Dove fare karaoke a Bologna: i locali perfetti per cantare con gli amici

Pubblicato il 22 febbraio 2026

Dove fare karaoke a Bologna: i locali perfetti per cantare con gli amici

C’è qualcosa che sta succedendo nelle notti, non solo a Bologna, ma ovunque. É il ritorno improvviso, liberatorio, quasi necessario del karaoke. In un mondo sempre più filtrato da schermi, cuffiette e playlist personalizzate, la gente ha ricominciato a cercare esperienze vere, condivise, rumorose, imperfette. Cantare insieme, stonare senza vergogna, urlare un ritornello che conoscono tutti è diventato l’antidoto più semplice alla solitudine digitale.
Non è solo nostalgia anni ’90: oggi il karaoke è un settore economico reale. Il mercato globale vale già tra i 5 e i 6 miliardi di dollari e le previsioni parlano di una crescita costante nei prossimi anni, con stime che lo portano vicino ai 10 miliardi entro il prossimo decennio. Anche il segmento delle app dedicate al canto segue lo stesso andamento, con crescite a doppia cifra che dimostrano come il fenomeno non viva solo nei locali ma anche nelle case e sugli smartphone. E quando il karaoke entra in un bar o in un club, i numeri mostrano serate con oltre il 30% di clienti in più e una spesa media che può aumentare di oltre il 40% rispetto a una programmazione tradizionale.
Segnali chiari che raccontano una trasformazione del modo di uscire: meno consumo passivo, più esperienze partecipate. Bologna ha intercettato perfettamente questa nuova onda, riempiendo la settimana di serate in cui il microfono é al centro della scena.

Sky World


Fuori è inverno e via Altabella è quasi vuota. Dietro la vetrata del Cocoa invece c'è vita. Sedie spostate, brindisi che partono tra tavoli vicini e Michele “Sky” Campaniello che gira in sala con il microfono in mano. Diciott'anni che parla con tutti, ti chiama per nome, attacca lui il ritornello e dopo due frasi sta cantando mezzo locale. Le cameriere rispondono ai cori, i clienti diventano gruppo unico nel giro di pochi minuti. Il bello è che si cena davvero mentre succede tutto. Arrivano lasagne, cotoletta alla bolognese di vitello, tagliata di fassona e poi l'occhio che strizza alla Puglia con le orecchiette baresi presenti nel menu. Il venerdì c'é più movimento, più gruppi misti, gente che arriva già “in uscita”. Si cena veloce o si beve direttamente, i tavoli spariscono prima e il karaoke diventa festa compatta. Volume alto, cori continui, rotazione rapida al microfono. È la serata più energica. La domenica invece parte da tavola vera: si mangia con calma, bottiglie condivise, si resta seduti più a lungo. Il karaoke cresce gradualmente e coinvolge tutti, anche chi era uscito solo per cena. Atmosfera più familiare, meno frenetica, più relazione che show.
Presenza fissa Damiano Raimondi, ogni tanto Vanessa Grey, ma la scena resta sempre collettiva.
Cocoa Bistrot
Via Altabella 14/A, Bologna
Tel. 3921266800

Mare dentro


Prima senti qualcuno gridare “four euro, four euro!” al bancone, poi vedi il foglio del karaoke già pieno di nomi mezzi italiani e mezzi inventati. Birra e drink basic a 4 euro con la ESNcard. La serata al Buena Onda di Strada Maggiore inizia sempre col botto. Sei circondato da pareti blu mentre proiettore continuano a scorrere onde e surfisti. Nel frattempo arrivano ragazzi con lo zaino ancora in spalla dal complesso di Santa Cristina, gruppi che hanno camminato da via Fondazza parlando in tre lingue diverse e qui cambiano registro, perché quando parte la base non importa più da dove vieni. Reggaeton, Britney Spears, Tiziano Ferro, poi Gigi D’Alessio cantato da uno spagnolo con accento improbabile e l'immancabile "Maledetta primavera" di Loretta Goggi. Qualcuno morde una pizzetta in piedi, qualcun altro lascia il biliardino a metà partita perché è il suo turno, i bicchieri da 4 euro si svuotano e si riempiono alla stessa velocità con cui cresce la lista delle canzoni. Il mercoledì si parla inglese e spagnolo ai language exchange dalle 21, il giovedì quelle stesse lingue si incastrano nello stesso ritornello.
Buena Onda Social Bar
Strada Maggiore 67, Bologna
Tel.  3491044200

