Altro che Langhe! Il buon vino ce l'abbiamo anche noi pugliesi

Pubblicato il: 27 luglio 2019

Altro che Langhe! Il buon vino ce l'abbiamo anche noi pugliesi

Un calice in una mano, una mappa nell’altra: eccomi pronta ad esplorare le meraviglie della nostra Puglia attraverso i suoi vini. Un viaggio enologico che segue un percorso ben preciso, lontano dai rumori del capoluogo di regione.

Tra centro storico e campagna, ecco quattro locali e vinerie nella provincia di Bari con una proposta wine che non ha nulla da invidiare a quella delle enoteche nelle Langhe piemontesi.

Un vino rosso


La ricerca del primitivo simbolo del cuore pugliese è stata l’occasione perfetta per perdermi nelle viuzze del centro storico della città di Gioia del Colle, con i suoi tipici archi antichi. Partiamo da qui, dal Panta Rei  che ha a disposizione una varietà sconfinata di etichette. Per essere precisi nella loro suggestiva cantina è possibile scegliere tra quasi 700 etichette. Non per niente questo locale è stato insignito, nel 2010, del titolo de “Il migliore wine bar d’Italia”: mica poco! Scegliere solo un vino dalla sua cantina è davvero difficile, ma se vuoi sorseggiare il cuore della Puglia allora ti consigliamo un Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto, vino Doc primitivo di Gioia del Colle. Un vino dalle note fruttate, dal profumo di confettura di prugna, cioccolato e velate note fumè. Un vino intenso dal colore rosso cupo, che porta con sé tutta la storia di una piccola, ma storica, realtà vinicola pugliese.

Un vino bianco


Camminare nella campagna pugliese è terapeutico, azzarderei a dire quasi l’equivalente di una seduta di yoga: qui ho apprezzato il suono delle foglie che si muovono al vento, il silenzio e il rumore della strada che si percepisce a malapena in lontananza. Eccomi arrivata nelle tenute Chiaromonte ad Acquaviva delle Fonti dove oltre al tuffarsi in un mare di vino pugliese c’è proprio da immergersi nella storia dell’arte della vendemmia e di tutta la sua azienda agricola. Un calice di vino non è una semplice bevanda alcolica dolciastra, ma una vera e propria esperienza di gusto. Per questo sappiamo di andare sul sicuro consigliandoti un “Kimia”, 100% Fiano: l’aromaticità floreale di questo vino bianco si intreccia con note agrumati ed acidule, lasciando una chiusura piacevolmente minerale.  

Un rosè


Proseguendo il mio viaggio nell’hinterland barese, sono finita a Santeramo in Colle: come spesso succede, mi è piaciuto chiudere la mia mappa e letteralmente perdermi tra le strette viuzze. La mia destinazione però è stata ben precisa: il Perbacco, una winery nel cuore del centro storico. Qui ho potuto sorseggiare un vino rosato (che solitamente mette d’accordo il palato di tutti ma che ben difende la sua identità), precisamente un calice di rosato del Salento della cantina Varvaglione IGP è la giusta continuità con il fil rouge del Negramaro che tanto piace a noi pugliesi. Sorseggiando delicatamente questo vino si possono sentire subito le note di melograno e ciliegio: con un sorso di “Moi” ci si proietta nelle copiose campagne pugliesi, ricche di alberi stracolmi di frutti.

Un vino dolce


Dulcis in fundo per davvero, e ce lo riserviamo con la Cantina sociale Luca Gentile. Qui il paesaggio naturale del vicinissimo parco nazionale dell’alta murgia fa cornice ad un’azienda agricola di Cassano delle Murge: qui viene accolta l’uva di quasi 500 vitivinicoltori di tutta la zona, rendendolo forse il luogo pugliese più simbolico di tutto questo elenco. Qui c’è unione, cooperazione e famiglia: le basi di un cuore pugliese! Ma tornando al vino, sappiamo di poter chiudere in bellezza con un “Passito” prodotto tra le colline dell’alta murgia barese, con un terreno calcareo leggermente argilloso: è il caso di questo vino spumante, perfetto per il dessert! 

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scritto da:

Federica Scaramuzzi

Sarà banale, ma adoro la pizza e i gattini del web. In compenso sono alla ricerca di locali insoliti e originali. Dalla Murgia alla Laguna.. sono cacciatrice ufficiale di hidden gems! Odio il piccante e adoro la pasta al forno barese (originale) di mia nonna Graziella.

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