Basta emicrania del giorno dopo: ecco la mappa definitiva del bere bene a Mestre

Pubblicato il: 1 giugno 2019

Basta emicrania del giorno dopo: ecco la mappa definitiva del bere bene a Mestre

Conosco la sensazione che ti percorre dalla testa ai piedi come una saetta del venerdì alle 18: hai voglia di tuffarti in un mare di Americano, riemergere nel calice di bollicine e stare in ammollo nel tuo Pisco sour per tutta la sera.

Perché la ginnastica artistica dell'aperitivo non si tramuti nel solito devasto che spalanca le porte a un weekend di dissolutezze, c'è una sola regola: conoscere i locali di Mestre dove bere bene. Tradotto: birre artigianali, vini di cantine eccellenti e cocktail ben miscelati con materie prime di qualità. L'emicrania del giorno dopo lasciamola a chi ha ordinato il solito gin tonic, che sapeva tanto di colla vinilica (e un motivo c'è).

Cocktail classici & signature

Non ci troviamo in un'austera cattedrale del bere eppure, a rapporto, ci sono circa 40 etichette di gin, 20 di tonica, una cinquantina di whisky, 30 varietà di vodka e 30 di rum. Al Café Royale di Mestre i cocktail si bevono classici, eseguiti con precisione, o signature, ideati periodicamente da Flavian e il suo staff seguendo estro e stagioni. Serata preferita, quella del venerdì: dalle 21 a l'1 c'è l'evento Royale 54 con dj set, glam e sorprese.
Viale don Luigi Sturzo, 43

Il porto franco del bere bene

Nonostante non abbia una lunga storia mestrina alle spalle, DiningRoom è uno dei locali di riferimento per cocktail fatti come si deve ma anche per calici di vino fuori dal comune. Piace per l'alto tenore della proposta e per la posizione, appena defilata dal centro, sotto gli storici portici di via Torre Belfredo. Si servono anche piatti di cucina creativi ma, prima di tutto, Dining Room è un rifugio del bere bene.
Via Torre Belfredo, 110

Il match che mancava

Il food & cocktail pairing è la sottile arte che coniuga il menu di cucina alla drink list, con match studiati in ogni singolo dettaglio gustativo. 9 Bistrot porta a Mestre cocktail raffinati da gustare anche a cena, magari seduti informalmente al bancone del bar, oppure a tavola, rilassati e con i recettori del gusto al massimo della forma. Per gli abbinamenti, chiedi consiglio al personale di sala.
Via Giovanni Pascoli, 11

Matti, sono tutti matti

Chi vive senza follia non è così savio come crede. Cà di Mat è l'emblema di uno dei miei detto preferiti perché riesce a calibrare una rigorosa proposta al bancone (solo birre selezionate, alla spina e in bottiglia e gli aperitivi "Famiglia Negroni" tra cui fa capolino anche il Negroski con bitter, vermouth e vodka) con uno spirito follemente simpatico. Per bere bene senza pensieri.
Via Brenta Vecchia, 33

La resistenza brassicola

Se sei di Mestre sai bene cosa significhi "duri ai banchi" (tenere duro), e potremmo interpretare il detto, che dà il nome alla birroteca della Cipressina, come un invito a resistere alle lunghe giornate lavorative, ma anche al consumare una birra qualunque. Dopo il lavoro, affidati alle cure di Andrea e Gian Maria per sperimentare una pinta artigianale mai provata prima, seguendo i consigli dell'esperto duo.
Via Castellana, 24/E

Vino, cicheti e musica

Vicino a Piazza Ferretto ma non troppo, spazioso ma non dispersivo, con un dehors accogliente (ma anche la sala interna non scherza). Macaco è il bacaro-osteria che mette d'accordo tutti. Soprattutto davanti alla lavagna dei vini con tante proposte alla mescita e al banco dei cicheti che fa subito venire voglia di mozzarella in carrozza. Durante i fine settimana, piccoli concerti e sj set con vinili, perché non si vive di solo vino.
Via Paolo Sarpi, 17a

In coda con il sorriso

Non ho mai visto una coda così gioviale come quella che si snoda dal bancone di Hostaria Vite Rossa fino all'entrata. Tutti ammassati ad attendere il proprio turno, si chiacchiera e non ci si prende a gomitate sul costato (non troppo almeno) perché l'allegra promiscuità è uno dei tratti distintivi dell'osteria mestrina. Assieme agli ottimi vini selezionati a prezzi abbordabili e al servizio più veloce della luce.
Via Pietro Bembo, 34

Dove ho provato il vino siciliano

Ho conosciuto l'Enrico IV durante un aperitivo alle Colonne d'Ercole, bacaro mestrino di Via Palazzo, tanto piccino quanto denso di preziosità. L'ho approcciato curiosa perché mi è stato presentato dai due giovani osti come un'ottima alternativa al solito prosecco. Da lì è nata una storia d'amore saltuaria, tra me e il vino siciliano, e se vuoi innamorarti anche tu, chiedi al bancone. A ciascuno il suo calice gemello.
Via Palazzo, 41

Ho un tarlo nella testa

Non tutti i tarli vengono per nuocere. Ad esempio, l'idea fissa di uscire a bere un bicchiere di vino Al Tarlo, in Via Cappuccina, ha risollevato molte seratacce. L'atmosfera è informale e festosa e Christian sa sempre consigliare il vino giusto al momento giusto, con tanto di descrizione organolettica. Vietato ordinare un calice a casaccio, quando puoi sapere tutto sulla sua cantina di provenienza.
Via Cappuccina, 21

Immagine di copertina dalla pagina Facebook di Hostaria Vite Rossa, ph: Delano Padovan

  • BERE BENE
  • APERITIVO
  • DOPOCENA

scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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