La ristorazione un anno dopo tra difficoltà, sfide vinte e progetti futuri

Pubblicato il 8 aprile 2021 alle 07:32

La ristorazione un anno dopo tra difficoltà, sfide vinte e progetti futuri

TheFork presenta uno studio sull'impatto della pandemia sulla ristorazione. Le difficoltà sono ancora tante ma il settore ha saputo reinventarsi. Come non farsi trovare impreparati per la ripartenza

In attesa della tanto attesa riapertura dei ristoranti TheFork, l'app di prenotazione online con oltre 80.000 Partner in 22 Paesi del mondo, ha pubblicato oggi uno studio sull'impatto del Covid sull'intero settore. Secondo quanto emerge dai dati, nonostane le enormi difficoltà avanzate, i ristoranti hanno saputo reagire al meglio alle continue aperture e chiusure dimostrando un ottimi spirito di adattamento e versatilità. Oltre a questo hanno attivato canali nuovi che, secondo le previsioni dell'app, non si esauriranno con le riaperture post-Covid. 

Ristoranti: la ferita è ancora aperta 

La situazione nella quale versano tutt'ora i ristoranti, dopo un anno di pandemia e di chiusure quasi ininterrotte, è molto grave. Lo scenario è ben spiegato nel commento di Andrea Arizzi, Head of New Business di TheFork: “L’industria della ristorazione è gravemente ferita da oltre un anno di mancata attività. In questi mesi ha però dimostrato una grande resilienza e capacità di aggiornamento attraverso la crescita della digitalizzazione. Siamo stati al fianco dei nostri Partner con varie iniziative: abbiamo offerto la nostra piattaforma per pubblicizzare le loro attività di delivery gratuitamente, sviluppato le Gift Card (carte regalo), annullato le commissioni per le versioni più avanzate del gestionale e molto altro. Queste attività si sono tradotte in un investimento complessivo a livello globale di quasi 25 milioni di euro. E siamo già al lavoro per prepapare al meglio la riapertura.” 

Nonostante questo, secondo quanto emerge dallo studio di TheFork, nel 2020 i ristoranti hanno potuto comunque fare affidamento su una clientela affezionata che si è mantenuta quasi intatta.

Infatti la riapertura estiva dei ristoranti dopo la prima ondata ha registrato risultati incoraggianti per il settore. A livello europeo, il comparto ha attraversato tre mesi difficili da marzo a maggio 2020. Tuttavia, durante i mesi estivi, il settore è riuscito a recuperare un numero accettabile di commensali rispetto al 2019, anche se inferiore agli anni precedenti a livello globale: -24% a luglio, -18% ad agosto (fonte: SimilarWeb, settembre 2020). Questa diminuzione può anche essere collegata al fatto che in alcune zone erano ancora in vigore restrizioni con una conseguente riduzione dei posti disponibili.

Grandi città: le più penalizzate

La ripresa ha mostrato disparità geografiche e penalizzato soprattutto le grandi città, probabilmente perché private del turismo straniero. Parigi, Lione, Madrid, Barcellona, Roma, Milano, Amsterdam, Rotterdam, Ginevra, Losanna, Lisbona, Porto, Bruxelles, Stoccolma, Copenaghen hanno segnato un -39% * a luglio e agosto. Il decremento è stato complessivamente inferiore nelle aree turistiche europee attestandosi complessivamente a -27% a luglio e -14% ad agosto. In particolare nelle località di villeggiatura italiane la performance estiva è stata particolarmente positiva al punto che nelle province di Ancona, Livorno e Siracusa e nella città metropolitana di Napoli è stata riscontrata una crescita percentuale dei coperti prenotati che risultano superiori al 2019.

Questa ripresa si è verificata soprattutto grazie alla popolazione locale e al turismo interno mentre sono calati drasticamente rispetto al 2019 i viaggiatori internazionali. Interessante notare che il numero totale di commensali non è diminuito drasticamente, il che significa che i clienti domestici hanno compensato la perdita di domanda internazionale.

