Dalla passione per la mixology imparata in famiglia alla gestione di un cocktail bar, prima, e ristorante, dopo. Siamo tornati a trovare Denj Cecchin che, insieme al socio Massimo, muove le fila di Castelli in Aria, a Castelfranco Veneto.

Denj, bentrovato! Ripercorriamo la tua storia dall’inizio. Quando ti sei avvicinato alla mixology?

D: Beh, credo che la passione per la mixology sia nata molto presto, da bambino, nella taverna di papà. Mi mettevo a giocare dietro al bancone del bar, circondato da vinili e giradischi, è stato quello il mio primo approccio alla miscelazione. Poi ho lavorato più seriamente in un bar, ma all’epoca non c’era internet, quindi o si imparava dai libri o da qualcuno che ti insegnava il mestiere. Sono stato all’estero, in Spagna e in Inghilterra, e anche a Roma, che già vent’anni fa sperimentavano con l’arte della mixology, e lì ho imparato tanto. Mi sento un po’ come ne “Il pianista sull’oceano”, il film, dove il protagonista impara dai migliori e diventa il migliore, pur senza aver mai avuto insegnanti veri. Adesso ho dovuto un po’ abbandonare la parte operativa, ma per fortuna ci sono i ragazzi.

Ecco, parliamo dello staff…

D: Chiunque venga a lavorare da noi porta innovazione e attualità. Sai, è come una specie di staffetta, ognuno ha passato il testimone a chi è venuto dopo di lui, ha lasciato il segno, un’eredità che è importante per la costruzione della cocktail list, in continuo aggiornamento. Cerco di assumere persone capaci, che siano in grado di muoversi con le proprie gambe anche quando io non ci sono. Lo dico spesso, sono i miei ragazzi che insegnano qualcosa a me, non viceversa. D’altronde il nostro è un lavoro corale, che è ben riuscito solo quando la gente esce dal locale soddisfatta e di buon umore. E questo risultato si ottiene solo se c’è sintonia e sinergia all’interno della squadra.

Quali sono le cose di cui vai più fiero del cocktail bar?

D: Ce ne sono tante! In primis la nostra bottigliera, che è un bel “mappamondo” di distillati. Abbiamo un’ottantina di gin, una quarantina di rum, una cinquantina di whiskey, tequila e mezcal. Insomma, una vetrina di distillati premium ricca e di qualità da degustare al bicchiere. Siamo tra i pochi ad avere una varietà così ampia e, chi è appassionato, da noi trova molte sorprese.

E poi cos’altro?

D: Sicuramente i nostri drink signature, frutto della fantasia del bartender e dell’eredità di chi l’ha preceduto dietro al bancone. Sono drink che partono dai cocktail famosi per poi trasformarsi in qualcosa di inedito e più difficile da comprendere rispetto agli “Old but gold”, altra categoria che abbiamo aggiunto quest’anno in menu, che danno una nuova lettura dei drink tradizionali giocando sui sapori.

Parliamo un po’ del ristorante, che viene dopo il cocktail bar, giusto?

D: Sì, esatto. Castelli in Aria nasce come cocktail bar, ci siamo avvicinati alla ristorazione solo in una fase successiva. La nostra specialità è la carne alla griglia, infatti ogni settimana abbiamo delle proposte fuori menu acquistate secondo la disponibilità del mercato, la carne di Wagyu, ad esempio. In generale, la nostra è una cucina tradizionale che si colora di virgole creative. Non si tratta solo di attualizzare un piatto classico, ma di lavorare sulle tecniche, combinare ingredienti inaspettati, ma senza stravolgere il piatto, anzi. La nostra cucina punta a essere comprensibile da tutti.

Abbiamo parlato di cocktail, di food… e gli eventi?

D: Come sempre, il brunch della domenica, con un menu dedicato a parte. E poi il dj set a venerdì alterni, con musica sempre diversa, anche in vinile. Puntiamo a una “degustazione musicale”, dove l’ascolto di qualità prevale sul chiasso esagerato dei clubbing. Infine, nel corso dell’estate ospiteremo una serie di show cooking a tema paella, sempre accompagnati da musica dj set coerente con la serata.

Castelli in Aria
Via Romanina, 14 - Castelfranco Veneto (TV)
Tel: 3517564346

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