Sogno di una notte di inizio estate: tornare a ballare in discoteca a ritmo dei tormentoni estivi

Pubblicato il: 28 giugno 2020

Sogno di una notte di inizio estate: tornare a ballare in discoteca a ritmo dei tormentoni estivi

Italiana, l’estate che cerchi non è lontana (o forse sì). Cantavano così due inconsapevoli J-Ax e Fedez agli albori di un maggio come tanti altri, nel 2018. Inconsapevoli, perché chi se lo sarebbe aspettato che solo un paio di anni dopo saremmo stati alle prese con Dpcm, lock down e riaperture a singhiozzo? Sotto sotto, però, pareva che J-Ax un po’ se la sentisse, quando l’estate scorsa promuoveva il turismo di massa verso Ostia Lido, altroché Portorico. Estate è sinonimo di viaggi, sole, mare e vacanze, cose tutt’altro che scontate in questo 2020 bisestile; tuttavia, se pensiamo alle prospettive di qualche mese fa -  già ci vedevo ingabbiati in asfissianti scatole di plexiglass e a prendere il salta-coda per fare un tuffo in mare -, la situazione sta prendendo una piega tutto sommato positiva. Ma a divertimento come stiamo messi? A pizzichi e bocconi, pare che qualche conquista sia stata ottenuta anche sotto questo fronte. E allora ecco la vera domanda del secolo: quest’estate si balla oppure no? La risposta più adatta è “nì”. Discoteche e locali notturni, con differenziazioni tra regione e regione, possono finalmente tornare a vedere la luce della luna, anche se riapertura non significa normalità. Addio ai balli sfrenati sotto le stelle e a impacciati tentativi di corteggiamento in pista da ballo; addio agli abbracci calorosi e alle responsabili ubriacate al bancone del bar. Parola d’ordine: distanziamento. Via libera alle discoteche, anche se non dappertutto e solo quelle all’aperto. Da decreto ministeriale la riapertura è slittata al 14 luglio, ma le regioni, ancora una volta, si sono mosse in ordine sparso, stabilendo nuove date sulla base della situazione epidemiologica del proprio territorio. In generale, tuttavia, domina la confusione, cosa lamentata a più riprese da Maurizio Pasca, presidente della SILB-Fibe, associazione italiana delle imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, che denuncia un tracollo dell’industria del divertimento in Italia, nonché la mancanza di sussidi statali agli impiegati nel settore; un settore trascurato, a differenza che in altri Paesi, come la Francia, che ha addirittura finanziato la nascita di una scuola per dj. Nonostante “sembri che il comitato tecnico-scientifico abbia scambiato la pista da ballo per una pista di atterraggio”, dice Pasca a RTL con riferimento alla norma dei due metri di distanza sul dance floor, i presidenti regionali SILB, dalla Campania, al Veneto, all’Emilia, sono tutti concordi sul fatto che da qualche parte si debba pur partire.


In Emilia Romagna (e non solo), è stata potenziata l’offerta ristorante delle discoteche, con iniziative come le cene spettacolo, oppure la musica d’ascolto e il ballo distanziato, nonostante questo significhi ospitare molta meno gente del solito. Villa delle Rose, a Misano Adriatico, ad esempio, ha inaugurato un nuovo format, “Arena”, ovvero la cena animata da spettacoli di arte varia e dopocena danzante, all’aperto, nel grande giardino della villa. A Rimini, dove il ritorno della movida non si è fatto attendere, i night lovers hanno esordito con un “è bellissimo”; aria di festa, di socialità, voglia di muoversi in libertà e, perché no, di sognare, pur nel rispetto delle doverose regole. Il presidente della SILB Emilia Romagna Indino, poi, denuncia il problema dell’abusivismo; “I ritardi nella riapertura - commenta a Il Resto del Carlino - possono scaturire il dilagare delle feste abusive, contro cui ci adopereremo con le giuste denunce”, ricordando come il 20 % dei locali è destinato alla chiusura.

