La nuova drink list del Milord è un fumetto tutto da bere

Pubblicato il: 3 luglio 2019

La nuova drink list del Milord è un fumetto tutto da bere

Il bar manager Cristian Lodi racconta come sono nati i 10 signature cocktail tra originalità ed eleganza

Un ghepardo al sushi bar, in compagnia della pantera rosa ma anche rilassato sull’amaca. Come si chiama? Milord, ovviamente, ed è il protagonista della nuova drink list del cocktail bar in piazza Bernini. L’arte creativa mixologist è quella di Cristian Lodi, 33 anni, da quattro bar manager del Milord, formazione alla Campari Academy, che mi racconta come sono nati i dieci signature per la stagione estiva.

Perché un fumetto?
“Siamo stati tutti adolescenti, con la passione per i fumetti. Mi sembrava un’idea simpatica e poi non l’aveva fatto ancora nessuno”.

La drink list della scorsa stagione era un taccuino di viaggio, dove appuntare le esperienze di gusto. Adesso in copertina c’è Milord, un ghepardo elegante, proprio come lo stile del locale. Tra i vantaggi della scelta, senza dubbio originale, c’è quella di lasciar parlare le immagini. E spesso dicono di più di molte parole. In fondo la lista degli ingredienti affianca una sola parola che identifica il gusto di ogni singolo cocktail.

Come viene pensata la lista?
“Ogni drink è un’avventura di Milord che si esaurisce in 5 o 6 vignette. Un modo divertente ed originale per raccontare quello che finisce nel bicchiere”.

Le ispirazioni sono quelle dei Bar Awards 2018 e si capisce assaggiando un “Ruby goes to BarAwards”, miscelato con lime, sciroppo al bergamotto, gin Portobello Road, liquore Strega, albumina e spolverata di Ruby Chocolate. È il vero tocco di classe che sprigiona il gusto che finisce sotto l’etichetta “Speziato cioccolatoso”.

Dimmi, qual è il tuo drink preferito?
“Sicuramente Un americano in Brewery. Da un anno ho scoperto la Framboise, una birra belga acida, che si ottiene con l’aggiunta di lamponi in fase di fermentazione”.

E come lo definiresti?
“Seducente”.

Non vi svelo il fumetto introduttivo perché significherebbe togliere un po’ di gusto al cocktail, a base di Campari, Vermouth Cinzano dry, Framboise e peel di limone. La miscelazione è un’arte che richiede tempo e tanta pazienza. Per servire il drink perfetto, quello già bilanciato al primo sorso, che fa sentire  distintamente gli ingredienti usati, lasciando una piena soddisfazione sul palato, serve talento ma anche una voglia instancabile di sperimentare.

Come nasce ogni drink?
“Facendolo assaggiare ai clienti, fino a trovare la formula perfetta. La parola d’ordine è semplicità perché le basi usate le devi sentire ad ogni sorso”.

La giusta alchimia si ottiene anche con un’intuizione. Un colpo di genio, proprio come quello di un artista. Quanto ci metti per creare una drink list?
“Due o tre mesi, dipende dall’ispirazione. Ma alle volte basta un attimo”.

E lo capisco quando sorseggio Un americano in Brewery. È l’ora dell’aperitivo, mi metto seduto nei tavolini all’esterno, molto lounge. Al primo sorso si sente un sentore di limone, distinguo il Campari e il Cinzano dry. La Framboise è una sorpresa, perfettamente riuscita. Ecco adesso ho capito perché è il suo preferito.

Nella foto di copertina Cristian Lodi (Salvatore Pollara per Milord Milano)

  • INTERVISTA
  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Fabrizio Arnhold

Il trucco per un buon aperitivo o una cena perfetta? Scegliere il posto giusto. Vi racconterò i miei locali preferiti, ma sempre con spirito critico, senza mai dimenticare che a Milano c’è tutto quello di cui si ha bisogno. Basta saper scegliere.

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