Italia (quasi) tutta gialla: aumentano le richieste di aprire fino alle 22.00

Pubblicato il 8 febbraio 2021 alle 21:55

Italia (quasi) tutta gialla: aumentano le richieste di aprire fino alle 22.00

L'Italia si tinge quasi tutta di giallo e aumenta la pressione per poter aprire fino alle 22.00. Per ora il Cts non si sbilancia. La decisione arriverà il 5 marzo

Con una Italia quasi del tutto gialla a partire da oggi, lunedì 8 febbraio, aumenta la pressione per l'apertura dei locali fino alle 22.00. A questa richiesta di aggiunge quella di aprire a pranzo in zona arancione. Per ora il Cts non si sbilancia. 

Il miglioramento generale 

La notizia più confortante è un abbassamento generale dell'indice Rt nazionale che si attesta in quasi tutte le regioni intorno allo 0.84 di media (secondo l'ultimo report diffuso dall'Istituto Superiore di Sanità). Per questo il passaggio alla zona gialla avverrà in tutte le regioni ad esclusione di Provincia Autonoma di Bolzano, Puglia, Sicilia, Umbria che sono arancioni. 

Nonostante non ci siano regioni in zona rossa (né in zona bianca), alcune hanno predisposto alcune regole più restrittive prevoste fino al 21 febbraio per singole microaree rosse. Ecco dove: 
- in Umbria, nei comuni della Provincia di Perugia, Amelia, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Lugnano in Teverina, Montegabbione e San Venanzo della Provincia di Terni. 
- In Toscana a causa della presenza di casi di variante brasiliana e sudafricana l'area di Chiusi nel senese sarà rossa per una settimana. Chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado e l'attivazione della didattica a distanza.
- in Abruzzo sarà zona rossa l'area di Tocco da Casauria
- in Sicilia, il presidente della Regione Nello Musumeci ha previsto già da venerdì 5 febbraio  l'entrata in vigore della zona rossa per Tortorici nel messinese
- in Alto Adige: il governatore regionale ha predisposto tre settimane di lockdown
- In Molise: 27 comuni. Micro aree rosse a Termoli, Acquaviva Collecroce, Casacalenda, Castelmauro, Civitacampomarano, Colletorto, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Mafalda, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Palata, Petacciato, Portocannone, Ripabottoni, Rotello, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Tavenna e Ururi

La pressione dei ristoratori sul Governo dimissionario

Anche alla luce del miglioramento in quasi tutta Italia, aumentano le richieste accorate dei ristoratori e dei gestori di bar e locali serali nei confronti del Governo (al momento in piena crisi) per poter aprire le loro porte al pubblico oltre le 18.00, fino alle 22.00, ora del coprifuoco. A questo si aggiunge l'appello per poter aprire a pranzo anche nelle zone arancioni. La richiesta dell'apertura serale era già stata lanciata dal Presidente della Regione lombarda Fontana (ne avevamo parlato settimana scorsa in questo articolo). Oltre a lui si sono esposti in tal senso altri esponenti di spicco del panorama politico italiano oltre che di associazioni di categoria.

In primis il Governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, che, in un post facebook del 5 febbraio, si era detto speranzoso in questo senso. 

Ristoranti aperti la sera in zona gialla e a pranzo in zona arancione: è arrivato finalmente il parere favorevole del...

Pubblicato da Giovanni Toti su Venerdì 5 febbraio 2021

La risposta del Cts e del ISS

In realtà, in una riunione del 26 gennaio in risposta al Ministero dello Sviluppo economico che chiedeva di favorire la ripresa di bar e ristoranti, il Cts aveva già espresso la sua contrarietà. 

Secondo il Cts, non solo la situazione epidemiologica evidenzia ancora un rischio moderato/alto, ma c'è anche da tenere in conto la peculiarità del settore della ristorazione che, a detta del Cts, presenta alcune "criticità" dovute al mancato uso delle mascherine.

Inoltre, secondo il Comitato Tecnico Scientifico, bisogna tenere sotto controllo un possibile aumento dei casi dovuto alla ripresa delle scuole in presenza (bisognerà attendere almeno 14 giorni per valutarne l'impatto).

Nonostante un generale miglioramento, sembrano preoccupare le varianti del virus, registrate anche nel nostro Paese.
Per questo il Cts lascia al Governo (non appena si risolverà la sua crisi) eventuali valutazioni in merito. 

Parere confermato anche dall'Istituto superiore di sanità (ISS) che rilancia l'allarme: la situazione epidemiologica è in peggioramento, anche a causa delle varianti del Covid ormai diffuse in diverse regioni, con il rischio concreto di un rapido aumento della diffusione del virus.

Le ipotesi in vista del nuovo Dpcm

Le carte in tavola difficilmente cambieranno prima del 5 marzo, giorno della scadenza dell'ultimo Dpcm firmato dal premier uscente Conte. Tuttavia c'è ancora speranza. 

Ad oggi è stata presentata al Cts una lista di suggerimenti sorti dallo studio del "Protocollo dei gestori dei locali pubblici". Ecco le nuove misure proposte:
- Obbligo del rispetto del distanziamento fisico, dell'impiego delle protezioni, del rilevamento della temperatura e dell'igienizzazione
- uso continuativo della mascherina per tutti e distanziamento di almeno un metro fra clienti e fra tavoli
- calcolo del numero massimo di persone che possono entrare nel locale, in base alla capienza dello stesso
- mantenimento della distanza di almeno un metro tra le persone evitando assembramenti alle casse e al bancone

Il Cts prende tempo per valutare la curva dei contagi aggiornata e si impegna, comunque, ad analizzare il protocollo ufficiale entro la scadenza dell'attuale Dpcm di inizio marzo. 

Photo by Sandra Seitamaa on Unsplash

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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