Waka waka


Un’isola tropicale piantata in provincia. Colori saturi, palme dipinte a mano, volti femminili con turbanti e fiori rossi che occupano intere pareti. Daniela li ha affrescati uno a uno, scegliendo tinte accese e scritte che sembrano cartoline cubane. Il Dandarì è il suo autoritratto in versione disco pub.
Il venerdì il karaoke entra dentro quell’estetica. Al bancone escono mojito con menta pestata fresca, Cuba Libre con lime spremuto al momento, cocktail alla maracuja e mango che restano densi sul bordo del bicchiere. Parte “Bailando” di Enrique Iglesias, poi “Dákiti” di Bad Bunny, e il microfono diventa parte della pista. Il ritornello latino è un’estensione naturale di una sala che già vibra su quei ritmi. Qui il karaoke è inserito infatti in un impianto caraibico. Un mix tra bachata, dembow e latin pop.
Anche il sabato c’è uno spazio dedicato al karaoke, pensato come “allenamento” dopo il venerdì: quindi non tutta la sera, ma slot in mezzo al DJ set per chi vuole salire sul palco.
In settimana l’identità cambia ma resta riconoscibile: una sera un tavolo viene isolato con un mazzo di tarocchi, carte girate lente e tre simboli spiegati con un sorso di rum. 
Giovedì c'è la serata latina con minicorsi, animazione e balli latini con DJ Chocolate e Acela Moras Latin Dance Academy, con sconto 50% sulla cena fino alle 23.
Tutto questo rende il Dandarì un parco giochi notturno dove il karaoke è centrale ma inserito in un ecosistema di format diversi.
Dandarì Pub
Via Bruno Tosarelli 163, Castenaso
Tel. 3925302346

Midnight City


Nel mosaico del karaoke bolognese occupa la casella più centrale. Niente provincia, niente format tematico, niente comunità di nicchia. Siamo all'ombra delle Due Torri, sotto un palazzo del '300, dove convivono turisti di passaggio, lauree con cappellino, compleanni organizzati nelle salette e coppie entrate per un drink with a view. Il microfono arriva quando la serata è già avviata.
Le Mercanzie restano un lounge bar anche quando si canta: Negroni, spritz e taglieri continuano a uscire dal banco, mentre qualcuno prova Volare di Domenico Modugno, qualcun altro Wonderwall degli Oasis. La posizione fa il resto: gente seduta fuori che guarda, sampler plate di stuzzichini, bollicine e passanti che entrano incuriositi dal rumore della piazza. 
Le Mercanzie 
Piazza delle Mercanzie 2/A, Bologna
Tel. 051261347

Andiamo a comandare 

Via Zamboni a una certa ora converge lì. Maglie da calcio ancora addosso, pinte mezze vuote sui tavoli lunghi, lo schermo spegne la partita e parte la base. L'Empire entra nella seconda metà della notte. È il pub simbolo della strada, quello grande, di legno scuro e voci sovrapposte in più lingue.
La struttura si sviluppa su due livelli: al piano terra la sala principale con banco lungo, tavoli e maxischermi; sotto, la sala “underground” con palco, impianto e area dove si può fumare.
Il karaoke qui non è una serata speciale, dalle 22.30 parte sempre, ma cambia forma. Nei giorni feriali resta in sala principale: tavoli attorno, gente in piedi vicino al banco, il microfono passa rapido e la rotazione è continua.
Venerdì e sabato si sdoppia: sopra DJ e pista, sotto l’underground dedicato solo a cantare, più denso e più caldo, con file per il turno.
La domenica torna più lineare, tutto concentrato in una sola sala, ritmo lungo fino a chiusura.
La scaletta cambia continuamente: classici italiani, pop globale, rock da pub. 
Empire
Via Zamboni 24/A, Bologna
Tel. 051224275

Cassa comune

Non ti puoi sbagliare. L’edificio a vetrate colorate spicca già da fuori. Un ex vuoto urbano riattivato nel 2023 in via di Corticella, oggi Circolo Hex, ARCI queer-femminista gestito da un team che si presenta come “le streghe”. Dentro, il palco è quello dei live hardcore, con casse alte, luci rosse e viola che tagliano la sala, cablaggi a vista. Si entra con tessera ARCI, offerta libera (5 euro suggeriti), e la scaletta non segue l’algoritmo ma la cultura del posto: può partire “Smells Like Teen Spirit” oppure “Amandoti” dei CCCP cantata da un gruppo in giacche di pelle e anfibi, poi qualcuno chiede una hit italiana, magari Vasco, e il coro copre le sbavature senza che nessuno si fermi. Nei flyer è dichiarata anche una raccolta punk dedicata, pezzi che nei karaoke standard non compaiono. Il pubblico è quello della Bolognina alternativa: attivistə, musicistə, persone LGBTQIA+, gente del quartiere che conosce già lo spazio. Hex fa parte di un circolo culturale con live di Nabat o Putan Club, con Punkarelle e D.I.Wild, dove il karaoke torna quasi mensile come momento collettivo dentro una programmazione fitta.
Circolo Hex
Via Corticella 56, Bologna 
Tel. 3348935601

