La bar manager di Skyline Rooftop Bar Valentina Mircea ha una coppa di Martini tatuata sul braccio. Un simbolo indelebile della sua passione per il mondo della mixology che è fiorita proprio a partire dal "seme" piantato dal Martini Cocktail:"Avevo 19 anni e il giorno del mio compleanno sono stata invitata ad andare al Dukes Bar di Londra che è uno dei miei bar preferiti. Lì ho ordinato un Martini e me ne sono innamorata completamente, tanto da tatuarmene uno sul braccio pochi anni più tardi". Da quel momento è partita una carriera nel mondo dell'ospitalità e del bar management, prima in Gran Bretagna e poi in Italia, costellata di esperienze di rilievo e di successi, come il recente podio alla competizione Unrivalled Classics di No. 3 London Dry Gin 2024, che l'ha condotta fino all'ultimo piano del prestigioso Hilton Molino Stucky in qualità di bar manager:"Ora il mio ufficio è nel rooftop più alto di Venezia e non c'è niente di meglio!". Qui ha condotto il suo team alla realizzazione di una nuova cocktail list frizzante e decisa, proprio come lei, che attualmente è la prima bar manager donna della città di Skyline Rooftop Bar. Non a caso, il suo team ama chiamarla Sky Queen. 

La nuova cocktail list conta 11 signature. So che il filo conduttore è la sostenibilità. Ci racconti qualcosa? 

Ogni cocktail del menù è accompagnato da una "sustainability tip". Il Negroni Delight, per esempio, è preparato con il Gin Sospiri che è veneziano, dunque carbon neutral, e il Rabbit Premium Bitter Roby Marton che viene da Treviso. Ma non si tratta solamente di ingredienti locali perché utilizziamo un vermouth fatto in casa a partire dallo Champagne o dal Prosecco delle bottiglie aperte, che non è più possibile servire perché perde di frizzantezza. Il tocco magico è il "caviale di Campari" che scoppietta di sapore in bocca! Un altro esempio di sostenibilità applicata al cocktail è il Golden Serenissima, la mia lettera d'amore a Venezia, per il quale utilizziamo l'ananas per intero, buccia compresa, scartando solo le foglie che non sono edibili. Lo affettiamo, lo grigliamo e lo sfruttiamo nelle sue varie parti per preparare uno sciroppo e una polvere che dà nuova vita anche al riso che usiamo per l'infusione del latte di cocco, l'altro ingrediente fondamentale del cocktail insieme al Cognac. La polvere edibile assomiglia alla sabbia ed è la guarnizione di questo drink che ha una forte componente visuale: c'è un'isola che galleggia nel bicchiere! Il cocktail più rappresentativo, invece, è lo Stucky Bloom, una rivisitazione del Gimlet che omaggia le meravigliose botaniche della città attraverso l'utilizzo dello Stucky 1895 – Venice Gardens Gin, un prodotto locale che cattura l’essenza dei giardini veneziani. 

Quanto è importante la squadra per te? 

La squadra è tutto. In questa cocktail list ogni singolo membro del team ha avuto l'opportunità di esprimersi e di raccontare la propria storia in un bicchiere. Se la squadra è felice, il cliente è felice. Sono davvero convinta che ascoltarli, permettere loro di essere sé stessi ed esprimere la propria personalità sia fondamentale. Io sono quel tipo di manager che sta sempre dietro al bancone con il suo grembiule e che quando non è operativo al bar, resta sempre a disposizione per intervenire: il mio ufficio è lo Skyline Rooftop Bar, vicino al team. In questo modo siamo sempre sintonizzati sulla stessa frequenza. Nessun cocktail è finito sul menù senza che l'intero team lo assaggiasse e lo approvasse. 

Accanto ai cocktail c'è un qr code. Cosa succede se lo si inquadra?

Si può vedere il video della preparazione del cocktail da parte del membro del team lo ha creato. L'idea è quella di ridurre la distanza tra il lavoro al bancone e la seduta nelle terrazze, perché anche gli ospiti possano entrare nel vivo del bar che, in effetti, non ha un vero e proprio dietro le quinte: facciamo tutto alla luce del sole... grigliamo anche l'ananas! Credo che questo sia importantissimo:  si torna in un locale non solo perché si è bevuto un ottimo cocktail, lo si fa soprattutto perché si è stati bene e questo è merito del team. Noi vogliamo creare un rapporto con il cliente, intrattenerlo. 

Pensi che il mondo della mixology sia un mondo ad appannaggio degli uomini? 

Devo essere onesta: sono stata veramente stupita che alla Unrivalled Classics di No. 3 London Dry Gin quattro dei nove finalisti per l'italia, fossero donne. Tra l'altro tre di queste, me compresa, sono arrivate alla top three. Una situazione senza precedenti in una cocktail competition globale! Credo che se mi avessi fatto questa domanda quando ho iniziato la mia carriera ti avrei risposto di sì, ma nove anni dopo penso che si stia andando nella direzione giusta e che le donne abbiano sempre di più la possibilità di esprimersi attraverso la mixology e di farlo con successo, tanto quanto gli uomini. Io mi identifico come una bartender e non come una "donna bar manager" quello che amo è intrattenere e non è una definizione a darti questo, ma la presenza sul campo. 

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