se ne occupa una persona dalla grande esperienza che ha lavorato per tanti anni in quella che probabilmente è la tramezzineria più conosciuta di Mestre. Ci sa fare, eccome! Per la sera abbiamo anche i taglieri di salumi e formaggi, soprattutto del territorio.

C'è tanto Veneto anche in cantina? 

Assolutamente sì! La scelta che abbiamo fatto, al di là di alcune eccellenze regionali dalle quali non si può prescindere come il Chianti e il Franciacorta, è quella di prediligere le cantine venete, in particolare della zona di Valdobbiadene ma anche dei Colli Euganei e della Valpolicella. 

Avete già pensato a qualche evento? 

Sicuramente sì. I miei amici harleyisti mi hanno già chiesto di organizzare un raduno! Al di là di questo sono molte le idee che ci frullano per la testa come la serata total white, magari qualcosa dedicato agli Europei di Calcio e tutto ciò che ci verrà in mente con il tempo.

Mi sembra di capire che "tornare a casa" non sia poi tanto male.

Per niente, tornare a casa è bello. E poi l'ho detto subito a Giovanna:"Questo è il nostro calcio di rigore, non possiamo sbagliare!".

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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