Chiaraoke


Ore 22 in via San Vitale. Bicchieri appoggiati sui gradoni sotto i portici, playlist già attiva, gruppi seduti che parlano sopra la musica. Al Sonora il microfono é un'estensione naturale dell'atmosfera che si forma il giovedì. Conduzione leggera, basi italiane scelte sul momento (883, Elisa, Calcutta, Raffaella Carrà) e rotazione naturale tra chi è al tavolo. É il Chiaraoke dal nome di Chiara, presenza fissa che conduce e passa tra i tavoli a intrattenere. Qualcuno si alza, canta, torna a sedersi con lo spritz. Nessuna fila, nessuna area palco separata: la distanza tra cantante e pubblico è un passo. Si va avanti fino alle 2, poi restano conversazioni e ultimi drink.
Sonora
Via San Vitale 31, Bologna
Tel. 3491044200

China Town 


Entri pensando a una cena cinese in zona Corticella e dopo trenta secondi capisci che non è solo quello.Sullo schermo non c’è una parola in italiano, solo caratteri luminosi in mandarino con sotto la trascrizione fonetica, e mentre provi a decifrarli qualcuno dietro di te attacca il ritornello di “Tong Hua” prima ancora che parta la base. Non lo legge, lo sa. Un altro tavolo entra sulla seconda frase, un terzo si unisce sul finale. Il microfono viola gira tra ragazzi con felpe larghe, una coppia più adulta che canta senza guardare lo schermo, un ragazzo che tiene ancora le bacchette in mano sopra un piatto di spaghetti di soia scuri, lucidi di salsa. I ravioli di maiale e cavolo cappuccio restano nei cestini di bambù mentre parte Jay Chou con “Qi Li Xiang”, poi magari una ballad di Eason Chan che riempie la sala senza bisogno di traduzioni. Non siamo a Shangai ma in via di Corticella, al Nineday Music Bar. Qui il martedì e il giovedì si canta in cinese o in inglese, mai in italiano. È una piccola chicca per local, soprattutto per la comunità cinese, con una fascia di 20–30 euro tra cena, drink e microfono. Quasi sempre strapieno.
Nineday Music Bar
Via di Corticella 127/2, Bologna 
Tel. 3277817773

Notti brave 

Palco basso. Luci colorate. Parrucche appoggiate sul tavolo insieme alle chiavi della Panda. Siamo ai Monelli, a Ozzano, un posto in cui tutti in zona hanno almeno festeggiato una volta.
Il karaoke qui é dentro la serata. La base parte mentre al centro del tavolo c’è una bruschetta al metro pomodoro e stracciatella, accanto a quella “Elvis” con cheddar e bacon che si raffredda perché nessuno vuole essere quello che addenta durante il ritornello. Tra una strofa e l’altra arrivano cori storti, imitazioni e micro-sketch improvvisati. Il DJ riempie i vuoti con dance e latin radiofonico, poi qualcuno si riprende la scena con il microfono in mano. 
La serata scorre così: tavolata lunga, birre che girano, palco, pista, di nuovo tavolo. Succede soprattutto nel weekend, venerdì e sabato. Si tira fino alle tre. 
I Monelli
Via Fratelli Cervi, Ozzano dell'Emilia
Tel. 051798257

L'altra sponda

Nel 1982 il Comune consegna il bastione di Porta Saragozza a un collettivo nato dai movimenti del '77. Si tratta del Cassero: primo riconoscimento istituzionale in Italia a un’associazione LGBT. Dentro passano assemblee, prevenzione HIV, archivi, i primi Pride cittadini. Nel ’90 compare la lapide in marmo rosa alle vittime omosessuali del nazifascismo; negli anni successivi dai laboratori interni escono costumi e performer che riempiono piazze e cortei.
Allora si occupava spazio parlando davanti a una platea. Oggi, nel giardino della Salara, il martedì sera la dinamica è identica: qualcuno prende il microfono e attorno si forma una comunità temporanea. È la serata karaoke. É il momento delle Kornacchie. 
Il plot é questo. Si arriva all’aperitivo e parte il minishow. Il pubblico non resta pubblico: cerchio attorno al palco, cori spontanei, atmosfera queer concreta. 
Alla conduzione c'è Miss Piggy. Drag hostess, ritmo da cabaret, tiene insieme palco e platea. Tung Steno, chiamato “maestro d’orchestra”,  gestisce basi, ingressi, ripartenze. El Pollo Loco, dj resident della scena notturna bolognese, riempie ogni cambio con pop e trash. I temi variano (Pop Queens, Sanremo, rock) ma la funzione principale resta la partecipazione immediata.
Cassero LGBTQIA+ Centre
Via Don Giovanni Minzoni 18, Bologna
Tel. 0510957200


In copertina: Buena Onda Social Bar.
Foto selezionate dai profili social dei locali.

 

  • KARAOKE

scritto da:

Lorenzo Trisolini

Classe ’94, curioso per natura e sempre con lo zaino pronto. Dopo una laurea a Bologna e un’esperienza in Australia, ci sono tornato sei anni dopo, scoprendo una città che sa sempre sorprendermi. Osservo, ascolto e racconto quello che vale la pena vivere

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