Svezia: l'etichetta intelligente con le emissioni di carbonio

Pubblicato il 22 febbraio 2021 alle 09:36

Svezia: l'etichetta intelligente con le emissioni di carbonio

Una etichetta innovativa che segna quanto carbonio è stato emesso per produrre un prodotto. L'idea innovativa della svedese Felix

Come si sensibilizza la popolazione mondiale ad una spesa più consapevole? Un'azienda svedese ha avuto un'idea davvero innovativa: indicare sull'etichetta del prodotto in vendita al supermercato le emissioni di carbonio che sono state necessarie per la sua produzione. Un modo nuovo ed intelligente per guidare meglio il consumatore attento al benessere dell'ambiente e promuovere una spesa più etica. 

Che cos'è l'etichetta intelligente? 

Se ne parla ormai da diversi anni anche in Italia ma in Svezia, è stata avviata la sua diffusione nei supermercati. A metterla a punto è l'azienda svedese Felix. Si tratta di una etichetta che indica, oltre alle altre informazioni previste per legge, anche una scala di "impatto ambientale" del prodotto. Il valore spiega quante emissioni di carbonio sono state prodotte per creare quello specifico aliemento.

L'1 ottobre 2020, Felix ha aperto a Stoccolma un negozio temporaneo chiamato The Climate Store. Si trattava di un temporary store ormai chiuso pensato per lanciare l'dea. 

La scala di riferimento 

Se si visita il sito dell'azienda, si può notare sotto ogni prodotto una scala di valori che va da "alta imrponta climatica" a “bassa". Fanno parte di quest'ultima categoria tutte le referenze in linea con l’obiettivo stabilito dall’Accordo di Parigi delle Nazioni Unite, in base al quale è necessario dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 per evitare di superare 1,5 gradi di riscaldamento globale. 

Più inquina più è costoso 

La seconda idea interessante di Felix è stata quella di proporre non solo l'etichetta intelligente con l'indicazione delle emissioni di carbonio ma anche rendere più oneroso un prodotto che inquina di più. Quindi, più sono le emissioni di carbonio prodotte dalla referenza che si acquista, più si spende. Questo rende consapevole il consumatore per ben due volte perché viene guidato ad acquistare in modo più consapevole. 

In che modo? Oltre all'etichetta intelligente secondo il "sistema" pernsato da Felix, ai clienti viene assegnato un budget per la spesa. Ogniuno ha a disposizione 19 kg di equivalenti di anidride carbonica a settimana. Il prezzo del cibo, quindi, non è espresso in moneta locale ma con l’equivalente in kg di anidride carbonica emessa (“CO2e”). 

Anche in Italia l'attenzione cresce 

Carbon Trust, azienda di esperti indipendenti la cui missione è favorire e accelerare la transizione verso un'economia sostenibile e a ridotte emissioni di carbonio, già nel 2019, aveva divulgato uno studio in cui si asseriva che anche l'85% italiani sarebbero stati d'accordo ad una indicazione in etichetta dell'impatto ambientale per la produzione di ogni prodotto. Con la pandemia questa percentuale è di sicuro aumentata visto il crescente interesse per l'ambiente e i problemi legati ai cambiamenti climatici. 

Felix ha messo a punto un modo nuovo per sensibilizzare le persone il più possibile su un argomento quanto mai delicato affrontato anche dal neo Presidente del Consiglio Draghi nel suo discorso al Senato del 17 febbraio scorso nel quale afferma: 

"Quando usciremo, e usciremo, dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di 12 mesi sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente. Prima o poi la luce ritorna, e tutto ricomincia come prima. La scienza, ma semplicemente il buon senso, suggeriscono che potrebbe non essere così. Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall’inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all'uomo." E continua: "Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane."

Più carne sintetica nei Paesi sviluppati: l'appello di Bill Gates

Nel frattempo Bill Gates nella top 10 delle persone più ricche ed influenti del mondo, ha da poco reso noto un suo appello in una intervista per la rivista MIT Technology Review, affinchè tutti i Paesi sviluppati del mondo si avviino verso il consumo esclusivo di carne vegetale. 

Come afferma nell'articolo, Bill Gates si rivolge solo ai Paesi già sviluppati perché le tecniche di produzione della carne coltivala sono molto onerose. Una strategia drastica che però potrebbe apportare velocemente dei miglioramenti a livello di impatto ambientale. 

Basti pensare che le stime del consumo di carne e delle emissioni di gas metano che ne derivano sono preoccupanti. Come affermato dall'articolo di Cook che riprende la notizia: a ogni chilo di carne di maiale o di pollame corrisponde una quantità di anidride carbonica che varia da 3,2 a 4,6 chilogrammi, mentre per la produzione di manzo l’anidride carbonica generata sfiora i 60 chilogrammi.  

Photo Credits: Pagina Facebook Felix

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