Ciccio DB dallo studio del pianoforte all'imprenditoria. Ci ha raccontato la sua bella storia tutta pugliese..

Pubblicato il 5 giugno 2021

Ciccio DB dallo studio del pianoforte all'imprenditoria. Ci ha raccontato la sua bella storia tutta pugliese..

Siamo andati ad intervistare Ciccio DB, una celebrità della nostra citta, un dj che fin dai primissimi anni 90 ha esordito in importanti festival, piazzandosi semrpe molto bene in classifica.
Alla metà degli anni 90 la svolta, rifonda uno storico locale barese, il Jimmi'z, di cui diventa resident, e da lì è stato un crescere professionale continuo: dalla fine degli anni 90 collabora con tutte le più importanti realtà del clubbing pugliese e non solo.
Volevamo capire qualcosa in più di lui, come ha vissuto nell'ultimo periodo e cosa crede succederà ora, che siamo quasi in un nuovo anno zero per il clubbing.



Raccontaci come hai cominciato a fare il dj.
Passando interi pomeriggi ad ascoltare radio, vinili com mixer bst senza preasocolto in cuffia. Era davvero un'impresa, ma i soldi erano pochi e dovevo cavarmela da solo. Poi ho messo il primo vinile in una discoteca nel 1993, mi tremavano le mani lo ricordo ancora come fosse ieri. Ma lo spunto vero alla musica, anche se a molti potrà suonare controverso, me lo ha dato il pianoforte che suonavo fin da molto piccolo. Era stata mia mamma, appassionata di musica classica, che aveva voluto che mi avvicinassi allo stumento e a quella musica.

Qual è stato il primo disco che hai messo?
Non lo ricordo di preciso, ricordo che l'etichetta era deadly sin records. Prima smanettavo con i dischi dei miei genitori.


Ora sei socio di una serie di locali, è stata una naturale conseguenza del tuo lavoro di musicista o hai sempre avuto anche il piglio imprenditoriale?
E' stato uno degli sviluppi naturali della mia professione, sicuramente mi è tornato utlie portare il mio bagaglio di relazioni e di esperienze in un altro settore, ma per quanto riguarda l'imprenditoria non mi sento arrivato: quello è un settore in cui non si finisce mai di imparare. Ma in fondo penso che sapere di non sapere sia il sale della vita. Tuttavia posso anche dire che il piglio artistico - imprenditoriale ce l'ho sempre avuto, anche quando facevo solo il d ho creato tanti format tra cui Gargamella, 300 e l'attuale W5. 
 
Ci racconti come hai trascorso l'anno della pandemia?
Inizialmente con tanta ansia e smarrimento che poi ho superato. Per fortuna ho sempre diversificato nella mia vita e sono caduto in piedi. Ma non è stato affatto facile. Tutta la filiera della musica e dell'imprenditoria - ho.re.ca. (Hetellerie Restaurant Catering)  e non - sono stati praticamente azzerati. Ho ascoltato ed esplorato tanta musica nuova, ho letto, mi sono perfezionato in cucina e ho imparato a gustarmi gli angoli della mia città. Molti hanno interagito con dirette online, io l'ho fatto per un primo periodo poi stop. Sono troppo innamorato del contatto con il pubblico, chi mi segue lo sa da anni.

Ora si riapre, cosa ti aspetti dal futuro sia come dj che come proprietario di un locale?
Dal futuro tanto, sono fiducioso.  Dal punto di vista musicale ci sono tantissime uscite nuove e interessanti: la qualità non morirà mai, lo dico da decenni. Dobbiamo ripartiree piano, in sicurezza, ma occorre farlo.
Per quanto riguarda i locali sono altrettanto fiducioso soprattutto per il mio nuovo progetto alle spalle del teatro Petruzzelli: si chiamerà Varietà e sarà un omaggio alla Puglia che amo. Non dico altro...


Le foto sono tratte dalla pagina facebook del dj

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