Coppia nella vita come nel lavoro, Marco Zandonà e Letizia Zane sono due giovanissimi (25 le candeline per entrambi quest’anno) professionisti che hanno scelto di mettere il proprio estro e passione tutta in un unico progetto che è imprenditoriale certo, ma che oggi è diventato anche di vita. Anzi, soprattutto di vita. 
Siamo andati a trovarli per conoscere loro e il loro Zama Gin&Wine Experience sito in quel di Vigonza, 

Che ne dite se facciamo un passo per volta e iniziamo con il chiedervi chi siete e, soprattutto, come arrivate qui da Zama? 

Marco: Io ho sempre lavorato nel mondo della ristorazione, ho iniziato a 13 anni e da lì non mi sono mai fermato perché mi sono sempre lasciato attrarre da tutto ciò che avesse a che fare con la cucina nella sua interezza. Negli anni mi sono occupato di tantissime cose: pizzeria, poi ristorazione vera e propria e infine pasticceria e panificazione, fino ad arrivare nel 2019 (avevo 19 anni) ad aprire il mio primo locale. Anzi, per l’esattezza era un golf club a Trento, aperto con un amico in uno dei momenti più complessi per la storia mondiale: quello della pandemia. Purtroppo il progetto come si può immaginare non è decollato così sono tornato a casa e ho subito ricominciato a lavorare per mettere su un piccolo gruzzolo che mi è poi servito per aprire questo posto, il mio posto, finalmente. Era il 30 giugno del 2023. 

Letizia: Anche io come Marco arrivo dal mondo alberghiero e anche io lavoro nel settore da una mezza vita, seppur sia sempre stata molto più dietro al bancone piuttosto che in sala o in cucina. Ho avuto esperienze un po’ di ogni genere: dal cocktail bar alla discoteca passando per il bar diurno e per qualche estivo e ho imparato a destreggiarmi molto bene in ciascuno di questi ambiti. Purtroppo nell’ultima esperienza lavorativa non mi è stato rinnovato il contratto e questo ha combaciato con l’apertura di Marco di Zama. Ci conosciamo da oltre 15 anni e così da cosa è nata cosa e sono venuta a lavorare qui, poi però è scattato qualcosa anche a livello personale e così quella che doveva essere solo una parentesi lavorativa per tamponare un momento difficile si è rivelato qualcosa che ha stravolto un po’ le vite di entrambi. 

Una storia professionale che s’intreccia a quella personale che vi ha però visti in un enorme cambiamento di recente, corretto? 

Marco: Assolutamente sì, abbiamo infatti appena rinnovato il locale sia in termini estetici sia nella sua proposta. Sai, qui abbiamo aperto principalmente come bar diurno con tutte le difficoltà del caso così quasi sette mesi fa ci siamo detti che o facevamo un cambiamento radicale oppure era arrivato il momento di trovare un’altra strada. Non ce la siamo assolutamente sentita di rinunciare ad un progetto che ci aveva preso interamente gli ultimi anni della nostra vita e che era poi di fatto anche diventato un progetto come coppia, così abbiamo deciso d’investire sul futuro compiendo un passo importante. 

Letizia: Abbiamo rivisto gli arredi e l’estetica del locale, così anche il logo, la comunicazione (che si è fatta molto più social, e il nome. Non ci siamo fermati qui però, anzi, abbiamo cambiato l’impalcatura nella sua totalità proponendo un piccolo bistrot ad orario pranzo e una sorta di aperitivo rinforzato alla sera. A noi piace chiamarla “Enocicchetteria” ma è giusto ribadire che non siamo un’’enoteca, siamo un locale poliedrico che mescola cocktail (gin in primis, visto il nome) a quella che noi chiamiamo “experience”. 

Ci raccontate cos’è questa “experience” per voi? 

Marco: Te la posso raccontare in dialetto che riesco a spiegarla perfettamente? Per noi l’essenza di tutto è: “Domandaghe agli osti che ghe ne sa”. Gira tutto attorno a questo secondo me l’esperienza che possiamo proporre qui da Zama perché sì, abbiamo un menù, ma è lasciato volutamente molto easy e quasi incompleto per permettere al cliente di chiederci, informarsi, appassionarsi con noi a prodotti, abbinamenti e curiosità su ogni aspetto. 

Letizia: Ci siamo divisi in maniera del tutto naturale i compiti io e Marco, lui è più un animale da cucina, sue infatti tutte le pietanze che serviamo e sua l’inventiva di cicchetti e di piatti proposti (anche se ogni tanto do qualche idea anche io eh). Io invece sono maggiormente in sala e, ovviamente, al bancone a miscelare cocktail. La modalità però anche per me è la medesima: dimmi di cosa hai voglia e io ti proporrò qualcosa di particolare, come il nostro americano al caffè o quello alla birra, che una volta assaggiato non si molla più. 

Un’esperienza reale per un posto costruito mattoncino dopo mattoncino…

Marco: Siamo agli inizi di questo nostro nuovo percorso ma non possiamo far altro che dirci molto soddisfatti perché la risposta c’è e si vede alla grande, soprattutto durante gli eventi musicali che proponiamo. Si chiama “Reserva Sonora”, un evento cadenzato che abbiamo realizzato con l’aiuto di un collaboratore fondamentale, Jacopo Dotti. L’idea è quella di proporre un evento musicale sempre diverso con sonorità lounge e piacevoli per accompagnare l’aperitivo e la serata tutta. È un evento che stiamo proponendo ogni venerdì e posso dirti, piace già moltissimo, a noi soprattutto! 

Letizia: Questo lavoro è la nostra più grande passione, poterlo fare assieme come professionisti ma soprattutto come coppia è per noi la chiave migliore. Non è sempre stato facile eh, abbiamo caratteri molto diversi ma al contempo anche complementari perché dove non arriva l’uno arriva l’altro. La cosa più importante è che possiamo fidarci ciecamente e questo secondo me traspare, tanto quanto la passione che Marco mette nella creazione del cibo o io nei cocktail. 


Zama Gin & Wine Experience, 
Via Regia, 71/A, Vigonza, Padova 
Tel. 340 074 2107

 

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