Da antico carcere cittadino a rinomato ristorante, la valorizzazione del patrimonio raccontata da Stefano

Pubblicato il 11 ottobre 2021

Da antico carcere cittadino a rinomato ristorante, la valorizzazione del patrimonio raccontata da Stefano

A pochi passi da Piazza Sedile, in una delle strade più belle del centro storico di Matera, il ristorante "La Gattabuia" fa capolino dalla pietra, ricavato da un antico sottano che, anticamente, era adibito alle carceri cittadine. Una storica prigione del ‘600, sapientemente ristrutturata nel rispetto di un contesto che  è oggetto di recupero e valorizzazione culturale.
Il signor Stefano Tricarico ha risposto ad alcune domande su questo particolare, quanto autentico locale dell'antica città dei Sassi di Matera.


Come nasce La Gattabuia?



Matera è, ormai, nel pieno della sua rivalutazione culturale. Ciò che prima erano locali decadenti e malvisti, oggi sono i piccoli "tesori" di una delle città più antiche del mondo. "La Gattabuia" nasce in quello che, anticamente, era un piccolo carcere cittadino. Umido, piccolo, malfamato, oggi, invece, è stato completamente ristrutturato e cerchiamo di fare del nostro meglio per soddisfare le richieste anche dei clienti più esigenti. Il tutto è nato dalla nostra profonda passione per i vini e il buon cibo e, quando abbiamo aperto, eravamo completamente inesperti e neofiti, ma l'esperienza è stata la nostra più severa maestra. Col tempo, abbiamo imparato a capire i clienti e come funziona il mondo della ristorazione, ben consapevoli, tuttavia, di quanto il percorso sia ancora molto lungo.


Che cosa prevede il vostro menù?

 

Sebbene le tradizioni del posto siano le colonne portanti della nostra tavola, non ci fermiamo solo alla città di Matera, amando esplorare ed entrare in contatto con collaborazioni sempre nuove. Guardiamo a tutta la provincia, fin'anche alla vicinissima Puglia. Per noi, conta valorizzare tutto il territorio e ogni piatto merita la dovuta attenzione, in quanto portatore di una storia tutta sua. Il comune denominatore è una cucina che guarda alla qualità delle materie prime, nel rispetto della stagionalità. Non mi sento di consigliare un piatto in particolare. Tutti i piatti del nostro menù sono stati ideati con l’obiettivo di rispettare ed esaltare gli ingredienti di ogni portata.


E la cantina, invece?

 



Come si può vedere anche dal semplice arredamento del locale, per noi i vini sono fondamentali. Accompagnano le pietanze e, anche in questo caso, ci piace spaziare, offrendo, infatti, qualche vino francese. Tuttavia la nostra priorità rimane sempre la valorizzazione del territorio e, in tal senso, non ci manca davvero nulla. Consigliare un vino nello specifico, un nome o un'annata, sarebbe altamente riduttivo. Solo entrando, i clienti sanno che avranno una scelta pressoché infinita ed è questo ciò a cui noi puntiamo: dare la possibilità ai nostri ospiti di conoscere il territorio attraverso un'ampia varietà di nomi.


Organizzate eventi?

 

A causa delle restrizioni legate alla pandemia, ci stiamo ancora riorganizzando. Necessitiamo di personale ben formato e, nel frattempo, stiamo puntando tutto sulla ristorazione. Al momento, arriviamo fino a 50 coperti e, su richiesta, organizziamo piccoli ricevimenti, feste di laurea e compleanni senza grandi pretese per numero di invitati. Per lo stesso motivo, al momento non prepariamo aperitivi o cocktail. Ci stiamo rimettendo in carreggiata e, la nostra priorità, rimane la ristorazione.


Cosa ami particolarmente del tuo lavoro?



La gente! Vivere il centro storico di Matera significa parlare e confrontarsi con persone che provengono da ogni parte del mondo. Questo lavoro mi permette di fare proprio questo, ma non solo. Da quando abbiamo aperto "La Gattabuia", pian piano ho anche imparato come affrontare le critiche, a renderle costruttive senza permettere che mi facessero troppo male. Avere a che fare con le persone significa anche questo. Per cui non c'è una cosa che mi infastidisce particolarmente, un atteggiamento o cose simili. Semplicemente, faccio una cernita, cercando di non farmi abbattere mai troppo da recensioni o discussioni palesemente provocatrici o pretestuose.


Obiettivi per il futuro?

 

Sicuramente ampliare e formare il personale ma, per il momento, va bene così. Riusciamo a coprire senza problemi le ordinazioni e i clienti vanno via soddisfatti. La ricerca di nuovi stimoli è la base della nostra attività e speriamo, solo, che non ci saranno più altre restrizioni a limitare il lavoro dei ristoratori. Ripartire è la parola d'ordine e, di certo, l'entusiasmo e quell'antico amore per il cibo e il buon vino che ci spinse verso questa nuova avventura non manca mai!

Foto di copertina dalla pagina facebook del rispettivo locale

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Paola Montemurro

Sono un po' nerd e un po' romantica. Se in una discussione vengono fuori i nomi di Darth Vader e Jane Austen, torno a casa appagata. La scrittura è il mio pane quotidiano e i fogli bianchi sono tutto ciò che chiedo per sorridere ed essere felice.

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