Stessa cosa pronosticata e temuta, in Veneto, da Fabio Facchini, presidente SILB Vicenza, prima della notizia dell’apertura di Villa Bonin, dopo quattro mesi di incertezze, che hanno inevitabilmente portato alla ricostruzione, a partire dalle fondamenta, di divertimento, socialità e svago: si balla muniti di mascherina e si socializza a un metro di distanza. Meglio di niente. Rimanendo in Veneto, ma spostandoci verso le spiagge, a Jesolo, cuore pulsante della movida estiva e tra le mete turistiche più gettonate, che ha nell’industria dell’intrattenimento i suoi principali introiti, quattro locali su sette si sono convertiti a ristorante, sospendendo la licenza di pubblico spettacolo. Il prolungarsi di questa sospensione è affidato alla discrezione delle singole discoteche, in base all’analisi di costi e introiti.

In Emilia Romagna e Veneto, però, è ammesso il ballo di coppia rispettivamente tra conviventi e congiunti, per somma gioia degli appassionati di liscio, tango e latino americano, in astinenza da mesi.

Si riparte a singhiozzo, invece, in Toscana, dove l’apertura è stata anticipata al 13 giugno con possibilità di ballare negli spazi esterni; molte discoteche, tra cui il Boccaccio di Calcinaia, nonostante siano all’aperto, hanno deciso di rimanere chiuse, a causa delle regole stringenti, giuste, ma impossibili da far rispettare; della stessa idea sono altri due locali notturni storici di Firenze, il Tenax e lo Space, che denunciano la situazione di crisi e auspicano un aiuto dello stato, pena il fallimento e la chiusura.

Non va meglio in Liguria, dove gli imprenditori del settore hanno imbracciato cartelli di protesta e si sono presentati a Montecitorio per lamentare la mancanza di sussidi e di ascolto nei loro confronti, loro che sono gli unici professionalmente competenti per gestire il divertimento ed evitare il danno e la beffa di aggregazioni incontrollate di giovani nelle piazze, fatto accaduto a più riprese in tutta Italia, da nord a sud, e che ha alimentato le proteste. La prima discoteca a riaprire nella regione, coniugando divertimento e sicurezza, è stata La Suerte: un sabato sera definito “normale”, con tutte le precauzioni del caso – mascherine, distanziamento, termo scanner, prenotazione obbligatoria e riduzione della capienza, nonché la responsabilità dei tanti giovani presenti. E questa apertura ne ha scaturite altre a ruota, rimettendo in moto la macchina degli eventi in Liguria.


Ancora senza ballo le serate estive nel Lazio, dove le discoteche hanno riaperto ufficialmente il 15 giugno, ma si torna a ballare dal primo luglio. Per ovviare al problema del distanziamento in pista, Le Terrazze, in zona Eur, a Roma, ha deciso di eliminare il dance floor e di dare la possibilità di ballare solo intorno al proprio tavolo, adeguatamente distanziato dagli altri. In generale, però, dal prossimo mese l’attività di ballo è consentita purché negli spazi esterni.

Verso una riapertura pressoché totale si sta dirigendo la Campania, che dopo l’incontro tra il governatore De Luca e le associazioni del settore, ha dato il via libera ufficiale alle serate estive.

Della stessa portata anche la decisione di Puglia e Sicilia. In Puglia Pier Luigi Lopalco, epidemiologo a capo della task force per l’emergenza, ha dato il suo appoggio all’apertura delle discoteche all’aperto, osservando come il virus non stia circolando attivamente nella regione e paragonando il rischio di contrarlo in discoteca a quello di contrarlo a una cena a casa di amici. Buone notizie, quindi, per il Praja di Gallipoli, che ha già festeggiato la serata inaugurale il 19 giugno, non senza polemiche, sui social, per gli assembramenti eccessivi e il mancato utilizzo della mascherina; il titolare, Pierpaolo Paradiso, risponde alle critiche basandosi sui dati, bassi, dei contagi e facendo leva sui grandi spazi all’aperto del suo locale, che garantiscono divertimento in sicurezza. In Sicilia, nonostante le iniziali titubanze dei gestori, che, in molti, hanno preferito puntare sul food, il ritorno in discoteca è stato un successo. Percorsi differenziati di entrata e uscita, ingressi contingentati, conta-persone digitale e ballo su bollini che formano una griglia misurata per garantire il distanziamento, ma anche tanta voglia di scatenarsi con gli amici e la mascherina sempre a portata di mano.

