#Noisiamolabirra: la voce di protesta dei birrifici sui social

Pubblicato il 8 febbraio 2021 alle 17:42

#Noisiamolabirra: la voce di protesta dei birrifici sui social

Un fatturato dimezzato e lavoratori in cassa integrazione. Sui social si diffonde forte e chiara la voce dei lavoratori dei birrifici che rischiano di chiudere

Un fatturato 2020 dimezzato rispetto a quello del 2021 e quasi il 70% di attività con dipendenti in cassa integrazione. I numeri dei birrifici indipendenti sono preoccupanti. Per questo si uniscono e, attraverso la promozione di Unionbirrai (associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti) chiedono la riapertura dei locali anche nelle ore serali per poter ricominciare a lavorare. Lo fanno anche attraverso una nuova iniziativa. Con l'hashtag #noisiamolabirra, lanciano una campagna di sensibilizzazione sul problema. L'hashtag proviene dal motto “Noi siamo la birra, non lasciateci soli” dei titolari e dipendenti dei birrifici artigianali italiani che si sono uniti in un urlo di protesta e han messo a punto una manifestazione virtuale attraverso i social. 

Così, a partire da oggi, 8 febbraio, si possono ascoltare i messaggi provenienti dalle donne e dagli uomini che in 25 anni hanno dato vita al movimento della birra artigianale italiana.   

La crisi del settore 

Le restrizioni dell’ultimo anno stanno mettendo a dura prova un settore che, dalla sua nascita nel 1996, per 25 anni è cresciuto costantemente diffondendosi su tutto il territorio nazionale. 

Seppur individuato tra quelli operativi, oggi risente direttamente delle limitazioni sugli esercizi di somministrazione. Nel corso dell'aggravarsi della situazione pandemica gli impianti sono stati fermati totalmente o parzialmente. Il loro fatturato in media risulta essere dimezzato nel 2020 rispetto all’anno precedente. Inoltre quasi il 70% dei birrifici artigianali ha usufruito nell’ultimo anno della cassa integrazione per i propri dipendenti.

La protesta attraverso le stories

Per questo i birrifici indipendenti hanno scelto di far sentire la loro voce attraverso alcuni video veicolati sui social, in cui raccontano la voglia di riaccendere gli impianti e sostenere la necessità di una riapertura stabile e in sicurezza dei pubblici esercizi, anche nelle ore serali, per ridare di conseguenza vita ad un settore il cui mercato di vendita è quasi esclusivamente connotato nei pub e ristoranti. Motivazione per cui già da tempo Unionbirrai si batte per uno specifico codice Ateco che differenzi la produzione di birra artigianale da quella industriale, due prodotti per natura estremamente differenti, con l’obiettivo che alla birra artigianale sia riconosciuta la sua caratteristica di prodotto fresco e con elevata deperibilità, e che ha nella maggior parte dei casi una shelf life estremamente ridotta a differenza della maggior parte dei prodotti industriali.

L'obiettivo

L'obiettivo è quello di far sentire la voce del mondo dei birrifici indipendenti e puntare l’attenzione sulle difficoltà che il settore sta affrontando a seguito della pandemia e delle restrizioni ad essa connesse. 
Si vuole sottolineare la volontà dei produttori di birra artigianale di riaccendere gli impianti e ripartire con la loro attività, quasi totalmente ferma negli ultimi mesi di conseguenza al blocco del canale Ho.Re.Ca. Un doppio appello da parte dei birrifici artigianali: da una parte alle istituzioni per sottolineare la necessità che si riporti equilibrio nella filiera e nel comparto della ristorazione, dall’altro ai consumatori perché sostengano “la rivoluzione nel bicchiere” scegliendo di bere la birra artigianale italiana.

Ecco il video introduttivo sull’iniziativa: 


Qui i canali per seguire #noisiamolabirra: 
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Photo by George Cox on Unsplash
 

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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