Vino nella black list europea degli ingredienti cancerogeni

Pubblicato il 5 febbraio 2021 alle 07:12

Vino nella black list europea degli ingredienti cancerogeni

Il vino è equiparato al fumo ed è inserito nella black list del Piano Europeo di Lotta al Cancro. Immediate le reazioni di Unione Italiana Vini e di Confagricoltura Toscana. Il settore, simbolo della dieta mediterranea, conta in Italia 1,3 milioni di addetti

Il mondo del vino è sotto attacco. La Commissione Europea ha presentato il 3 febbraio 2021 il Piano Europeo di Lotta contro il cancro, priorità fondamentale della Commissione Von der Leyen. L'alcool, inteso come un unico grande settore (senza distinzione di livello alcolico, tipologie e qualità di prodotto) è equiparato al fumo. Immediata la reazione di Unione Italiana Vini e di Confagricoltura Toscana. 

Il provvedimento, unito alla crisi dovuta alla pandemia, rischia di abbattersi come una nuova pesante stangata sul mondo enologico che rende grande il nostro Paese nel mondo. 

Una stangata epocale sulla Toscana 

In un comunicato diffuso quest'oggi Confagricoltura Toscana si è fatta subito sentire sul provvedimento in atto in Europa. Si afferma che l'Europe's Beating Cancer Plan sia un documento destinato a cancellare i fondi destinati alla promozione di vino, carni e salumi  e che voglia introdurre etichette dissuasive sopra questi prodotti, segnalati come cancerogeni. Per l'agricoltura della Toscana rappresenterebbe un danno enorme sia d'immagine che in termini di vendite.

Francesco Colpizzi, presidente Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana racconta: "Sarebbe la batosta finale dopo gli ultimi mesi difficilissimi. Una beffa dall'Unione Europea, che in questa situazione drammatica, apre di fatto una guerra alla produzione mediterranea e al Made in Italy".  E continua: "Forse non ci rendiamo conto della portata di questa decisione se sarà approvata. Una scelta che danneggerebbe in modo massiccio soprattutto piccoli e medi coltivatori che vivono da decenni grazie alla terra. Una fetta consistente dell'economia regionale si base sull'esportazione di vino, carni e salumi. E' una colonna portante del nostro Pil".

La richiesta di Confagricoltura Toscana

Confagricoltura chiede immediatamente un intervento di tutela da parte del Governo e della Regione. Prosegue Colpizzi: "Il presidente Eugenio Giani e i vertici di Stato si facciano sentire. Questo è un colpo diretto alla nostra economia, all'identità gastronomica e produttiva del Paese. Non possiamo accettare alcuna etichetta allarmistica. Davvero stiamo paragonando un panino al prosciutto o un bicchiere di vino, spesso indicato anzi come salutare, al consumo delle sigarette? Un piano di azione, quello europeo, che si spaccia a tutela della salute senza avere solide basi medico-scientifiche. L'unica conseguenza certa sarebbero le ripercussioni devastanti sulla nostra economia".

Anche l'Unione Italiana Vini si fa sentire

Immediata la reazione anche dell'Unione Italiana Vini (UIV) che diffonde un comunicato nel quale dichiara l'inaccettabilità dell'inserimento del vino nella black list della Europe's Beating Cancer Plan. 

Ecco le parole del segretario generale di UIV Paolo Castelletti: “La comunicazione del Piano di azione della Commissione europea per combattere il cancro è preoccupante. Troviamo forviante il principio per il quale il consumo di alcol sia considerato dannoso a prescindere da quantità e tipologia della bevanda. Ancora più inique di questa premessa sono le proposte del piano che vedono assimilare il consumo di vino al fumo, con la conseguenza di azzerare un settore che solo in Italia conta su 1,3 milioni di addetti e una leadership mondiale delle esportazioni a volume”. 

E continua: "Siamo preoccupati dalle ricette proposte da DG Sante: claim obbligatori che demonizzano il vino, da un lato, e, dall’altro, le proposte di rivedere la tassazione sull’alcol e la restrizione degli acquisti transfrontalieri che rischiano di creare fenomeni di mercato nero e di contrabbando. Non sono misure risolutive a favore di un consumo responsabile, che rimane l’unica vera ricetta contro i rischi alcol-correlati. L’intenzione - anch’essa contenuta nella comunicazione - di modificare la policy in materia di promozione potrebbe avere un serio impatto sugli strumenti della politica agricola comune che hanno l’obiettivo di aumentare la competitività delle imprese sui mercati internazionali”.

Secondo Sandro Sartor, responsabile tavolo vino e salute Uiv e presidente di Wine in Moderation, l’associazione europea che promuove la cultura del consumo consapevole e del bere responsabile: “Sono sorpreso nel leggere che non venga fatta distinzione tra uso e abuso in questo testo. Siamo del tutto convinti che il consumo moderato e responsabile del vino, in particolare all’interno della dieta mediterranea e combinata con un sano stile di vita, sia del tutto compatibile con una vita sana e, come confermato da numerose evidenze scientifiche a tutti disponibili ed accessibili, non sembra far aumentare il rischio di cancro”.

La richiesta di UIV

Unione italiana vini accetta il senso generale dell’iniziativa della Commissione e si dice pronta a collaborare, come già fa nell’ambito del programma Wine in Moderation ma prende le distanze dalle decisioni prese in merito al vino. L'associaizione, che rappresenta l’85% dell’export italiano di vino, ci tiene a sottolineare la sua netta convinzione: il rischio di cancro non può essere valutato in maniera isolata ma nel contesto del modello culturale, alimentare, delle quantità del bere e dello stile di vita.

Photo Credits: ​Photo by Kym Ellis on Unsplash

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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