In Riviera Santa Margherita, uno degli angoli più pittoreschi di Treviso, dove scorre placido il Cagnan, nasce Indigeno, un’enoteca con cucina dall’animo funky, che esalta l’unicità dei prodotti minuziosamente selezionati da Eleonora e Filippo. Parliamo di una vera chicca del centro storico, il luogo ideale per un aperitivo diverso dal solito come per una gran cena, con una mescita particolarmente interessante e in continuo cambiamento, accompagnata da piatti dai sapori genuini, preparati con ingredienti di altissima qualità.

Non chiamateli “naturali”

Varcando la soglia di Indigeno è impossibile non rimanere catturati dalle innumerevoli bottiglie di vino che tappezzano il locale, oltre cinquecento, di cui la stragrande maggioranza naturali. Il nome, d’altronde, è già un biglietto da visita: si riferisce principalmente al lievito, chiamato appunto “indigeno”, che caratterizza in particolar modo il vino naturale, prodotto che non prevede alcuna aggiunta chimica durante la fermentazione. Da mercato di nicchia, il mondo del naturale è diventato sempre più popolare negli anni, ma la scelta di Indigeno non è guidata dalla moda, bensì da un solido principio, dalla (lunga) esperienza e dal gusto dei proprietari, giovane coppia che da molti anni è inserita in questo ambito, oltre che esserne, da sempre, spassionatamente innamorata.


Dire che qui si trovano solo vini naturali sarebbe impreciso, Indigeno si presenta come un locale dove bere vini buoni. Questo vino buono, fatalità, è anche un vino etico, prodotto prestando attenzione in vigna, evitando pesticidi e azioni che possano creare danno all’ecosistema. Si ottengono così acini sicuramente più fragili, ma con caratteristiche uniche e non omologate a causa dei prodotti aggiunti in fermentazione o vinificazione. È questo che si intende con vini “buoni”: longevi, che si prestano all’invecchiamento e che non danno al consumatore quegli effetti fastidiosi, come il mal di testa, dovuti agli elementi chimici aggiunti. Per ottenere un prodotto in grado di esprimersi a 360 gradi, per poterne assaporare il profumo e il sapore che sprigiona, è indispensabile proteggere ciò che gli conferisce quelle caratteristiche uniche: la combinazione di microclima e caratteristiche del suolo, detta Terroir. Il vino di Indigeno è per questo un vino riconoscibile, con una grande identità, che rispetta la terra, la vigna e il pianeta. Proprio per tale principio non si può parlare di un prodotto totalmente naturale: gli interventi in vigna (ma non in cantina!), in caso di annate difficili, sono tollerati, al solo scopo di salvaguardare zone di coltivazione uniche.

La mescita

Di vino buono, Eleonora e Filippo ne conoscono molto, e da Indigeno ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche; le etichette proposte al calice cambiano quasi ogni giorno, dando l’opportunità di scoprire sempre qualcosa di nuovo anche agli abituè. Tra le oltre cinquecento bottiglie custodite nel locale, oltre a Champagne, vini del Piemonte e della Borgogna (che rappresentano quasi la metà delle etichette selezionate dall’enoteca), ci sono anche diverse chicche preziose, piccolissime produzioni e distribuzioni molto limitate, che ogni tanto vengono aperte per speciali weekend di “mescita d’eccezione” e vengono vendute al calice, dando così l’opportunità a appassionati e curiosi di assaggiare anche bottiglie molto importanti. Questi eventi vengono proposti mensilmente, dal venerdì alla domenica, e sempre riferiti a una tipologia di vino o a una zona precisa, come il passato evento “Champagne Supernova” o il “Barololand”.

Funky Food

La minuziosa selezione delle bottiglie non è solamente frutto della grande esperienza dei proprietari, ma principalmente rispecchia il loro gusto personale, così come fa l’intero locale, dal piccolo dettaglio del posacenere in ceramica inglese, uno diverso dall’altro, all’intero menu, che esprime, piatto per piatto, un ricordo felice di Eleonora e Filippo. La proposta di Indigeno si inquadra difficilmente in un preciso stile di cucina, perché è una fusione di molte esperienze, che rimandano a viaggi, ristoranti del cuore, memorie d’infanzia. Sarà anche difficile da descrivere, ma una cosa è certa: si tratta di piatti golosi, divertenti, rivolti a chi ama il cibo buono, ricercato (in termini di qualità di materia prima) ma non complesso. Si può definire un menu eclettico, che va da proposte tradizionali, come la guancia di manzo brasata, o il cotechino, a portate come il cappuccino di moscardini o la batata con pulled pork e Cheddar (presidio Slow Food!): piatti apparentemente semplici ma portati a un livello superiore grazie a ingredienti d’eccellenza. Gli gnocchi gratinati, ad esempio, sono ricoperti da Parmigiano Vacche Rosse, così come il pane da tavola, quello da scarpetta, è selezionato dal panificio di fiducia che lavora con grani antichi e integrali, piuttosto che la piada della San Giovesa, uno dei piatti forti del locale (con fichi caramellati e squaquerone), che arriva da una piccola piadineria di Lugo.


Parte della carne, poi, è firmata MeatMaster: un progetto parallelo di Eleonora e Filippo, nato nel 2019 sempre dalla loro grande passione per il buon cibo e per gli Stati Uniti. Dopo due anni di ricerca, sono riusciti a ricreare le ricette tipiche del BBQ americano, come ribs e il pulled pork (che necessitano di cotture molto lunghe), a bassa temperatura, un metodo che permette di conservare i succhi e concentrare i sapori lasciando la carne morbidissima, preparate sottovuoto e porzionate, pronte da rigenerare.

La bodeguita dei Tacos

Una delle sezioni del menu è dedicata ai tacos, protagonisti, per altro, del format “Funky Tacos” con musica dal vivo, evento che va alla grande vista la particolarità della proposta. Ebbene sì, qui niente tex-mex, i tacos di Indigeno sono una personale reinterpretazione di un iconico piatto degli Stati Uniti (uno dei posti del cuore dei proprietari) attraverso ricette della tradizione. Tutto è nato dall’idea di voler rivisitare il baccalà e polenta: quest’ultima, fatta di mais, viene sostituita da una tortilla croccante, che racchiude il pesce mantecato creando un contrasto di sapori e consistenze speciale. Al primo “taco all’italiana” ne sono seguiti molti altri, come quello coi gamberi in saòr e avocado, piuttosto che quello con la tartare di fassona e wasabi, o quello con pollo speziato, molto apprezzato in America, qui preparato alla veneta (al forno, con rosmarino e salvia) arricchito da una maionese al curry.

Gli eventi

Dagli U.S.A si vola diretti a casa di nonna, ogni domenica, con un menù speciale dall’antipasto al dolce, che cambia tutte le settimana e accompagna quello sempre disponibile da Indigeno. Il piatto più iconico è senza dubbio la lasagna, ricordo del nonno di Eleonora e preparata con la ricetta di famiglia. La domenica della nonna è solamente uno degli eventi ricorrenti nel locale: oltre ai weekend di mescita speciale e l’appuntamento coi tacos del giovedì, tante altre iniziative animano Indigeno durante la settimana, come la cena a lume di candela o la “Sunday Rock n Roll”. Uno dei cardini di questo progetto è proprio la musica, spesso blues e folk e sempre suonata dal vivo, niente di meglio  per accompagnare un calice di vino e un buon boccone, e lasciarsi andare ai piaceri della vita.


Indigeno Wild Wine & Funky Food
Via Guido Bergamo, 2b - Treviso
Telefono: 3484962373
 

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