È una storia che ne racchiude tante al suo interno: una storia di famiglia e lavoro, di impegno e di un costante desiderio di migliorarsi. Ma più di tutto, è una storia di passione. È la storia della famiglia Pintucci, nome storico del piazzale di Porta Romana che, dopo il forno e la gelateria, da pochi anni ha raccolto le redini di un bar che rappresenta un'istituzione per il quartiere, il Caffè Petrarca.
Ne abbiamo parlato con Lorenzo Pintucci, il titolare, che tra un caffè e una delle tante prelibatezze che il locale propone ai suoi clienti, ci ha raccontato la sua storia e il suo parere sul mondo della somministrazione al pubblico.

La storia nasce da un ragazzo che non aveva tanta voglia di studiare e che, una volta conosciuto questo lavoro un po' per caso, se ne è innamorato. Da qui è partita la passione, una passione sfrenata che non ti fa sentire la stanchezza e ti porta a moltiplicare gli impegni e le ore di lavoro.
Accanto a questo c'è anche un discorso di appartenenza di quartiere, che mi ha portato a diventare un punto di riferimento per chi qui ci abita, per le loro famiglie e, ovviamente, per i miei figli.
Io credo che il concetto di "lavoro duro" o meno, dipenda dalla passione con cui viene svolto. Per me non è stato un lavoro duro, ma semplicemente bello. Certo, bisogna essere sempre curiosi e avere costantemente voglia di migliorarsi. Come ho già detto, pur non essendo stato un grande studente, mi sono ritrovato a fare e a imparare tante cose che non erano di mia competenza. Allora mi sono documentato e ho cercato di migliorare con gli strumenti che avevo a disposizione. È questo che mi ha insegnato un lavoro di sacrificio: il fatto che se lo fai con passione non è un sacrificio.

Tutto è nato dall'unione delle forze mie e di mio fratello. Lui è un bravissimo pasticciere sempre pronto a sperimentare e a migliorarsi. Quando abbiamo scoperto che si liberava la gelateria accanto al forno, abbiamo deciso di buttarci e provare. Quello della gelateria è un lavoro un po' diverso da quello in un forno, però possiamo dire che appartengano alla stessa famiglia. E con lo stesso spirito, passione e voglia di imparare, abbiamo intrapreso questa avventura. Abbiamo sofferto e combattuto con l'obiettivo di migliorarci ogni giorno, come facciamo ancora oggi.
Facciamo un passo indietro. Io in passato non avevo mai lavorato con la somministrazione classica; quindi, ero alla ricerca di un posto nel quale sedersi e chiacchierare, un luogo conviviale. Il forno e la gelateria, per esempio, sono luoghi "mordi e fuggi", in cui prendi ciò che hai ordinato e vai via. Ed è proprio con questo desiderio che ho intrapreso l'avventura del Caffè Petrarca.
Dire Caffè Petrarca a chiunque graviti nella zona dell'Oltrarno, significa parlare di un locale conosciuto da tutti e proprio per questo non abbiamo cambiato il nome del bar, perché rappresenta un'istituzione per il quartiere. Inoltre, per me, che abito qui vicino, ha rappresentato il coronamento di un sogno: un locale nel quale i miei figli possano venire a pranzo e a cena, assieme a tutti i loro amici.
Qui abbiamo portato il nostro stile, fatto di prodotti freschi preparati rigorosamente da noi con materie prime genuine. Il tutto ovviamente accompagnato dalla passione di fare le cose per bene ogni giorno.

Il motore trainante è il forno Pintucci, perché è il produttore di tutto ciò che vende il Caffè Petrarca al banco.
Le paste e le brioche per le colazioni, ad esempio, sono tutte fatte per il bar con una linea al burro nel nostro laboratorio. Stesso discorso per i salati e per il pane, rigorosamente preparati nel forno e farciti dai cuochi che sono qui nel bar.
Per quanto riguarda invece i prodotti per il pranzo e per la cena, il processo si svolge tutto all'interno del bar: con verdure fresche e carne che arrivano ogni giorno e vengono preparate nelle nostre cucine, proprio come in un ristorante.
Per me la famiglia è importantissima, come si vede dal rapporto con mio fratello al quale sono molto legato. Però non so dirti se mi piacerebbe vedere i miei figli al timone dell'attività: se fossero attirati solo dal guadagno o dalla voglia di comandare, allora ti dico di no.
Se invece a guidarli ci fosse una passione autentica, mi farebbe molto piacere.

Nonostante la presenza di tanti "mangia schifezze", come li definisco io, che piacciono tanto ai ragazzi giovani, io cerco di far loro capire il messaggio del cibo. Inoltre, mi piacerebbe se questo bar venisse considerato da loro come un luogo sicuro nel quale incontrarsi. In un periodo in cui i ragazzi sono spesso fuori e i genitori rimangono a casa ad aspettarli, poter contare su un posto sicuro è per me, che sono un genitore, una cosa molto importante.
In questo lavoro ognuno fa parte delle vite degli altri, come in ogni gruppo. Poi non è sempre facile capire le esigenze e le responsabilità altrui, mi sento profondamente legato al mio staff e parte di loro.
Per quanto riguarda la difficoltà nel trovare buoni collaboratori, ti dico di sì, è molto difficile, per tutta una serie di motivi. Il primo riguarda il motore trainante di questa intervista, cioè la passione: purtroppo viviamo in un mondo nel quale il denaro controlla tutto, ma non è sempre facile riuscire a gratificare tutti come vorrebbero da quel punto di vista. A questo poi si aggiunge il discorso degli orari e dei sacrifici che si devono fare per svolgere questo mestiere, soprattutto da dipendenti.
Per tutti questi motivi, e per molti altri ancora, non è mai facile.

Partiamo dal presupposto che, con il passare degli anni, ho scoperto di essere più bravo nelle pubbliche relazioni che a stare dietro al banco. Se lavorassi sempre dietro al banco non farei pagare tante persone che conosco, e questo non è possibile per sostenere un'attività. Questo per dirti che io sto imparando ora il rapporto con il cliente perché, come ti ho detto in precedenza, il lavoro al forno e alla gelateria era molto diverso.
Detto questo credo che il cliente sia andato di pari passo con la società: se questa peggiora lo fa anche il cliente. Vedo che c'è meno pazienza e rispetto verso le persone che lavorano.
Ovviamente ciò dipende anche dalla presenza costante dei telefoni e dei social: oggi le persone ci mettono un attimo a fare una recensione negativa sul lavoro di un'attività, senza considerare quello che vuol dire lavorare al pubblico. C'è tutto un universo di cui tenere conto in questo mestiere, e purtroppo molti clienti non lo fanno.
Caffè Petrarca
Piazzale di Porta Romana, 6/red - Firenze
Telefono: 055221092
Piazzale Di Porta Romana 50124, Firenze (FI)