Duomo 21 è un vivo ecosistema gastronomico nel cuore di Milano. Ogni progetto ha una sua identità precisa, dal fine dining sperimentale a quello più strutturato, con nuove aperture che stupiranno anche quest’anno. Un luogo di trasformazione, insomma, che cerca di tenere insieme visione e tradizione, ma sopratutto di offrire esperienze che restano. A raccontarci tutto questo Carlo Grimoldi, titolare del complesso.

Partiamo dalle novità: cosa sta cambiando in Terrazza 21?

Abbiamo aperto un asset in più. La struttura che prima ospitava eventi e le colazioni dell’hotel è stata completamente ripensata: oggi lì c’è un ristorante. Abbiamo spostato Valerio Braschi dal quinto piano e abbiamo aperto The View by Valerio Braschi proprio nelle sale e gallerie: uno spazio raccolto, con pochi coperti, che funziona proprio perché non è dispersivo. È un nome interessante: è stato il più giovane vincitore di MasterChef Italia e oggi sta lavorando per conquistare la sua prima Stella Michelin. È già in guida, che è un passaggio importante. Vediamo cosa succederà.

Che tipo di cucina propone?

Fine dining, ma profondamente italiano. È una cucina ricercata, a tratti spiazzante, ma sempre ancorata alla materia prima. Non è immediata da decifrare, ma è proprio questo il bello: è un’esperienza.

Esperienza anche nel senso più “spettacolare”?

Sì, lui gioca molto con l’effetto sorpresa. Fa cose che funzionano benissimo anche visivamente: per esempio una sorta di “Coca-Cola” fatta in casa, con una bolla di fumo sopra che scoppia al momento del servizio. Oppure piccoli amuse-bouche molto creativi.

Qualche anticipazione sul menu?

È interessante il menu degustazione, un piccolo viaggio introno ai piatti simbolo dello chef, delle sue creazioni più importanti. La proposta è ricca di contaminazioni e ispirazioni internazionali che raccontano dei suoi viaggi intono al mondo, delle tappe significative del suo percorso.

Accanto a Braschi, però, c’è anche un altro progetto molto forte: Verso.

Sì, Ristorante Verso è un altro pilastro. È un due Stelle Michelin guidato dai fratelli Mario e Remo Capitaneo. Due talenti incredibili.

Cosa li rende così speciali?

Il loro percorso. Hanno lavorato con grandi nomi – da Nadia Santini a Carlo Cracco – e sono stati protagonisti di un traguardo rarissimo: ottenere due Stelle Michelin in un colpo solo. In Italia non era mai successo.

Che tipo di esperienza offrono da Verso?

È una cucina completamente a vista, quasi un omakase all’italiana. Tutto accade davanti agli ospiti. Questo implica una precisione assoluta: movimenti misurati, silenzi, controllo totale. È affascinante, ma anche molto complesso da gestire.

State ampliando anche questo spazio, giusto?

Sì, ma non per aumentare significativamente i coperti. L’obiettivo è mantenere lo standard alto e puntare. L’ampliamento serve più che altro a creare uno spazio flessibile, una nuova area dedicata agli eventi, con vista Duomo.

Possiamo aspettarci altre sorprese?

Sì, ma alcune cose sono ancora in fase di definizione. Posso dire che l’obiettivo è ampliare ulteriormente l’offerta, mantenendo però una linea chiara: qualità alta, identità forte e un dialogo continuo con il panorama gastronomico contemporaneo.

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