Ci siamo fatti raccontare da un esperto del settore come andrà l'estate in Salento

Pubblicato il 3 maggio 2021

Ci siamo fatti raccontare da un esperto del settore come andrà l'estate in Salento

Abbiamo intervistato Giovanni Pizzolante, direttore di Le Dune Suite Hotel di Porto Cesareo, una struttura alberghiera con lido privato e ristorante che da 25 anni opera con successo nel settore del turismo salentino. Giovanni è unuomo che ha visto evolversi il turismo pugliese da quando era quello dedicato solo alle famiglie del luogo che tornavano ogni anno fino ad oggi in cui arrivano molti stranieri che spesso non hanno chiaro quello che troveranno. Gli abbiamo chiesto come vede questa estate 2021, e come vede il turismo in Puglia nel prossimo futuro e tra altri 25 anni.


Che estate sarà quella del 2021?
Innanzi tutto sarà un evento speciale per tutti. Speriamo che il Covid passi il prima possibile perché ci ha impedito di vivere la socialità in famiglia e coi nostri cari e poi di vivere bene la nostra impresa.
Penso che ci sarà un avvio della stagione molto veloce da giugno in poi, dopo l'ultimo DPCM abbiamo ricevuto molte prenotazioni. Abbiamo anche notato che i nostri clienti hanno cambiato il tipo di vacanza, riservano alle feri più budget di prima: il soggiorno medio è passato da 8 a 12 giorni. 

E chi sta prenotando?
Sono solo famiglie italiane, non abbiamo attivato i canali stranieri. Siamo presenti, con la nostra struttura, in 18 fiere internazionali e ovviamente il segmento estero per noi è molto interessante, ma non abbiamo ricevuto feedback commerciali per quest'anno.

Cosa ne pensi della Grecia e di Malta che hanno creato le isole Covid-free?
Sicuramente è un buono stratagemma per attirare quei turisti che vanno ogni anno in Grecia e che passavano dalla Puglia solo per prendere il traghetto. Prima, forse, queste stesse persone si fermavano da noi due o tre notti per vedere la Puglia, oggi non lo faranno. Penso comunque che non sarà facile nemmeno per loro, che avranno problemi ad attrarre le persone. Speriamo tutti che vada meglio nel 2022.
Oggi secondo me l'unica soluzione è il vaccino e il passaporto di conseguenza. I clienti vaccinati possono viaggiare e mantenere aperte le strutture. 


Cosa pensi si sarebbe potuto fare per promuovere il turismo e il vaccino insieme?
Uno degli errori fatti è stato quello di non creare un tipo di vacanza per i vaccinati, che cominciano a essere molti, pensiamo ad esempio agli anziani a cui avremmo potuto offrire un servizio pubblico. Il problema però è che noi operatori non siamo vaccinati, quindi bisognerebbe capire se possiamo ottenere il vaccino, soprattutto per non nuocere ai nostri clienti. Anche per i ristoranti ci sarebbe una soluzione interessante: i ristoranti stanno aperti nel dehors fino alle 22 per tutti, chi invece è vaccinato può rimanere anche all'interno fino a mezzanotte. Anche perché il core business di molti ristoranti va dalle 9:30 a mezzanotte e molti di questi non hanno spazi esterni sufficienti. Noi siamo fortunati perché abbiamo un giardino da 40 posti a sedere, anche se normalmente ne terrebbe 180.

A parte il vaccino, quali altre soluzioni vedi?
Non potrei pensare di gestire un albergo se non avessi la sicurezza delle vaccinazioni. Non voglio avere una responsabilità di quella portata. Proprio oggi pensavamo all'animazione dei bambini, ma non possiamo metterla in atto perché è troppo rischioso. C'è ovviamente il tampone, ma bisognerebbe farlo ogni giorno, in entrata e in uscita.

E l'anno scorso che la situazione era simile?
L'anno scorso però non abbiamo avuto responsabilità, durante l'estate la percezione del virus era diversa e abbiamo lavorato tanto, anche più del 2019. Oggi siamo stanchi, questa situazione pesa molto. Oggi la mia fortuna è che ho chiesto di rimanere aperto tutto l'anno e ce l'ho fatta, sanifichiamo tutto ogni giorno e possiamo accogliere in sicurezza.


Mi racconti un aneddoto interessante di questo periodo?
Ormai non conto più i clienti che mi chiedono in esclusiva tutta l'area piscina a uso privato, o anche il ristorante. Vogliono la sicurezza, ma nella nostra struttura non è possibile affittare questi spazi a un singolo cliente. C'è stata solo una volta che abbiamo dato la piscina per un compleanno privato di un cliente russo, che ha pagato 15000 euro, ma ovviamente di persone così ne arrivano pochissime.

Cosa ti dicono più spesso gli stranieri?
Spesso mi dicono che c'è troppa gente in stabilimento balneare. Probabilmente sono abituati a un altro tipo di tranquillità: Porto Cesareo non sono le Maldive. Ma il problema ha origine da noi: se facciamo, con la comunicazione turistica, percepire agli stranieri che qui possono trovare la solitudine e la tranquillità stiamo facendo una cattiva comunicazione.

E come è cambiato in questi 25 anni il rapporto con i turisti? 
Una volta c'erano gli ospiti fissi, che conoscevamo e che si passano l'ombrellone di padre in figlio. Oggi è cambiato, le persone vanno in posti diversi. Anche se l'anno scorso abbiamo fatto molto bene anche grazie ai clienti abituali, che sono tornati a prendere l'ombrellone per la stagione vicino a casa.

E la spiaggia è già sold out?
Sì, ci sono 300 ombrelloni stagionali già prenotati.

Come ti immagini il turismo in Puglia tra 20 anni?
Vorrei che cambiasse il progetto del mondo turistico alberghiero in Puglia e vorrei che la politica aiutasse a far diventare questa Regione una destinazione turistica. Bisognerebbe fare un censimento di ogni centimetro quadrato della Puglia e a promuovere tutte le nostre peculiarità, che sono moltissime e che ancora non sono conosciute dal grande pubblico. Penso che ci sia una grossa fetta di pubblico che non è ancora stata raggiunta; ma per raggiungerli non bastano le belle masserie, ci vogliono le infrastrutture: le ferrovie e i porti. Nelle fiere internazionali mi dicono sempre che hanno bisogno di camere.
Anche se negli ultimi dieci anni abbiamo fatto molti passi avanti, quello che secondo me è mancato è una direzione dall'alto, che dica cosa funziona e cosa no, che proponga alternative invece di stoppare e basta.

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