​A Treviso il cocktail lo prepara un robot

Pubblicato il 16 gennaio 2026

​A Treviso il cocktail lo prepara un robot

A Treviso, patria dichiarata dello spritz e del prosecco, ha aperto il primo bar in Italia dove dietro al bancone non c’è nessuno. O meglio: nessuno di umano. Il nuovo bar robotico si trova all’interno di Sandbox VR, spazio inaugurato il 12 dicembre in viale della Repubblica, tra la Strada Ovest e la zona della Fonderia, dedicato alla realtà virtuale e alle esperienze immersive.

Il cuore della novità è il sistema sviluppato dalla torinese Makr Shakr: due braccia meccaniche, un bancone minimal e un paio di tablet. Nessun barista, nessun cameriere. Si ordina dallo schermo, si paga con il bancomat e il robot entra in funzione, preparando il cocktail richiesto in pochi secondi. Il costo dell’impianto si aggira intorno ai 300 mila euro. Un format già testato tra Stati Uniti e Regno Unito, ma finora mai applicato in un locale italiano.

Il bar nasce come estensione naturale dell’esperienza Sandbox VR: chi arriva per giocare con le installazioni in realtà virtuale trova un servizio di somministrazione coerente con l’idea di tecnologia totale, automatizzata, senza mediazioni. Anche l’offerta dei drink riflette il contesto locale, con una presenza marcata di Aperol e Prosecco, dettaglio che riporta l’esperimento dentro i confini trevigiani.

Non tutti però, e pure giustamente, osservano la scena con entusiasmo. L’arrivo del robot barman, chiamato Toni, ha acceso il dibattito tra gli operatori del settore. Baristi e osti della città parlano di un bar “freddo”, privo di relazione, dove viene meno la componente umana fatta di dialogo, consigli e presenza. Per molti, il cocktail resta un gesto artigianale e relazionale, difficile da ridurre a una sequenza automatica. 
Ma detto ciò, l'esperienza resta sicuramente curiosa.

Sandbox VR
Viale della Repubblica, 236/B - Treviso

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