Parole d'ordine: creatività e agilità 

I mesi difficili del 2020 e i primi del 2021 hanno messo di certo a dura prova tutti gli esercizi HoReCa. I ristoranti hanno dovuto per forza reinventarsi diversificando la loro attività. Per questo si è registrato un aumento esponenziale di servizi di consegna a domicilio e di take-away, comunque consentiti anche in zona rossa.

Si è assistito, inoltre, ad un incremento considerevole dei servizi digitali. Secondo i file interni di analisi di TripAdvisor, il 64% dei ristoranti ritiene che gli strumenti digitali abbiano aiutato nel corso della crisi.

Ancora tante difficoltà: gli aiuti non bastano

Secondo quanto emerge dallo studio TheFork, gli aiuti statali non sono bastati ma sono stati largamente utilizzati. Infatti il 52% degli intervistati ha applicato la cassa integrazione a tutto il personale mentre quasi il 20% lo ha fatto per più della metà del personale e solo grazie a queste misure, circa il 70% delle aziende è riuscito a non licenziare nessuno dei propri dipendenti.

Poi c'è il 24% che ha dovuto licenziare parte del personale e il 6% che ha dichiarato di aver lasciato a casa tutto lo staff. Il 73% dei ristoranti intervistati ha detto di aver ricevuto aiuti governativi, mentre il 27% ha dichiarato di non aver ricevuto nulla. Dei ristoranti che hanno ricevuto aiuti finanziari, quasi tutti (92%) si sono detti insoddisfatti e hanno trovato l'importo troppo basso per sopravvivere.

La previsione: il boom dopo la riapertura

Nonostante il contesto, andare al ristorante è una delle esperienze che manca maggiormente agli utenti. Nello studio di TheFork condotto dall'app in Italia a gennaio 2021 emerge che, su oltre 5.000 utenti, il 52% andrà al ristorante appena possibile e lo farà più che in passato. 

Solamente il 4% degli intervistati si dice ancora dubbioso e vuole aspettare la fine assoluta della pandemia.

La metà degli intervistati ha dichiarato di sentirsi più al sicuro al ristorante che in visita da amici e parenti, mentre il 19% ha detto di sentirsi più al sicuro nelle case di amici e parenti.

A tutto ciò si aggiunge una gran voglia di tornare a gustare un pranzo fuori. Secondo quanto emerge dall'analisi, in Italia, quando a  febbraio 2021 molte regioni sono entrate in zona gialla, il numero di coperti prenotati a mezzogiorno è aumentato notevolmente, superando i  livelli del 2019 e del 2020 (rispettivamente + 89% e + 17%). 

Riapertura: come ripartire e non farsi trovare impreparati

Secondo uno studio condotto a maggio 2020, attraverso Surveymonkey su un campione di 13.000 utenti italiani acquista sempre più importanza la possibilità di prenotare tavoli all’aperto (59%), mentre continuano a essere ritenute utili dagli utenti la comunicazione online delle misure di prevenzione messe in campo dal ristorante (molto importante per il 50% degli intervistati), il menù digitale (molto importante per il 39% degli intervistati), le recensioni dedicate alle norme anti-COVID (30%) e la possibilità di pagare da app senza contatto con il cameriere (22%). Infatti, i ristoranti con uno spazio all’aperto che storicamente tendono ad avere performance migliori, hanno recuperato leggermente più velocemente di quanti non ne avevano. 

Photo Credits: Photo by Tamara Malaniy on Unsplash

  • NOTIZIE

scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

POTREBBE INTERESSARTI:

​Green Pass per le vacanze, ecco come funzioneranno quello nazionale e quello europeo

Dalla seconda metà di maggio sarà pronto quello nazionale, da metà giugno anche quello europeo.

LEGGI.
×