Parlare della cucina di Tara significa innanzitutto parlare di un approccio filosofico al cibo che affonda le radici in quasi trent'anni di storia milanese. Sin dalla sua apertura nel 1997, questo ristorante ha saputo presidiare la zona di Sempione, a pochi metri dalla maestosità neoclassica dell'Arco della Pace, offrendo un contrasto affascinante tra la monumentalità della città e l'intimità raccolta dei suoi interni.
La posizione non è solo una questione di indirizzo, ma di identità: in un quartiere che ha visto nascere e tramontare innumerevoli tendenze, Tara è rimasto un punto fermo, un'oasi dove la continuità è garantita dalla visione di Jinsu. La sua impronta nepalese funge da filtro raffinato per la complessa gastronomia indiana; in Nepal, infatti, la cucina tende a essere più essenziale, con marinature che non stravolgono la fibra del prodotto e un uso delle spezie che punta alla nitidezza del sapore.
Questa "pulizia" stilistica viene trasposta nel menù di Tara, dove l'obiettivo non è stordire il palato con il piccante, ma solleticarlo con una stratificazione di aromi che spaziano dal cardamomo verde alla foglia di curry fresca, dal cumino tostato allo zafferano.

Il menù entra nello specifico con una distinzione netta tra le diverse tipologie di preparazione, perché da Tara "curry" non è un termine generico, ma un mondo di tecniche differenti. Il Chicken Tikka Masala ne è l'esempio più fulgido: non è solo un piatto, ma un processo che richiede la dedizione più lunga di tutta la cucina. I bocconcini di pollo vengono prima sottoposti a una lunga marinatura in yogurt e spezie, poi cotti ad altissime temperature nel forno Tandoor per sigillarne i succhi e conferire quel tipico sentore di brace, e infine tuffati in una salsa cremosa e delicata che bilancia acidità e dolcezza. È il piatto simbolo del locale, capace di conquistare chiunque per la sua consistenza quasi burrosa e il colore vibrante.
Altrettanto degno di nota è l'Handi Chicken, una preparazione che prende il nome dal tipico tegame di terracotta o metallo in cui viene cotto. In questa ricetta, la componente agrodolce del mango chutney si sposa con la grinta dello zenzero e la cremosità dello yogurt, creando un profilo gustativo dinamico che cambia ad ogni forchettata.

Per gli amanti delle salse più vellutate e ricche, il Korma (disponibile sia con pollo che con agnello) rappresenta la quintessenza dell'eleganza: la polpa della carne viene stufata in una salsa a base di cocco e frutta secca che l'avvolge come un velluto.
È interessante notare come il ristorante sia diventato una meta elettiva per la numerosa comunità internazionale di Milano, che qui ritrova il celebre Butter Chicken preparato secondo la tradizione, con una generosa aggiunta di panna che rende la salsa densa e golosa, perfetta per essere raccolta con i frammenti di pane Naan appena sfornato.

Un capitolo a parte merita la produzione propria, che da Tara è un dogma assoluto. Il Paneer, spesso descritto come la ricotta indiana compatta, qui non viene acquistato preconfezionato, ma nasce ogni giorno in cucina attraverso un rito che Jinsu descrive con precisione quasi scientifica.
Per ottenere appena due chili e mezzo di questo formaggio purissimo, i cuochi lavorano ventiquattro litri di latte intero, portandolo a ebollizione e procedendo con la cagliatura manuale. Una volta eliminata la parte grassa e il siero, la cagliata viene appesa in alto affinché la gravità faccia spurgare ogni traccia di acqua in eccesso. Si ottiene così una texture solida che permette al paneer di essere grigliato o tuffato nei curry senza perdere la sua identità. Questo formaggio artigianale è protagonista di molti piatti vegetariani, che insieme ai Samosa — i triangoli di pasta fritta ripieni di patate e piselli speziati — e alle numerose varianti a base di lenticchie e ceci, rendono l'offerta di Tara estremamente varia e inclusiva per ogni esigenza dietetica.


Il pasto da Tara può dirsi completo senza i giusti accompagnamenti, che fungono da contrappunto alle salse speziate. Il Cheese Naan è un'esperienza sensoriale in sé: il pane lievitato, schiacciato a mano e cotto contro le pareti infuocate del forno d'argilla, viene riempito con una quantità così generosa di formaggio da risultare quasi una focaccia golosa e filante.
Per chi preferisce un approccio più fresco e aromatico, il Lemon Rice è una rivelazione: il riso Basmati, dai chicchi lunghi e profumati, viene saltato con scorza di limone e foglie di curry fresche. Quest'ultima è l'ingrediente segreto che apporta una nota agrumata e balsamica, perfetta per ripulire le papille gustative e prepararle alla fase finale del pasto.
Il finale è affidato al Kulfi, che Jinsu definisce simpaticamente "gelato solido". A differenza del gelato occidentale, il Kulfi non viene mantecato ma congelato lentamente, risultando più denso e simile a un semifreddo o a una mattonella. Viene preparato in casa nei gusti mango o pistacchio e rappresenta la chiusura ideale, capace di spegnere delicatamente il calore delle spezie.
Accompagnato da un liquore tradizionale indiano o da una birra artigianale scelta con cura, un pasto da Tara è un'immersione totale in una cultura che, da quasi trent'anni, ha trovato una casa accogliente e rispettosa in centro a Milano.
Tara autentico ristorante indiano - Via Domenico Cirillo 16, Milano. T: 023451635
Via Domenico Cirillo 16, Milano (MI)