Diversa, invece, è la situazione in Piemonte e, soprattutto, in Lombardia, dove le linee guida seguono il decreto ministeriale, che prevede la riapertura per il prossimo 14 luglio. A Torino famose discoteche della città, tra cui il Life, il The Beach e il Supermarket, hanno firmato un documento di protesta nei confronti dei locali del centro che non rispettano i divieti di assembramento, mentre loro sono costretti alla chiusura forzata per altre tre settimane; lamentano la mancanza di equità e il rischio di vanificare gli sforzi fin qui fatti.
In Lombardia, a Milano, i locali che possono riaprono come ristoranti; ne è un esempio l’Old Fashion, immerso nel verde di Parco Sempione, nonostante, commenta Cominardi, titolare del locale, “I costi sono più alti e i guadagni inferiori”; riapre come lounge bar il The Beach, con una nuova cocktail list e reinventato nello stile. Getta la spugna, invece, il Bobino: “Impossibile lavorare così”, dice il gestore Andrea Granata, che ne dà l’annuncio su Facebook. La regione non si è espressa diversamente rispetto all’ultimo Dpcm, quindi la data di ripartenza è prevista per il 14 luglio, contagi permettendo.

Non si è pronunciata neanche la Sardegna, meta privilegiata delle vacanze di italiani e stranieri. Lo slittamento a luglio ha scatenato polemiche tra i gestori, che hanno evidenziato, come tanti, la difficoltà di ripartire con tali regole, ancora confuse, e, soprattutto, il tracollo del settore; lo testimonia Federico Cordeddu del Soho Discoclub, che denuncia la disperazione delle famiglie con membri operanti nell’intrattenimento, in cassa integrazione o senza sussidi.

Il 19 giugno, invece, via libera alle discoteche in Friuli Venezia Giulia e in Calabria; in quest’ultimo caso sia all’aperto che al chiuso.

Uno sguardo sul mondo

A Ibiza, l’isola che vive grazie all’industria del turismo e, soprattutto, del divertimento notturno, pare che la stagione 2020 non sia proprio destinata a decollare, anzi, “arrivederci all’anno prossimo”. Bar, ristoranti e piscine delle Baleari, invece, potranno riaprire con una capienza notevolmente ridotta.
In Spagna club e discoteche hanno riaperto l’8 giugno, ma le norme sono assai stingenti, il che potrebbe comportare la chiusura definitiva di diversi locali e la perdita di posti di lavoro.
Alle Canarie ripartenza prevista per luglio, in concomitanza con la riapertura ai turisti stranieri, indispensabile fonte di reddito.
Anche in Grecia e a Malta le discoteche sono sottoposte a rigidi protocolli di sicurezza, ma, senza il turismo, faticano a riprendersi dalla crisi.
A Las Vegas i locali notturni si reinventano e si trasformano in lounge bar, posti ideali per un cocktail pre o after dinner, con musica, ma senza dj, e in piscine.


La situazione è senza dubbio difficile, inutile negarlo, ma la cosa eccezionale è che pur nella crisi nera in cui si trovano, le discoteche e i locali che hanno potuto riaprire l’hanno fatto con stimabile spirito di iniziativa e un entusiasmo sorprendente. Sono stati i primi a chiudere quando le circostanze lo richiedevano, mostrando responsabilità e buon senso, sono e saranno gli ultimi a riaprire, senza garanzie. Quanto mai doveroso, allora, adesso che si può tornare a frequentarli più o meno dappertutto, qui in Italia, aiutare i locali a rialzarsi, nello stesso modo in cui loro risollevano noi quando attaccano la musica, ci fanno scatenare e dimentichiamo il 99% dei problemi. Quindi, visto che siamo in tema, concludiamo in musica con una crasi tra due dei tormentoni dell’estate 2020, che ben rappresentano la nostra situazione attuale - perché covid o non covid cantare a squarcia gola non è vietato: ho una voglia assurda di ballare un reggae in spiaggia, ho una voglia assurda di fare tardi la sera. Da leggere rigorosamente a ritmo!

Foto di copertina di Jakob Owens su Unsplash
Foto interne di Jason Blackeye, Levi Guzman e Nick Fewings su Unsplash

  • CLUBBING

scritto da:

Annalisa Toniolo

Abitudinaria e noiosa, a tratti eccentrica e briosa: bipolare, forse. Quella dell’aperitivo delle 18.30 spaccate nel solito posto, ma anche quella che, nel cenare due volte nello stesso locale, ci vede un’occasione sprecata. A dieta, sempre, ma solo dal lunedì al venerdì.

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