L’orient-mania è bella che esplosa da un pezzo, e i locali nippocinesi dominano e proliferano quasi quanto gli uomini dagli occhi a mandorla in molti film ambientati nel futuro. Non scopriamo nulla di nuovo. Però c’è un però: è infatti ancora molto, molto difficile trovare ristoranti seri, dove poter gustare specialità culinarie “sino-giappo” con una certa qualità. Soprattutto se esci dalla Marca. Pur non trovandoci a Milano, infatti, in provincia di Treviso possiamo ritenerci abbastanza fortunati: qui i ristoranti orientali in cui appagare occhio e palato non mancano. Da qualche tempo, poi, ce n’è uno in particolare che starebbe bene in molte metropoli: è il Dinzu, fiammante pianterreno del Centro Leonardo di Quinto, presso il BHR Treviso Hotel.

All-you-can-eat di qualità, menu alla carta e atmosfera top

Pur non chiedendoti affatto d’ipotecare un rene per entrarci (12.90€-16.90€-24.90€ i tre facoltativi all-you-can-eat, pranzo light, pranzo completo e cena), il Dinzu si presenta subito come un ristorante orientale di raro profilo; di quelli dove, cioè, anche l’atmosfera e il design sono studiati e curati nel dettaglio, al punto da offrire al cliente una rara esperienza a pranzo ma, soprattutto a cena. E’ infatti col calar della sera, e l’accendersi dei raffinati giochi chiaroscurali su cui un ingegnere della luce ha basato l’illuminazione del ristorante, che la sensazione di calore, modernità e filosofia Zen s’intrecciano, accogliendoti e stupendoti. L’ultima sorpresa, poi, la trovi al tavolo: installato sul bordo, ecco un Apple iPad che va a sostituire il classico menu, e trasforma la fase di scelta di vini e pietanze in un giro in giostra che mette subito in discesa la serata.

Incrociare Cina, Giappone e Italia? Si può

Il vero piatto forte del Dinzu, però, rimane quello che esce dalla cucina. Anzi, “quelli”, dato che in un ristorante orientale, specie di tale spessore, risulta praticamente impossibile fermarsi ad una sola pietanza. Forte infatti della sua lunga gavetta italiana (in primis tra i ristoranti di Roma), il titolare Xia Yin ha addestrato la sua squadra di cuochi e sushimen in modo tale da impreziosire la cucina cinese e quella giapponese con materie prime, sapori, odori e tecniche della miglior scuola che esista: la nostra, quella mediterranea. Ebbene, l’armonizzazione perfetta tra queste correnti gastronomiche è ancora un work-in-progress, ma quando presto assaggerai un Nigiri tartufato, ricordati le mie parole di oggi: il Dinzu è il ristorante fusion del futuro, a Treviso.

Pancia mia, fatti capanna

In attesa di quel giorno, puoi nel frattempo immergerti in una selezione di specialità nippocinesi che, per varietà, qualità e creatività, teme ben pochi avversari. E non mi riferisco soltanto all’area trevigiana. Trovi le classiche pietanze dell’Estremo Oriente, ma che a differenza di molti altri posti qui ti preparano con bassissimo uso di condimenti grassi, prediligendo semmai una misurata distillazione di salse speziate, fatte in casa per il 90%. Dal sushi ai ravioli al vapore, dal riso alla cantonese alle tartare di tonno e salmone, ogni cosa al Dinzu viene impiattata con classe, lasciandoti in bocca un godibile retrogusto di leggerezza.
E poi i piatti creativi: dagli entreé ai dessert, l’intero menu propone varianti sul tema che incrociano ingredienti esotici con le ricette più disparate. Personalmente ho adorato il Roll 115, un pregiato e abbondante “fuori menu” inventato di sana pianta in queste cucine; ma pure gli svariati Black Nigiri preparati col riso venere sanno il fatto loro. E che dire della frutta caramellata, servita dentro un nido di zucchero di canna filato?

Innaffiamo…?

Ultimo, ma forse più importante (per quel che mi riguarda), il vino. La carta del Dinzu è stata infatti selezionata scrupolosamente da un sommelier appassionato di cucina orientale, e presenta una scelta di rossi, bianchi e bollicine (soprattutto bollicine) davvero ideale per abbinarsi alle innumerevoli prelibatezze del menu. Che sia terra, che sia mare, che sia vegetariano o che sia di tutto un po’, il tuo pranzo e la tua cena trovano sempre il calice (anzi, la bottiglia, meglio ancora) con cui sposarsi. Un matrimonio enogastronomico, di colore un po’ giallo e un po’ biancorossoverde.

  • RECENSIONE
IN QUESTO ARTICOLO
  • Dinzu

    Via Postumia Castellana 32, Quinto Di Treviso (TV)

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